Empoli-Milan 0-3: le Pagelle Che Non Lo Erano

La prima settimana dell’anno è il momento per i buoni propositi – quelli che verso la terza tutti ci siamo dimenticati. Ed è quindi il momento più indicato per associare i più diffusi tra i nobili proponimenti dell’uomo moderno ai nostri giocatori, in base alle loro prestazioni nella prima partita dell’anno!

Maignan – “SORRIDERE PIÙ SPESSO”
Lo diciamo per lui: sembra più in ansia del più pessimista dei tifosi, dà sempre la sensazione di aspettarsi il peggio, che la situazione possa precipitare all’improvviso e senza un motivo… E temiamo che non abbia poi tutti i torti: anche contro l’Empoli non gli riesce di portare a casa un sospirato S.V., nemmeno in queste Pagelle Senza Voti. Purtroppo persino in una giornata senza insufficienze tra i difensori, gli tocca essere sempre vigile per difendere il clean sheet.
Calabria – “NON CEDERE ALLO STRESS”
Si dice sempre che compensa con l’impeto i limiti tecnici, ma forse a volte pensare un mezzo secondo in più gli converrebbe. La sua ammonizione sembrerebbe un fallo ben speso, ma in realtà regala un po’ di apprensione per tutto il secondo tempo, perché un secondo cartellino cambierebbe la partita, e sia lui che il Milan in generale non godono di quella immunità che squadre più oneste della nostra si sono guadagnate sul campo.
TheoHernandez – “CAMBIARE LAVORO”
E se fosse nato per fare il difensore centrale? Ok, l’attacco dell’Empoli magari non è un gran banco di prova, ma finora nel ruolo sta dimostrando un’applicazione e una concentrazione superiori a quelle mostrate nel suo ruolo naturale – e il bello è che questo non gli preclude i suoi classici arrembaggi.
Kjaer – “FARE DEI VIAGGI”
Tutto bene, grandissima regia del reparto, ma si sta affezionando un po’ troppo all’area di rigore, dove come l’alligatore nella palude, impone la sua legge. Il calendario ci riserva, in futuro, punte che vanno affrontate (anche) fuori. E temiamo che sia un buon motivo per pensare a qualcun altro al suo posto.
Florenzi – “NON RIMANDARE LE COSE”
Ecco, lui sicuramente è fedele a questo proponimento: appena accusa il dolore, si chiama fuori dalla mischia. Non casualmente, da questo momento tutti i suoi commilitoni iniziano a muoversi con più circospezione, temendo che la prossima volta il cecchino colpisca loro.
Adli – “ANDARE IN PALESTRA”
Eccoci al nostro uomo divisivo! Anche se ci suscita sempre un brusco aumento di pressione quando gioca nei pressi della nostra area, stavolta non ci fa rischiare un coccolone. Però per sua stessa ammissione non è rapidissimo, e per questo motivo cerca di prendersi un attimo in più per provare la giocata migliore. Non possiamo che infliggergli il più classico, e più disatteso, tra i buoni propositi dell’età moderna.
Reijnders – “ACCETTARE I PROPRI LIMITI”
Un’altra partita consistente, ma il suo calo fisico nel secondo tempo è abbastanza evidente. Non è la prima volta. E d’altro canto, gioca sempre: se potesse, Pioli lo incatenerebbe al campo. Forse dovrebbe farglielo presente, invece che essere zelante e rispondere sempre presente.
Loftus-Cheek – “SMETTERE DI BERE E FUMARE”
Quando gioca male è indecifrabile. Quando gioca bene, sembra un altro – cosa che lo rende altrettanto indecifrabile. Al di là dei famosi problemi fisici, quando è in partita sembra avere una diversa fluidità di movimento e di inserimento nella nostra manovra. Il gol è chirurgico, il palleggio con cui provoca il rigore è da giocatore completo, la legna da fuori con cui sfiora la doppietta meriterebbe miglior fortuna, e insomma siamo così a corto di spiegazioni sul suo rendimento imprevedibile che gli riserviamo il proposito tipico di chi sa cosa dovrebbe fare, ma non riesce a farlo.
Giroud – “NON PRENDERE TUTTO SUL SERIO”
Ultimamente c’è qualcosa di strano in lui: riesce sempre a fare almeno una cosa fondamentale a partita (gli assist o, nel caso di oggi, il gol su rigore) e come sempre copre e come sempre fa sponde, ma è evidente che ha perso quello slancio un po’ guascone che era una delle sue armi in più, e gli consentiva tra l’altro di fare gol mirabolanti nonostante l’età arzilla. Le immagini della sua rabbia con l’arbitro o di lui seduto su un secchio dopo la sostituzione ci persuadono che stia sentendo un po’ troppo sulle sue spalle le sorti della nostra squadra. Chissà che una maggiore alternanza con Jovic non ci restituisca la sua joie de vivre parigina.
Leao – “MANGIARE SANO”
Abbiamo detto più volte di essere del Team Rafa, quindi anche stavolta daremo poche soddisfazioni a quelli che digrignano i denti a ogni suo errore. E tuttavian non staremo nemmeno a difenderlo per la giocata che blocca la partita, o per i passaggi che nel secondo tempo quasi mandano in gol Loftus-Cheek, Pulisic, TheoHernandez (di rabona, sì. Anche se qualche moralista è esploso vedendola, ha efficacemente recapitato il pallone al compagno, quindi è stata una scelta pragmatica). No, anche noi abbiamo un’accusa da fargli. Mangia troppi gol. Questa cosa deve finire. Sospettiamo che al posto di Chaka Traorè (che ha fatto un gol meno banale di quello che sembra) avrebbe tirato fuori. Non sul portiere, proprio fuori dallo specchio. Gli sta capitando troppo spesso. Sappiamo che in questo momento gli riescono tante cose utili. Ma deve risolvere un problema: togliere il grasso superfluo dalle sue conclusioni. Che parli con un dietologol.
Pulisic – “SORPRENDERE SE STESSI”
Si sbatte tanto, sta cercando di entrare definitivamente nei meccanismi della nostra strana squadra, ma nonostante i numeri più che egregi tra gol e assist, ogni tanto sembra guardare tutto da fuori e non capire bene cosa gli si chiede (…ed è difficile dargli torto). Poi mentre è in area che lotta per la squadra, capitano cose come il coast to coast irresistibile (dopo 85 minuti di acido lattico) che portano alla rete che sigilla la partita, e allora viene voglia di vedere più istinto, e meno obbedienza. Sì, Christian, pensa al Milan come alla land of the free e la home of the brave, e facci vedere altre impennate: ti riescono bene.
Jimenez – “FAR QUALCOSA PER IL PIANETA”
Molti pensano che il pianeta sia spacciato ma tanto quando sarà completamente fuso e irrespirabile saremo già tutti trapassati quindi tanto vale vivere nel modo più schifoso, laido e ottuso possibile: no, gente: questo è il modo di pensare dei Gravina, dei Ceferin, degli Infantino. Si può ancora fare qualcosa, e ognuno di noi nel suo piccolo può contribuire. Tutto sta a dare le informazioni giuste. Ahinoi!, i giovani spesso non si informano – ed è per questo che è nostra responsabilità far sapere a questo ragazzo che Madrid è in piena emergenza climatica, ha problemi di inquinamento e traffico quasi insormontabili. No, non è proprio il caso di andare ad appesantire la sua impronta ecologica e tutto il resto… Viceversa, rimanere a Milano, polmone verde del mondo, ridente paradiso ambientale, sarebbe un piccolo atto per contribuire al futuro del pianeta tutto. Pensaci, giovanotto: rossonero is the new green.
Musah – “LEGGERE DI PIÙ”
Bello riaverlo in questo momento critico della stagione (come se ne avessimo di noncritici, vero?). Ne approfittiamo per un suggerimento di cui tener conto nel suo reinserimento: provare a leggere un po’ di più le partite e la squadra. È uno di quelli che alcuni chiamerebbero “margini di miglioramento”, e siamo convinti che possa farlo. E non si faccia condizionare da chi dice che leggere è palloso: leggere il Milan è sicuramente uno spasso.
Bartesaghi – “DEDICARE PIÙ TEMPO AGLI AMICI”
Non sembra ancora sicuro – e ci mancherebbe. Però è anche quello, tra i nostri tanti wonderboys, che sembra più spaesato in campo. Non parrebbe una questione di fondamentali né di mezzi fisici, ma proprio di intesa con il resto dei compagni. Ce la può fare – magari a costo di organizzare barbecue per un anno come Adli.
Chaka Traoré – “TRATTARE BENE IL PROPRIO CORPO”
Un gol di testardaggine il mercoledì, un gol di fisicità ma anche di precisione la domenica – e tra l’altro, particolare forse sfuggito a qualcuno, era stato lui a murare l’attacco avversario, prima che il pallone rotolasse verso Pulisic. Perciò, abbiamo solo una cosa da dirgli: riguardati, e abbi ogni cura di te.
Gabbia – “LAVORARE SULL’AUTOSTIMA”
Bentornato! Non c’è molto tempo per i convenevoli, veniamo al dunque: è possibile che nel tuo futuro ci siano Scamacca e Lukaku. Però non ci sarà Tatarusanu. Bentornato!

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