Milan-Torino 1-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

A volte, notizie di particolare risonanza scuotono un’intera epoca. Da sempre, una generazione si riconosce in una domanda: “Dov’eri quando spararono a John Kennedy?” “Cos’hai pensato quando sono state abbattute le Twin Towers?” “Cosa hai fatto il giorno in cui Benji & Fede hanno annunciato lo scioglimento?” Nel terzo caso, rispondiamo noi: avete guardato Milan-Torino. Possiamo capire: quando si è sconvolti, si cerca di ritrovare il proprio equilibrio guardando gente stranita quanto noi. Ecco perciò che le nostre pagelle senza voti si ispirano alle più belle canzoni di due artisti per i quali non troviamo paragoni.
 
Donnarumma – ON DEMAND
“Sarebbe bello se tutte le volte che ho perso, avessi vinto”. A chi non è capitato nella vita un momento di profonda consapevolezza come quello che porta a queste riflessioni? E a chi non è capitato, subito dopo, di rendersi conto che era il massimo di vetta filosofica di cui si era capaci, per cui tanto valeva spegnere il cervello e guardare qualche serie tv molto reclamizzata ma alla fine, niente di che? Certo è più facile quando nessuno ti disturba – e di sicuro il Torino dà meno pensieri de La casa di carta.
Calabria – MOSCOW MULE
Sufficientemente Moscow in difesa, terribilmente Mule quando va in avanti. C’è di buono che la maggior parte degli errori, che per buonismo attribuiamo soprattutto a stanchezza, non si verificano in situazioni che possano metterci in pericolo.
Romagnoli – STROBOSCOPICA
“Sai, la luna è come una stroboscopica / E noi siamo orbite sopra l’oceano / Ed una sfumatura di luce blu elettrico”. Dopo prolungata meditazione, abbiamo deciso che si tratta di versi che esprimono uno stato d’animo soddisfatto – e saremmo tentati di usare questi versi per definire la prestazione del capitano contro il Torino. Sapendo che rischiamo di sentirlo rispondere “Ahò, ah coso, viè un po’ qua, stroboscopico ce sarà tu’ nonno”.
Kjaer – FINO A FARMI MALE
“Se ne avrò la forza mi avvicinerò / Fino alla tua porta, che ci posso fare / Fino a farmi male, fino a farmi male”. Finché lui è in campo, il Torino crea pochissimi pericoli (…non che dopo). Speriamo si ripigli, perché fra un po’ dovremo chiedere a Ganz di prestarci Francesca Vitale e Dominika Conč.
Theo Hernandez – GLU GLU
“Avevi le gambe lì / Ma la testa in un altro posto”. Non sapremmo dirlo meglio di questa fulgida composizione: Theo in questo periodo è sempre più gambe che testa. En passant: gran bel titolo per una canzone, vero?
Bennacer – FORME GEOMETRICHE
Sta diventando un piccolo grande giocatore – siamo un po’ stupiti che se ne parli così poco, ma ci rendiamo conto che nelle altre squadre abbondano campioni immensi, quindi possiamo comprendere. Certo ci sono ancora lati su cui lavorare: uno è che non va mai a tirare, un altro è che riesce sempre a convincere l’arbitro di essere un sanguinario mastino di centrocampo da stroncare immediatamente con un’ammonizione.
Kessié – MAGNIFICO DIFETTO
“Panico panico panico quando riparti / E non so cosa fare se non ci sei”. Lo avranno notato anche quelli che lo martellano senza sosta, spesso per buoni motivi: in questo periodo, lui c’è. Sbaglia meno del solito, recupera più del solito, anche se tutte le volte che sale palla al piede si entra in un mondo dominato dal dubbio e dall’ignoto: nessuno sa cosa accadrà al pallone, lui men che meno.
Castillejo – ADRENALINA
“Comunque vada, io seguo la mia strada / Mi sveglio e sono a casa / Mi basta la mia dose di adrenalina, adrenalina, adrenalina / Adrenalina – lina – lina”. La proverbiale voglia di vivere della gioventù, e il suo altrettanto proverbiale stato confusionale: tutto questo sono Banjo e Fedez, tutto questo è Samu & Casti. Manda in gol Rebic, fa autenticamente soffrire il Torino nel primo tempo, poi nel secondo si scalmana più che può nei recuperi oppure scaglia palloni in direzioni insensate. Ora come ora non riusciamo a immaginare il Milan senza di lui. Il che ovviamente dice molte cose su come sia ridotta la nostra immaginazione.
Paquetà – SALE
“Non è una lacrima / Nient’altro che un bacio rubato / Non era amore / Sale la voglia, la voglia di non vederti più”. Queste parole piene di dolore descrivono alla perfezione le nostre palpitazioni di tredicenni desiderose di uno sguardo, di un sorriso, di una giocata non del tutto banale, di un bacio Perugina – ma quello che continuiamo a ricevere dal ragazzo che ci piace tanto sono dei selfie inespressivi. Continuiamo a sperare che sia il nostro principe perché è nella nostra natura di teenager sognanti. Ma temiamo che prima o poi finiremo per gettarci tra le braccia del primo scimunito con un motorino truccato.
Rebic – GOOD VIBES
“Good vibes, senza pensare a niente / Con le margherite sulle orecchie al posto delle sigarette”. Versi che dimostrano che quando c’è l’ispirazione, le meraviglie sgorgano perentorie. In questo periodo, Ante è nello stesso stato di grazia di B&F quando hanno composto questa toccante elegia, o di Nocerino quando danzava attorno al totem svedese: nel primo tempo il Toro non lo vede mai. Nel secondo tempo, come B&F, si scioglie un po’, ma il più è fatto.
Ibrahimovic – DA QUANDO CI SEI TU
“Prendimi per mano e tutto avrà senso / Te lo prometto, sarà perfetto / Prendimi per mano, uh oh / E non lasciarmi mai”. Jim Morrison non potrebbe comporre versi più intensi (principalmente, perché è morto da un tot). L’Ibra del 2020 ha un ruolo spirituale in questa squadra: quasi non importa se non segna – a tratti sembra che stia diventando ciò che era Franco Baresi – il nostro Mahatma, la grande anima che avevamo perso e ora ritroviamo grazie al più infingardo giramondo del pallone. Zlatan, sposaci.
Gabbia – TUTTO PER UNA RAGIONE
“Succede tutto per una ragione, e la ragione magari sei tu / Non ho niente da promettere / Ma da scommettere con te”. È vero che il Toro è assai mansueto, ma queste sono considerazioni aride: noi che sappiamo vedere i grandi disegni che il Destino fa con la sua Grande Matita, abbiamo capito che Musacchio e il suo polpacchio sono lo strumento che ci porterà a un’era di beatitudine. Un po’ come l’autotune.
Bonaventura – UNIVERSALE
“Come la stella polare, le zanzare in estate / E questo vento non ci può spostare / Stringimi forte sotto il temporale”. Lo sappiamo, state cercando di cogliere la bellezza del verso sulle zanzare, ma è un errore: lasciate che vi punga dolcemente e concentratevi sulla faccenda del temporale perché Jack – col quale siamo stati poco teneri ultimamente – entra e torna a fare quanto vorremmo facesse sempre: il fratello maggiore che rassicura i bimbi che si stanno perdendo, e li sprona a non farsi tentare dalla droga o da La pupa e il secchione.
Leao – BOOMERANGHI
“Sorvolo la città, atterro in campagna su una rana che canta / Con la proboscide fa, a, a / La fisarmonica, a, a / Ma lo fa con la calma, perché nessuno la mangia”. Un giorno capiremo sia queste parole che lui. Beh, forse non oggi.

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