Milan-Lazio 2-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Oggi nella maggior parte delle Regioni italiane iniziano le scuole, e se non è oggi è in questa settimana, oppure d’accordo, in alcune Regioni tipo Puglia e Calabria inizieranno la prossima settimana perché a nostra insaputa sono a statuto speciale (è la migliore spiegazione che ci siamo dati). E così, finalmente, in tanti anni di storia – ma certamente pochi di educazione civica – le Pagelle Senza Voti di ComunqueMilan vanno a scuola e trovano quello che c’è in ogni scuola che si rispetti.
 
Maignan – L’ALUNNO CHE CHIEDE CONTINUAMENTE DI ANDARE IN BAGNO
C’è qualcosa di smanioso in lui: non riesce a stare al suo posto. Perché la verità è che vorrebbe essere in mezzo al campo, e giocare coi piedi: essere costretto a usare le mani e parare con bella calligrafia lo deprime. La Lazzie lo disturba pochissimo, ma le poche volte in cui lo fa lui ci mette sempre un pochino in apprensione, e noi siamo apprensivi: non vorremmo passare qualche partita, a nostra volta, andando continuamente in bagno.
Calabria – LA CAMPANELLA
Il boato che nel secondo tempo accoglie il suo secondo intervento risolutivo in difesa consecutivo, con annessa ripartenza, è qualcosa che va al di là dell’approvazione per la giocata: è un momento di trionfo e sollievo, a suo modo un ritorno a casa: dopo tanti, troppi anni, il nostro vivaio ha prodotto un difensore vero, e la memoria torna (sognante) a certi difensori sui quali abbiamo costruito la nostra leggenda. Ovviamente non è ancora un campione come De Sciglio, ma per ora ci accontentiamo.
Romagnoli – LA CATTEDRA
Simbolo stesso del sapere, torreggia nell’aula e manda in confusione gli avversari, impreparati a una sua partita così autorevole, ma anche molti tifosi, ai quali dà una piccola lezione.
Tomori – LA LAVAGNA
Gli attaccanti della Lazio vorrebbero essere il problema, invece il loro problema è lì davanti a loro, ed è lui: lo guardano attoniti, cercando la soluzione – ma non la trovano e cercano di guadagnare tempo tergiversando fino al fischio finale che li toglie dall’imbarazzo.
TheoHernandez – LA SUPPLENTE
Nessuno capisce bene quali siano i suoi argomenti, ma quando si muove crea sensazione. I soggetti più incresciosi della squadra avversaria hanno visto troppi film anni 70 sui più prestigiosi canali Mediaset e cercano in tutti i modi di sdraiarlo.
Kessié – L’INTERVALLO
L’istituzione scolastica in assoluto più amata dagli studenti è tutta per lui: non si parla d’altro. Certo, come fanno sempre gli studenti nell’intervallo, la discussione verte su materie scolastiche: Matematica (“Bisogna dargli il 66,666% di quello che chiede” “No, bisogna inserire la cifra da lui chiesta in una funzione algebrica in cui X è il tasso di cambio con la Sterlina”), Filosofia (“Ha sbagliato il rigore” “Ma senza di lui non ci sarebbe stato il rigore, cioè come quel gatto che esiste e non esiste”), Letteratura (“Ora che ha sbagliato perderemo, verrà la morte e avrà i suoi occhi”), Storia (“È il rigore peggio tirato dal 1899 a oggi”).
Tonali – LO ZAINO
La Lazio non riesce praticamente mai a chiuderlo perché è pieno di calcio, pieno di giocate, di idee, di contrasti, di visione di gioco e dei compagni. Prestazione che lascia quasi sbalorditi. Ci speravamo, ma non così tanto. Se continua così altro che zaino, si può sognare la borsa di studio alla Sorbona. Ah, ehm, ops, no – quella è a Parigi – intendevamo dire il Politecnico.
Florenzi – IL RIGHELLO
Prestazione molto lineare – e detto così non sembra niente di che. Però, non ricordiamo nulla di storto dalle sue parti – e non solo: a centrocampo va spesso a creare superiorità insieme ai compagni, che è una cosa che torna molto ma molto utile. Il momento dei disegni più immaginifici verrà a tempo debito.
Rebic – LA FINESTRA APERTA
È la inaspettata soluzione ai nostri problemi di salute: non solo serve gli assist dei due gol, e la nostra salute se ne giova clamorosamente – ma è anche il giocatore che ventila palloni per tutti i suoi compagni di attacco, chiunque essi siano.
BrahimDiaz – LO SMARTPHONE
Rimane seminascosto sotto al banco per tutta la partita, e non riesce a mettere su Insta tutti i selfie che vorrebbe, ma quei pochi prendono tanti cuori.
Leao – L’ALUNNO CHE AVREBBE I MEZZI MA NON SI APPLICA
Perché vuole fare lo YouTuber o l’Instagrammer o il TikToker o l’importante giornalista esperto di calciomercato e ritiene che per questa attività un’istruzione sia in fin dei conti del tutto inutile se non pericolosamente controproducente – eppure, imparare due cose in più gli serve ad ampliare il suo raggio d’azione sia sulla fascia che in campo. Apre il campo come una scatoletta di tonno in occasione del gol, ma anche prima mette in seria difficoltà i difensori avversari. Per due volte di fila esce da San Siro tra gli applausi: record personale. Speriamo ci prenda gusto.
Saelemaekers – IL GREEN PASS
Entra in partita e va dove vuole, senza paura di essere fermato, proprio nel momento in cui i nostri avversari contavano su una flessione nel ritmo dei nostri. Sarri a fine partita organizza una manifestazione contro di lui.
Ibrahimovic – IL PRESIDE
Al suo arrivo l’intera scolaresca ammutolisce: tutti gli obbediscono, sia i bravi ragazzi (i nostri) che quelli che disturbano (i laziali). Nel giro di pochi minuti fa capire chi comanda nella scuola di calcio di San Siro. Ogni tanto il potere gli dà alla testa, ma è quello che faremmo tutti se fossimo diventati presidi.
Bakayoko – IL GENITORE COL SUV CHE DOPO AVER QUASI INVESTITO TRE ALUNNI SUL MARCIAPIEDE PARCHEGGIA DIRETTAMENTE DAVANTI AL CANCELLO OSTRUENDOLO IL PIÙ POSSIBILE E ALLE PRIME RIMOSTRANZE SCENDE MINACCIANDO FISICAMENTE GLI INSEGNANTI E ANCHE UN VIGILE URBANO
Ciumbia, che ritorno. In meno di 10 minuti, due errori preoccupanti, un’espulsione sfiorata, un’uscita per infortunio. Che dire: si è fatto notare. Gli è mancato solo di presentarsi con l’adesivo “La tua invidia è la mia forza” sul paraurti.
Bennacer – IL BIDELLO
Sappiamo che si dice: “Collaboratore scolastico” – ma sappiamo anche che se lo avessimo scritto così, metà di voi avrebbero pensato “Eh???”. Entra, trova l’aula incasinata, sistema in due minuti e senza farsi notare incamera le merende dei centrocampisti laziali facendo in modo che si accusino tra loro.
Ballo Touré – IL REGISTRO
Il primo giorno, sulla prima pagina ancora bianca, appare il suo nome, e con un encomio. Può darsi che la prima lezione fosse facile, e le domande non fossero delle più impegnative – probabilmente erano di quelle che i professori fanno “Per conoscerci meglio”. Ma intanto lui risponde in modo brillante invece che rispondere come lo scemo che vuol far ridere la classe – che è quello che avremmo fatto noi, e questo spiega perché ora ci ritroviamo per pura rivalsa a dare delle pagelle e per di più senza voti, per cancellare il ricordo dei voti che prendevamo e delle iniziative da autentici rimbambiti per cui finivamo sul registro.

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