Napoli-Milan 3-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

Debutto in stagione e debutto, per molti milanisti, della nuova piattaforma DAZN, il cui peculiare funzionamento ha ispirato pagelle dedicate a ogni declinazione della parola PAUSA. Beninteso, lungi da noi portare acqua al mulino di Sky – un mulino che va a saliva, non preciseremo in che direzione. Comunque, a Milano è stato bello sentire esultare da qualche finestra un paio di minuti prima di poter vedere i gol di Bonaventura e Calabria. Poi, è stato anche brutto sentire il silenzio da quelle stesse finestre negli ultimi minuti della partita, e capire l’antifona… In pratica, lo spoiler dello spoiler. Non è cosa da poco. Bella lì, DAZN. E bel nome, tra l’altro. DAZN!

Donnarumma – LA PAUSA DI ROSS E RACHEL di Friends
Una delle gag ricorrenti nella storica sitcom, basata sul disperato tentativo di David Schwimmer di giustificare con Jennifer Aniston una notte a letto con la sciroccata della copisteria. E altrettanto comico e disperato pare il tentativo di giustificare Gigio dopo tre pere. Pure, non ha colpe evidenti sui tre gol, e fa un paio di begli interventi, ammettiamolo – ma la verità è che continua a dare quella sensazione di incertezza che ormai ben conosciamo. Che è causata anche da difensori che (persino più dell’anno scorso) gli passano ossessivamente. Forse pensando “Mah, sta vicino alla porta, è alto, ha i piedi un po’ così, dev’essere il nostro centravanti”. Capite, lo hanno scambiato per Kalinic.
Calabria – PAUSONE
Pittore greco del V secolo a.C., sgridato da Aristotele per come rappresenta gli uomini peggio di quello che sono. Allo stesso modo, Davidino dipinge gli avversari più pericolosi di quello che sono: malgrado un paio di buone chiusure, si prende troppe licenze artistiche tra falli e palle perse. Però va detto che il modo in cui incornicia la palla in porta, come anche a Roma l’anno scorso, è da insospettabile pennelliere.
Musacchio – PAUSSIDE
Strano coleottero dall’aria gioviale, si trova a suo agio con le formiche e viene spesso invitato nei formicai. Insetti più grossi e smaliziati, purtroppo per lui, lo fanno su come e quando vogliono.
Romagnoli – PAUSARIO
Sulle antiche navi romane, il capo dei rematori che, giovandosi di una mazza e della voce, segnava il ritmo di immersione dei remi nell’acqua. Malauguratamente alcuni dei suoi compagni di reparto non ne sentono la voce – e la mazza non la capiscono.
Rodriguez – TEMPIO PAUSANIA
Città del nord della Sardegna, dove Fabrizio De André visse e fu anche rapito – e sembra rapito anche lui, non sappiamo da cosa, forse dal calcio nel suo mistero, forse da quei giorni perduti a rincorrere il vento – nonché a rincorrere tutti i giocatori che gli vanno via.
Kessié – PAUSIA
Pittore del IV secolo a. C., era piuttosto incline a ritrarre le gioie della vita: Ebbrezza, Eros, piccoli putti e gran putte. E purtroppo tocca constatare che manda a putte la maggior parte dei palloni che tocca.
Biglia – ANDROPAUSA
La cosa più malinconica è, al di là della palla persa un po’ penosamente davanti alla difesa – dove in realtà si limita a partecipare a una combattuta gara di palle perse coi suoi compagni di reparto – nessuno si aspetta che fecondi il nostro gioco, è proprio una cosa su cui non contiamo più.
Bonaventura – COCA-COLA
“La pausa che rinfresca”, come da slogan storico (del 1929) della bibita capitalista per eccellenza. Perché quando prende una pausa dai suoi strani tentativi di contribuire al gioco e fa l’imprenditore di se stesso, il Napoli lo subisce (nel gol di ottima fattura) e lo teme (in altre due iniziative nel primo tempo). Forse c’è un errore, come nel caso dell’inventore della CocaCola (un farmacista persuaso di aver inventato un tonico): forse non è mai stato un centrocampista, ma una seconda punta da calcio anni 80. C’è un allenatore anni 80 cui chiedere?
Suso – PAUSA PRANZO
Anche quest’anno, è il centro della nostra vita. E a volte è una barretta proteica solitaria o una schiscetta depressa, altre volte è abbuffata in mensa con gossip aziendale. A Napoli porta i colleghi in quella pizzeria che conosce lui: a uno fa arrivare un pallone prezioso che diventa poi il primo gol, al secondo fa trovare sul piatto un assist per il raddoppio. Ma pretende di non pagare – nemmeno con un paio di corsette. Il tribunale del popolo di twitter lo massacra, ed è una cosa su cui riflettere – certo, non è che il tribunale del popolo di twitter sia famoso per come sa riconoscere i talenti, nel calcio come in politica. Però la sensazione è che qualunque cosa porti alla causa, per lui #lapacchiaèfinita.
Higuain – LAURA PAUSINI
Per La solitudine, ovviamente. No, okay, anche per quei due-tre chili di personalità nel girovita. La nostra vedette cerca più i compagni che la porta avversaria: nell’unico tiro manda il pallone direttamente in un qualche talk show argentino.
Borini – LE PAUSE DI CELENTANO 
Proverbiali e discusse per almeno un paio di decenni da pubblico e critici televisivi, divisi tra chi vi vedeva momenti di inconcludenza assoluta e chi ne esaltava la capacità di riflessione controcorrente. Con l’inserimento e l’assist per il gol di Bonaventura, L’emozione non ha voce. Ma il resto della partita è Svalutation.
Bakayoko – POSILLIPO
Come indica l’antico nome greco Pausilypon, la visuale del quartiere più rinomato di Napoli “fa cessare gli affanni” – e i giocatori in azzurro al solo vederlo provano un senso di pace e attaccano in pieno relax, ultimando il progetto di un quartiere residenziale nel nostro centrocampo. Spiace quando uno si presenta esattamente come lo avevano descritto i suoi detrattori, ma riesce a far rimpiangere Biglia che era uscito tra le maledizioni.
Laxalt – REAZIONE DI PAUSON-KHAND
Mossa della disperazione, sia da parte di Gattuso che nostra – perché avrete capito benissimo che prima di dedicarci a queste pagelle non avevamo mai sentito nominare Pausone e il pausario, e per l’ultimo giudizio siamo andati a scovare una reazione chimica della quale peraltro Google ci dà 50mila risultati in inglese e tedesco e francese e quasi nulla in italiano – a riprova che le scienze non ci riguardano, del resto non servono a nulla. Purtroppo nel caso di Laxalt, la reazione chimica porta un buon pallone per Higuain – la cui reazione chimica, nella sua squadra precedente, sarebbe stata di scaraventarla alle spalle del portiere, specialmente il nostro. Invece, la butta dint’o Vesuvio. Ma #seceraAndréSilva.

(Post Scriptum: da un paio di settimane ci siamo ritrovati più volte a spiegare sui social, a persone gentili – e a qualche idiota inutilmente aggressivo – che l’espressione “Se c’era” è volutamente sbagliata e fa parte di una gag ricorrente della sitcom chiamata Calcio. Qui dentro non dovrebbe essercene bisogno, vero? Grazie) (vedete come sappiamo scrivere forbito, usiamo addirittura l’espressione Post Scriptum) (…se c’era il PS era troppo facile)

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