Le Pagelle Che Non Lo Erano: Milan-Bologna 5-1

Si sa: tutti i Paesi stranieri ce l’hanno con l’Italia, da sempre: basta chiedere alla gente, che è sempre bene informata, e tutti sono in grado di elencare almeno una settantina di nazioni che sono la vera causa di tutti i nostri guai. Quest’anno un Paese emergente tra i nostri arcinemici è l’Olanda, che secondo alcuni giornali seri, ce l’ha con noi dal cucchiajo di Totti. Eppure alla nostra squadra i Paesi Bassi hanno dato tanto. E per di più, a un certo punto contro l’infido Bologna di Sinisa, i nostri ex scappatidicasa sembravano ai nostri occhi innamorati e increduli l’Arancia Meccanica di Cruijff se non quella successiva di Gullit e Van Basten. Così, per rinsaldare il legame tra noi e il piccolo stato che una volta faceva acqua anche più di noi, abbiamo ispirato le nostre Pagelle Senza Voti ad alcune delle cose o personaggi per cui l’Olanda è famosa.
 
Donnarumma – ERASMO DA ROTTERDAM
“Non vedete, prima di tutto, con quanta preveggenza Madre Natura, artefice della specie umana, ha evitato che il pepe della follia venisse in qualche misura a mancare?” Non può far mancare un po’ di follia nella partita, nel rinvio sui piedi avversari o nel malinteso con Kjaer che frutta la punizione in area sulla quale compie una parata ancora più folle.
Calabria – EDDIE VAN HALEN
Anche se lo pensiamo con una maglia della California, un po’ come Davidino che sembra destinato a un Jump in qualche altra squadra, è qui che è nato; ultimamente sta mettendo parecchio rock’n’roll nelle sue prestazioni, e davvero non abbiamo assolutamente nulla da eccepire su di lui, anche al netto dell’incredibile Eruption nel finale: stop al volo sulla nostra trequarti, partenza a testa bassa verso l’area avversaria, triangolo con Leao e gol di precisione nell’angolo opposto. Succede persino questo, nel luglio 2020.
Kjaer – DIGA
Come la Afsluitdijk, tiene a bada le ondate bolognesi, spendendo uno dei cartellini gialli più sensati dell’intero campionato milanista quando proprio non c’è altra soluzione. Incomprensibile l’incomprensione con Gigio nel secondo tempo, forse un momento di compiacimento per aver portato via il posto a un’icona come Musacchio, oppure stava tentando di pronunciare “Afsluitdijk”.
Romagnoli – RE GUGLIELMO ALESSANDRO
Un re pacioso che lascia volentieri a quei fessi di inglesi le pantomime mediatiche: contro il Bologna il capitano vorrebbe una serata riposante dopo un anno senza saltare un minuto, ed è evidente che sta anche cercando di schivare l’ammonizione che pende sulla sua testa da 14 partite. Forse anche per questo rimane un po’ cerimonioso quando Tomiyasi converge e scaglia un formaggio nel sette.
TheoHernandez – MULINO A VENTO
Ma quanto macina? Come Don Chisciotte, l’arbitro lo combatte invano. Ormai è uno spettacolo nello spettacolo quando negli ultimi dieci minuti di partita parte per la tipica sgroppata mentre tutti gli altri hanno finito la benzina, e lui parte con la turbina eolica.
Bennacer – TULIPANO
È sbocciato finalmente! Temevamo che rimanesse un bulbo pieno di potenziale ma alla fine mai definitivamente petaloso, e invece ha visto la porta, ha visto la luce – e ha piazzato un gran pistillo.
Kessié – ZOCCOLI
Ma dove sono finiti i piedi di legno che hanno tenuto banco nel nostro centrocampo negli ultimi due anni? Ma come è possibile che all’improvviso, ogni volta che tira la palla è nello specchio – e sono il portiere o il palo a bloccarla, e non gli steward del secondo anello? Uno degli emblemi di questo miracoloso luglio milanista.
Saelesmaekers – EDM
Pompa sulla fascia come la dance dei big olandesi: Armin Van Buuren, Tiesto, Afrojack, Martin Garrix. Sblocca la partita con una hit che i compagni più esperti gli producono con maestria, davanti alla quale lui ha due scelte: cercare il consenso della critica con un tiro coraggiosamente sperimentale, oppure metterla in rete con banalità commerciale. Ci spiace per i critici, ma noi apprezziamo la sua scelta di vita.
Calhanoglu – I PITTORI
Forse avremmo dovuto fare un nome solo, perché sta meglio – ma il fatto è che ce li ricorda tutti. Pennella minuzioso come Vermeer, lineare come Mondrian, misterioso come Escher, illuminante come Van Gogh – poi quelli ne hanno un milione e ci sarebbero anche Rembrandt e Bosch e Bruegel ma ve li risparmiamo, che già ‘ste partite finiscono tardi e a fare le pagelle di notte si perde un po’ il quadro della situazione.
Ibrahimovic – BIRRA
Ne ha ancora? Non ne ha più? Non è poi così ovvio come sembra. Quel che è certo è che pare sempre oscillare tra la partita più ragionevole possibile e la fedeltà al suo personaggio, che gli impone di strafare e risultare sempre alcolico. Finché gioca entra in due gol su quattro ma non segna, e la cosa lo fa letteralmente fermentare.
Rebic – MATA HARI
A volte lo guardiamo affascinati, cercando di capire cosa stia pensando ma è impossibile, ha il doppio gioco nel sangue. E intendiamo proprio dire che mentre sta giocando a calcio, contemporaneamente sta anche giocando a qualcos’altro: lo schiaffo del soldato, la pentolaccia, la roulette russa. Quando fa lo stesso gioco dei compagni è uno spasso per tutti.
Bonaventura – RUTGER HAUER
Come il leggendario replicante di Blade Runner, ha visto cose. Ha visto attorno a lui giocatori agghiaccianti, allenatori spaesati, progetti pasticciati. Ora finalmente ha attorno gente che sa come combinare con lui, e quando entra in campo sembra immergersi in un attimo nella squadra, prendendola per mano proprio in quei secondi tempi in cui spesso veniva a mancare completamente la personalità. E ora tutto questo svanirà come lacrime nella pioggia. (…ehi, se non vi commuove quest’idea, avete un bidone di Heineken al posto del cuore).
Krunic – I CANALI
Difficile distinguerne uno dagli altri – come le sue partite. Comunque, l’effetto è sempre abbastanza distensivo.
Leao – LE CASE CUBICHE DI ROTTERDAM
Come gli edifici progettati dall’audace Piet Blom, è una sfida a molte cose: in ogni partita trova modo di suscitare incredulità. In questa partita, un pochino per le giocate, un po’ di più per i capelli improvvisamente lunghi e chiaramente appartenenti a una corrente architettonica di avanguardia.

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