Cagliari-Milan 1-1: le Pagelle che non lo erano

Ieri il cognome Ferrari – il terzo più diffuso d’Italia – ha portato mestizia a milioni di italiani in due eventi sportivi diversi; dal momento che la partita col Cagliari ha lasciato un po’ di mestizia anche a noi milanisti, ci è sembrato naturale guardare ai nostri giocatori come se tutti loro portassero quel cognome, per le nostre Pagelle Senza Voti.

Donnarumma – Gian Marco Ferrari
Come il difensore del Sassuolo che ieri pomeriggio ha contribuito alla Storia della Civiltà Occidentale (per qualcuno, la Storia dell’Umanità intera ma bisogna dire che i media stanno cercando di non esagerare) fa una cosa inspiegabile regalando una gioia a uno che non segnava da un pezzo. Complimenti per la prestazione in Nazionale, però con noi prende un altro gol che un portiere di serie A non dovrebbe prendere.
Calabria – Fabio Ferrari
Attore conosciuto per aver interpretato Chicco, l’impagabile ripetente dei Ragazzi della Terza C; anche lui ripete più che può un singolo gesto, che spesso più che cross sembra un gavettone buttato nel mucchio ma che in un caso produce una traiettoria sontuosa, che purtroppo Bonaventura fa scoppiare in un buffo spruzzone.
Musacchio – Michelle Ferrari
Giovane donna che ha sfruttato la somiglianza con una top player straniera per intraprendere la carriera di pornostar a partire dal debutto in Via col ventre (2005); nel primo tempo effettivamente non mostra alcuna intenzione di respingere le incursioni avversarie, anzi sembra gradirle. Ma nella ripresa coltiva ambizioni più meritorie e osa qualcosa di più, come andare a cercare il gol in mischia o accarezzare la carriera politica candidandosi per un partito di governo – per entrambi i tempi non sono ancora maturi ma noi vogliamo crederci.
Romagnoli – Ferrari SF71H
Non una buona giornata, e lo si capisce quando Verstappen Pavoletti lo infila sul rettilineo, nell’azione che dopo il primo palo del Cagliari porta al vantaggio dei sardi. Nel secondo tempo sostanzialmente non ha lavorato, speriamo ne abbia approfittato per rimettersi a punto.
Rodriguez – Paolo Ferrari
Come il compianto attore, anche quando fornisce una recitazione convincente come col Cagliari, culminata in un controllo e tiro da giocatore di rango nel primo tempo, si porta dietro il peso di leggerezze passate: tutti si aspettano che giri per il campo offrendo due fustini al prezzo di uno.
Biglia – Roberto Ferrari
Risorsa comica di Radio Deejay per contrastare la stupidità aggressiva dello Zoo di 105, da vent’anni propone un programma di imitazioni, scherzi telefonici, macchiette inventate. Quanta creatività e imprevedibilità, vero? Per fortuna non ci mette ritmo, altrimenti il pubblico morirebbe per l’eccitazione.
Kessié – Paola Ferrari
Come la sempiterna conduttrice Rai, non brilla mai (se non grazie ai trenta fari strategici che le tolgono un paio di settimane dal viso) ma di fatto c’è sempre: lavora per due contro il centrocampo del Cagliari, caracolla in area più di altri compagni che se ne intendono di calcio, va a pressare subito dopo aver perso il pallone guadagnandosi il rimpallo che Higuain trasforma in oro.
Bonaventura – Isabella Ferrari
Da trent’anni cerca di far dimenticare Sapore di mare e Il ragazzo del pony express con ruoli sofferenti che piacciono molto agli intellettuali (…gli ultimi tre rimasti): anche la parte recitata da Jack ieri sera è stata un insistente tentativo di comunicarci tutto il dolore della vita, culminato nel gol sbagliato da un metro sul cross più bello che Calabria farà mai.
Suso – Vanessa Ferrari
Ginnasta laureatasi campione del mondo nel 2006, ha portato in Italia la figura che tutti conoscete col nome di tsukahara avvitato silivas. Don Suso ne emula i doppi avvitamenti, a volte non gli bastano e ne compie di tripli e quadrupli; vero è che quando tira in porta, Cragno deve superarsi. Però sembra sempre meno entusiasta di fare uno sport di squadra.
Calhanoglu – Ferrarini
A dire la verità è un prosciutto – onestamente, avevamo finito i Ferrari famosi – però per quanto visto ieri sera, il nostro numero 10 è cotto.
Higuain – Spumante Ferrari
Imbottigliato nella manovra milanista, a un certo punto si stappa da solo piombando sulla palla vendemmiata da Kessié e mette le sue blasonate bollicine in questa partita (…sì, a volte sembriamo una tribute-band di Pellegatti).
Bakayoko – Chiara Ferragni
Non c’entra niente, però magari ci fa tirare su le visualizzazioni. E non ci stupiremmo di scoprire che lo stesso pensiero ha spinto Gattuso a mandarlo in campo.
Castillejo – Carlo Ferrari detto il Ferrarin
Pittore veronese apprezzatissimo dal maresciallo Radetzki e da Franz Joseph imperatore d’Austria. Non che ci capissero qualcosa di arte, però erano il Gattuso e il Leonardo dell’impero asburgico e il pubblico non poteva fare a meno di aspettarsi che dipingesse qualcosa di meglio, per esempio, dei Doni alla Patria. Fermo restando che chi scrive ha grosse difficoltà a disegnare le casette coi comignoli.
Laxalt – Unge Ferrari
Giovane cantante pop norvegese che certamente conoscerete per Romeo Må Dø, Nostalgi 3Millioner e Du Bestemmer. Entra a partita quasi finita, ed è subito Du Bestemmer.

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