Bologna-Milan 1-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

Per motivi che ci sfuggono, in sole 48 ore una parola, anzi una mezza parola, è diventata uno di quei meme che si sa, piacciono ai giovani. Essendo dei senescenti barbogi, non abbiamo capito la ragione di tanta improvvisa viralità – ma essendo ferocemente conformisti ci siamo adeguati e siamo balzati sul carro del vincitore (non è stato facile, era pieno di gente col fischietto, tipo i carri del carnevale di Rio). Ecco quindi le prestazioni dei milanisti valutate, nelle nostre Pagelle Senza Voti, secondo le declinazioni che abbiamo ritenuto più plausibili di quella mezza parola, “Taglia…”. Anche se dobbiamo ammettere che è strano, non siamo del tutto convinti: vedete, a noi ricorda qualcosa. Ma al tizio che l’ha pronunciata no, a lui non ricorda niente.

Donnarumma – TAGLIAMENTO
Come il fiume friulano con carattere impetuosamente torrentizio, fornisce una prestazione del tutto irragionevole eppure proficua: almeno due uscite del tutto sconsiderate, ma anche due respinte d’istinto, una per tempo, che impediscono al Bologna di allagarci.
Calabria – TAGLIATELLE
Pare trovarsi benissimo da queste parti, quasi quanto la famosa pasta odiata dai futuristi: spinge, si attorciglia attorno a Orsolini come fosse una forchetta, salva un gol a portiere battuto. Malgrado l’inizio preoccupante (tratto comune a tanti) potrebbe risultare uno dei più positivi di questa strana annata.
Zapata – TAGLIONE
Come la spietata legge degli antichi, sta consumando la sua vendetta su tutti quelli che lo ritenevano scarso, inaffidabile, svagato, incapace, pericoloso, pigro – cosa avete da dire ora, eh?
(che avete da guardarci così?) (NOI?) (sentite, se mai avete letto qualcosa di denigratorio su di lui su ComunqueMilan, è solo perché siamo troppo pigri per far sparire tutti quegli insulti)
Bonucci – TAGLIERBA
Attrezzo la cui mansione principale è dare noia ai vicini di casa ma anche intrattenere intensi rapporti con l’erba, cosa che il capitano fa sia rimanendo a terra per lunghi tratti della partita (a volte rendendosi utilissimo, come quando contrasta Verdi da supino) sia restando saldamente in pianura quando De Maio salta per segnare. Forse soffre il debordante carisma di questo Zapata 2.0.
Rodriguez – TAGLIAUNGHIE
Ogni volta che aggredisce la difesa del Bologna, questa ne esce più presentabile di prima come dopo una manicure.
Locatelli – TAGLIALEGNA
Punito con l’immancabile cartellino giallo per uno degli interventi più innocenti della sua carriera, viene dato per spacciato da ogni milanista – invece non solo riesce a disboscare in modo incruento il centrocampo avversario, ma si applica abbastanza da consentire a Kessié di inciucchirsi di fatica un po’ meno del solito.
Kessié – TAGLIAFUORI
Decisivo in area come non gli capitava da tempo quando stoppa il pallone e nel contempo, come nel basket, blocca il difensore sul posto lasciando aperto il corridoio per Cutrone e Calhanoglu.
Bonaventura – TAGLIATA
Secondo piatto non troppo elaborato ma molto popolare: senza troppi condimenti, tira due volte ottenendo un gol e una traversa. Da quando ha preso atto di essere in crisi continua a segnare, ragion per cui lo bocciamo senza appello.
Suso – TAGLIOLA
Onestamente non è la sua peggior partita degli ultimi due mesi, se non altro perché si costruisce un’occasione eccellente (che poi getta al vento) e perché attira tre (3) uomini su di sé in area liberando Cutrone per il più sconsolante dei gol sbagliati ieri. Ma il suo sinistro sembra prigioniero in una trappola, non riesce a compiere il suo movimento sapiente nemmeno quando potrebbe tentare il tap-in sul palo di Cutrone e colpisce il portiere a terra.
Calhanoglu – TAGLIA 42
La forma perfetta secondo diversi canoni femminili di bellezza: ci ammalia sia con la carezza angolatissima che ci porta in vantaggio che col gesto da dominatrice con cui indica a Cutrone dove giocare l’assist – concludendo il tutto con un bacio vorace allo stemma dal quale siamo eroticamente turbati; non contento, si trasforma in geisho servendo a Bonaventura sia il pallone del gol che quello della traversa.
Cutrone – TAGLIANDO
Va premesso che gioca un’ottima partita, e non è un caso se può mettere agli atti un assist e un palo. Però a rimanere impresso è il gol sbagliato da un metro e mezzo, completamente solo. Forse è il caso di dargli una guardata in officina, perché gli si è allentato l’Inzaghismo.
Borini – On. ANTONIO TAJANI
Figura tra le più fortunate della politica italiana, da giovane è monarchico (negli anni 70, non nel ‘46), poi è tra i fondatori di Forza Italia (beh, in effetti), e malgrado il bassissimo profilo oggi è Presidente del Parlamento Europeo e candidato di Berlusconi alla presidenza del Consiglio. E nessuno che ricordi una sua giocata.
Kalinic – TAIGA
Come la foresta boreale delle regioni sub-artiche, non incide troppo nelle nostre vite e nella partita, ed è già una buona notizia. Volendo, potremmo persino far notare che col suo ingresso il Bologna arretra di un paio di metri – saranno le sue conifere.
Montolivo – TALIA SHIRE
Con la faccia tumefatta dopo i 15 ring contro Apollo Donadoni, alla fine del match ci appaiono i suoi occhioni rassicuranti: sappiamo che non approva MAI i combattimenti, ma con la sua timida dolcezza ci è sempre vicino – come ADRIANA!!!!

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