Io il Milan lo odio – Verdi di rabbia (featuring Andrea Dioni)

Cari diavoletti, vi spiego perché mi state sui coglioni. Ma non illudetevi: non riuscirete mai a suscitare in me un odio così puro, genuino e viscerale come quello che provo verso la Juve. Mi dispiace, ma in questo ambito lo Scudetto non lo vincerete mai.

Fatta questa doverosa premessa, parto con l’esame di coscienza e cerco dentro di me dei motivi di odio verso di voi. Cerco, cerco e compaiono delle immagini. Dei volti. Due su tutti: Silvio Berlusconi e Sebastiano Rossi.

Su Berlusconi è fin troppo semplice sparare, personalmente avrei troppi motivi per odiarlo. Ma lo odio ancor di più per aver reso triste mio papà.
Definire mio padre milanista sfegatato è un eufemismo: l’ho visto coi miei occhi ballare su un carro al Carnevale di Busseto vestito da Gullit, con tanto di maglietta del Milan, faccia pitturata di nero e treccine. Il suo era un amore passionale per i colori rossoneri, fin dagli anni in cui entrava a San Siro scavalcando i cancelli. Ricordo bandiere del Milan a riempire tutti i balconi di casa negli anni dei trionfi sacchiani, caroselli nel paese. Quando il Milan perdeva, a Busseto tutti cercavano LA persona da prendere per il culo: mio papà! Neanche avesse giocato lui, fosse stato l’allenatore o il presidente.
Non credevo che esistesse qualcosa in natura che potesse scalfire il tifo di mio babbo per il Milan. Ci riuscì Berlusconi con la sua sciagurata “discesa in campo”. La versione politica di Silvio mise mio babbo di fronte a un bivio, a combattere coi propri valori, coi propri ideali. Da quel giorno alla gente che lo fermava per strada negò di esser ancora milanista, perché “se il Milan perde ho piacere per Berlusconi”. Diciamoci la verità: lui mentiva a sé stesso. In cuor suo era ancora milanista eccome, al riparo nelle mura amiche di casa era ancora rossonero oltranzista. Non era più libero di esternarlo, perché si sarebbe sentito incoerente coi suoi valori politici (e voi sapete bene che quando un emiliano è rosso, è rosso per davvero!). I compaesani non avevano più punti di riferimento nelle sconfitte del Milan, lui affermava di essere ormai parmigiano. Ancor di più lo aspettavano al varco quando il Milan trionfava (e, proprio in quei casi, immagino abbia veramente sofferto).
Sebastiano Rossi: non ricordo da cosa nacque tutto. Era talmente ignorante, arrogante e provocatore che sarebbe potuto nascere in qualunque momento l’odio di un’intera tifoseria nei suoi confronti. Fatto sta che in curva Nord a Parma la partita col Milan era un evento imperdibile, atteso come una finale di Coppa dei Campioni. Non per la possibilità di vedere i vari Van Basten, Baresi e Maldini, non per insultare un’intera squadra, ma per insultare lui: Seba Rossi. Nemmeno Ravanelli suscitò nei tifosi parmigiani così tanta avversione. Fantastica l’accoglienza riservatagli in un indimenticabile Parma-Milan: un’intera curva gli lanciò rotoli di carta igienica in testa. Non si meritava altro.
Ah, quanto mi dispiacque quando Faustino Asprilla a San Siro gli piazzò agli incroci l’unica punizione che calciò in Italia, andando ad interrompere quel record di imbattibilità di squadra che durava da una vita. Mi metterei una gigantografia in camera della sua espressione mentre raccoglieva quella palla in fondo al sacco.
Ricapitolando, cari diavoli: pagate colpe di altri. Una persona si giudica anche dagli amici di cui si circonda e voi, per il momento, state facendo peggio di Gesù con Giuda.

Andrea “Dionas” Dioni

 

3 Comments

on “Io il Milan lo odio – Verdi di rabbia (featuring Andrea Dioni)
3 Comments on “Io il Milan lo odio – Verdi di rabbia (featuring Andrea Dioni)
  1. Mi chiedo se il fatto che Rossi fosse romagnolo abbia contribuito a questa peculiare impopolarità, ma mi sembra strano: da quelle parti non c’è campanilismo. Ah, per niente.

  2. Antichi ricordi!
    Anche nella mia parte di Bassa Parmense quel portiere era assoultamente odiato.
    Mi sovviene un aneddoto:il mio professore di Educazione Tecnica delle medie era solito dire,per definire uno scarso e ottuso:
    A SùM MIA RùSI Mé!!!!
    Traduzione:Non son mica Rossi,io!!!

  3. Da una tifoseria di frustrati,che ha vinto solo qualche coppetta e che ora è tra i dilettanti non potrei aspettarmi di meglio…

    siete degli sfigati invidiosi che insultavano un grande portiere come seba rossi solo perché a volte era un pò spavaldo. Voi che avete avuto un gasato montato come buffon e un delinquente spacca gambe come bucci in porta

    che ridicoli

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