I 5 Udinese-Milan della nostra vita

elshaarawy

20 gennaio 1985, Udinese-Milan 1-1. Nei giorni immediatamente successivi alla tremenda nevicata dell’85, che paralizza tutta Milano e fa venire giù il Palasport, arriva il disgelo. Il Milan gioca a Udine, che non è esattamente il posto più confortevole dove andare a giocare il 20 di gennaio. Su un terreno totalmente ghiacciato, l’Udinese azzecca la sciolina e passa in vantaggio dopo 10 minuti con il campione del mondo Selvaggi. Si ferma Battistini, Liedholm sfoglia la margherita e non ci trova nessuno. O meglio, ci trova due ragazzini: il modenese Stefano Ferrari, vent’anni panchina fissa e ancora zero presenze in A, e il piccolissimo Paolino Maldini, il figlio di Cesare, 16 anni. “Ferro, scaldati”, intima Liedholm al primo, ma con la coda dell’occhio guarda l’altro, “e lì ho capito che sarebbe toccato a lui”, sospirerà Ferrari, un futuro da commerciante di piastrelle e – ohibò – anche di bare. Entra Paolino con le scarpe strette e la maglia numero… 13, il primo pallone toccato è un retropassaggio a Terraneo. Le immagini tramandate sono sempre quelle due o tre: un tackle, una rimessa laterale. Però porta bene: Hateley fa 1-1 e portiamo a casa il pareggino. Dopo di che tutti a bere vin brulé, che fa un freddo dell’ostia.

28 gennaio 1996, Udinese-Milan 0-2. Freddo fuori e dentro: è un Milan fiacco e spaurito. La partenza di Weah, con la Nazionale liberiana per la Coppa d’Africa (tornerà la settimana dopo) ha reso la squadra noiosa e prevedibile: tremebondo 0-0 a Cremona, stentato 1-0 su rigore contro il Padova, rispettivamente ultima e penultima. Il Milan si tiene stretto il primo posto, ma a un punto incalza e scalpita la scatenata Fiorentina di Batistuta&Baiano. Il programma della giornata, Udinese-Milan e Fiorentina-Vicenza, fa temere il peggio. I giornalisti sportivi della RAI sono in sciopero perché l’azienda si è fatta soffiare dalla Fininvest i diritti del Giro d’Italia; Rai3, quei comunisti, trasmette alle 10 del mattino “Il sorpasso”. Fosco presagio? La risposta del Milan è in una partita di prussiana efficacia, regolata con autorità grazie a un gol per tempo: il vecchio Paolino Maldini ci porta in vantaggio a fine primo tempo con una risoluta girata dopo mischia su corner, l’elegantone Zorro Boban raddoppia con una morbida azione personale al 60′. In serata la Viola, che un po’ ci sperava, si fa intortare sull’1-1 dal Vicenza di Guidolin e di Mimmo Di Carlo, autore del pareggio. Il peggio è passato.

21 settembre 1997, Udinese-Milan 2-1. Il tentativo di restaurazione capelliana nell’anno di (dis)grazia 1997-98 ebbe a fallire nel giro di poche settimane. Dopo due pareggi un po’ così contro Piacenza e Lazio, alla terza giornata il Milan nerboruto e centimetrato si fece infinocchiare a Udine, a casa Zaccheroni, in una maniera indimenticabile. Eravamo sull’1-1, grazie al primo gol rossonero di Kluivert (!) e al pareggio di testa di Bierhoff su puntuale assist di Helveg – secondo prassi gallianesca ampiamente collaudata, vestiranno entrambi il rossonero dopo pochi mesi. La ripresa scorreva tranquilla, nonostante l’uso disastroso che il Milan faceva in quei mesi della legge Bosman: Cruz, Ziege, Davids, Ibrahim Ba – quest’ultimo sostituto da Winston Bogarde, omaccione di quasi due metri senz’alcuna grazia né talento calcistico, gratificato del lusinghiero soprannome di “Mastrolindo”. A pochi minuti dalla fine, servito di piede da Taibi, vistosi aggredito dal guizzante tridente udinese, Bogarde pensò bene di ridare palla indietro, ma sbagliò clamorosamente la forza del tocco, lanciando Bierhoff solo davanti al portiere. Capello – mai troppo accondiscendente con gli autori di queste vaccate – non lo farà giocare mai più.

18 aprile 1999, Udinese-Milan 1-5. Milano vende moda Boban, collezione primavera-estate, insegna calcio e chiude il suo pomeriggio di beatit-Udine prendendo 8,5 sulla Gazzetta. Antefatto: a -7 fino a Pasqua, il Milan può approfittare delle due sconfitte di fila della Lazio per riportarsi sotto a -1 a 5 giornate dalla fine. 24 ore prima gli aquilotti si sono suicidati in casa contro la Juve, con memorabile saponetta di Marchegiani ad accompagnare in rete un tiraccio di Henry. Serve una prestazione autorevole proprio nella vecchia casa di Zaccheroni a Bierhoff, terzi a Udine l’anno prima, acclamati come eroi dal popolo friulano. Forse è anche per questo che le “zebrette” (bleah) non ci affrontano esattamente col coltello tra i denti: Bertotto ci regala un rigore al quarto d’ora, Boban fa 0-1 ed è l’inizio della slavina. Raddoppia un Zorro stellare, con un elegante colpo da biliardo che fa sponda sul palo; 3-0 di Bierhoff, ovviamente di capoccia. Dopo il bellissimo gol di Amoroso, ancora Bierhoff ci riporta sui tre gol di scarto e Weah fa in tempo a partecipare pure lui alla festa. Guidolin finisce senza fare cambi. Quella primavera riserverà altre pagine memorabili.

11 febbraio 2012, Udinese-Milan 1-2. Un salto in avanti di 13 anni per ritrovarci a questo sabato pomeriggio di inizio Carnevale, che come tutti i Carnevali è la fiera dei giochi di prestigio, e a subirli siamo noi ignari spettatori. La Juve di Conte, ancora imbattuta, ha un paio di partite da recuperare e il Milan vincendo può portarsi in testa in solitaria. Ma che faticaccia e quant’è diversa l’Udinese di Guidolin rispetto a 13 anni prima, schierata con un diabolico 3-5-1-1 con Abdi finto trequartista e Di Natale faina nel pollaio rossonero. L’inevitabile 1-0 dopo 20 minuti, complice anche una deviazione di Thiago Silva, non si trasforma in 2-0 solo grazie ai miracoli di Amelia e agli sciupii di gente palesemente inadeguata alla serie A tipo Armero. Così Allegri si gioca il tutto per tutto cambiando Nocerino con Maxi Lopez, appena scongelato dopo una lunga prigionia all’hotel NH di Milano, a pochi passi da via Turati, perché a un certo punto ci sembrava di aver preso Tevez (sospiro). La gallina argentina segna l’1-1 con una zampata su palla vagante e, pochi minuti dopo, serve l’assist del clamoroso 1-2 a Stephan El Shaarawy, anni 19. Vedete un po’ voi quali illusioni è capace di seminare il Carnevale.

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  1. perdonatemi ma l’azione del 2-0 del 95-96??? savicevic che porta a spasso a modo suo un paio di avversari, palla per boban che fa velo a robi baggio, il quale gli inventa un ciccolatino morbidissimo, boban lo scarta (assieme al portiere) e tutti ad abbracciarsi…altri tempi, altro milan…lacrima

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