Chi siamo, e dove stiamo andando

inzaghi-monza

Credo che fosse agosto del 2012. Un mio compagno di stadio tornò dalle vacanze con una canzoncina tutta nuova, che faceva più o meno così: “Sembra incredibile/ non ci son più dané/ al posto di Thiago e Ibra gioca Traoreee/ ma va bene così/ mi sun semper chi/ fanculo a Leonardo/ e fanculo al Paris (St. Germain)”. Da cantare sull’aria di Sloop John B. dei Beach Boys. Se non ce l’avete presente è quella che fa “I feel so broke up/I wanna go home” nel ritornello. Traduco alla spiccia per i non anglofoni “Mi sento di merda, voglio andare a casa“. Sloop John B. la intonarono i tifosi del Liverpool nel 2005 e gli portò bene. Adesso la cantano quelli del Torino che non si possono lamentare. Noi provammo a cantare la cover dal nostro angolino della curva e non ci ha filato nessuno.

Senza Traoré, tolti Albertazzi, Vilà e Alex, quella che abbiamo adesso è la stessa difesa che nel 2013/2014 ha preso 63 gol. Galliani ha detto che abbiamo troppi difensori. Mica che li abbiamo buoni.
Il Milan è andato in tour a mostrare le gambe pesanti agli americani, e loro nel ’94 non andavano allo stadio, non badano al sottile. Poi comincerà il campionato senza coppe, tolta quella che schifiamo anche quando non possiamo permetterci di farlo, e inizierà l’odissea. Ci torniamo in Europa, casa del Diavolo? Al terzo posto? Al quinto? Chi siamo, dove siamo e dove stiamo andando?

saponara-monzaChi siamo, basta aver guardato Milan-Renate e Monza-Milan con un pizzico di fantasia. La prima l’ho vista con commento a tratti estenuante, un po’ fuorviante di Pellegatti (pompini a Constant a nastro. Potevo capire Kakà e Nesta, ma DeathKC mi sfugge), la seconda addirittura live al Brianteo, dove ho preso la tribuna a 15 euro come quelli che fanno la sciambola a Riga.
Ora, lo so che si è parlato di coerenza ideologica sui giovani, non sono più i tempi di sogni sotto all’ombrellone e anni fa ci lamentavamo dei nonni. Secondo questo ragionamento da talk show dovremmo stare zitti. E i giovani, anche se si parla di estate quindi ancora è presto, non si presentano male: da El Shaarawy fuori dal tunnel dove si spera che resti, al piccolo Mastour che promette bene, da Saponara più deciso a un interessante Modic. Personalmente Cristante l’ho trovato lento, e lo dico, perché durante la Confederations Cup sembrava che Honda lo vedessi scarso solo io, e invece.

mastour-monzaNonostante il bene, l’impressione è stata che manchino i muri portanti. Ci vorrebbe un po’ di sostanza. Anche con un Pazzini avvelenato e in forma, anche immaginando in campo De Jong, anche a mettere una maglia Novembre a Cerci, la sostanza sembra mancare. L’idea di Pippo sembra quella di giocare con El Shaarawy che parte un po’ dietro sulla sinistra e Pazzini o Balotelli punte centrali quando non insieme. Sperando che Allegri senza di lui non possa vivere, mettiamoci Abate, pur pregando in ginocchio che questi autogol juventini che reputo inspiegabili – quando non sono posseduta da un grillino o da un blogger del Fatto Quotidiano, e li vedo perfino sospetti – non siano finiti. Poi recupererà Montolivo, e va messo pure De Sciglio, nel quale credo ancora, nonostante c’è chi sussurra ‘sopravvalutato’ e ‘fracico’. Niang non me lo sto scordando, mi è passato davanti scalzo. Ha due piedi che sembrano baguettes. Un po’ tardi per convincerlo a riprendere gli studi, e sai mai che esploda. In tal caso gli vado a chiedere scusa, per ora corriamo il rischio e molliamolo da qualche parte in modo che non possa tornare indietro. Insieme ai vari Bonera, Zaccardo, bandiera e campione del mondo, il Milan è questo qui.

el shaarawy-monzaNell’Odissea di Omero, quando gli dà l’otre dei venti per arrivare dritto a Itaca, Eolo dice a Ulisse: “Oh io te lo do, il resto sta a te. Saprai prevenire le vaccate dei tuoi uomini, domare la tua ira, gestire sconforti e imprevisti, e soprattutto, riuscirai a non pensare con il pisello?”.
Ulisse intasca i venti. Cosa mai gli potrà succedere? Ha preso Troia! Invece a casa ci arriva dopo dieci anni, Eolo gli ha elencato tutte le sfighe che gli capitano, tolta la morte della madre, di tutti i compagni, e il non sapere quasi mai dove cavolo si trova, tanto che facciamo fatica noi adesso a mapparne il viaggio. Non aveva capito che la domanda era retorica.
Inzaghi, che parte male equipaggiato, ha risposto. Se restiamo questi, siamo al massimo da quarto posto (anche con questa Serie A vuol dire doversela giocare con altre tre almeno, più le tre sopra). Dopo un bel sospirone ha aggiunto che quello che manca si cercherà di colmarlo con la ferocia, la tattica, il lavoro. Ci prova insomma.
Poi si vedrà, se siamo in vendita, se c’è un progetto di recupero da parte della proprietà per il futuro. Questo non sta a lui dirlo. C’è da credere a Pippo quando dice che ci proverà. Parla la sua carriera, del resto neanche lui partiva benissimo. Intanto noi siam sempre qui anche se non ci va bene, a sperare che ci riesca.

One Comment

on “Chi siamo, e dove stiamo andando
One Comment on “Chi siamo, e dove stiamo andando
  1. In direzione ostinata e contraria, malgrado non creda in nessuna possibilità’ di vincere alcunché’ , ne’ di rientrare in Champions League, con la squadra che abbiamo al momento ( ma il mercato è’ ancora aperto….qualche altro parametro zero magari arriverà’….) , malgrado il calcio italiano nauseabondo e decadente, stamane ho rifatto per l’ ennesima volta l’abbonamento. Non mi spiego nemmeno io perche’….andare allo stadio em diventata una noia mortale, una fatica, spesso luogo di situazioni vomitevoli, descritte più’ volte anche qui…In realtà’ non è’ il Milan scarso a preoccuparmi ( ho vissuto gli anni ’70 e soprattutto i primi ’80….che , paradossalmente hanno fatto di noi la miglior tifoseria d’Europa, per anni…)….ciò’ che mi preoccupa e’ il vedere la decadenza del Milanismo, della tradizione, delle poche certezze che abbiamo sempre avuto….e in questo, la’ attuale dirigenza ci sta mettendo molto del suo….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.