Sassuolo-Milan 2-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Non si dica che non stiamo facendo la nostra parte per ravvivare un’idea di calcio antica, nella quale le squadre che si ergono a “bestie nere” svolgono coscienziosamente la loro missione: non solo siamo riusciti a dare un punto in casa nostra al retrocesso Verona, ma ci siamo inchinati al Sassuolo pur dopo averlo fatto pericolosamente ballare, con almeno quattro occasioni pulite. Quindi, le nostre PagelleSenzaVoti sono doverosamente ispirate a delle (con rispetto parlando) bestie, che (con rispetto parlando) sono di colore nero. nb: l’assenza di Niang tra tali animali è solo dovuta al nostro maniacale rispetto delle apparenze formali. L’assenza di pantere, comunque, è ancora più intenzionale.

Donnarumma – CIGNO NERO
Un libro piuttosto popolare afferma che gli Europei erano certi che i cigni fossero tutti bianchi, finché non fu scoperta l’Australia, dove c’erano diversi esemplari neri. Il libro in questione argomenta perciò che i cigni neri sono gli elementi rari, ma capaci di invalidare un convincimento frutto di tanti anni di esperienza: nel nostro caso, quella di saper ancora tirar fuori dal nostro vivaio un ragazzo che ci tiene e dà l’anima. In effetti Mihajlovic pare essersi adagiato su di lui: Calabria o Locatelli devono fargli uno schifo infinito, se in una partita che il Sassuolo sta dominando facilmente in inferiorità numerica, preferisce vedere un’altra volta in campo la carcassa di Boateng.
De Sciglio – VEDOVA NERA
Torna a uccidere la sua fascia come solo lui sa fare. L’unico capitano possibile per il Milan di ieri.
Alex – TARTARUGA NERA DI PALUDE 
Che poi, in realtà, il Milan giganteggia in campo finché tiene il Sassuolo nella sua metà campo – è solo nel momento in cui per la prima volta Berardi e Sansone si trovano davanti la nostra coppia di centrali, che gli si accende la lampadina.
Zapata – CORVO
Ce lo eravamo detti molte volte, usando le parole del Corvo di Edgar Allan Poe: “Mai più”. E invece ci siamo cascati di nuovo, ci siamo illusi che desse affidamento. Così eccolo lì, come il gramissimo pennuto della poesia, a reiterare angoscia e dolore – e soprattutto, perdita.
Antonelli – SCIURUS CAROLINENSIS aka SCOIATTOLO NERO
Saltella felice nella metà iniziale della prima frazione, quando il Sassuolo non pare nemmeno voler opporre resistenza agli attacchi milanisti; poi però lascia libera la sua tana, dove non c’è ghianda che non sia degli squinziani: per qualche strano motivo si rende utile più nel vivo dell’area, da centrale aggiunto, che sulla sua fascia. Non prende uno dei nonvoti peggiori – ma è solo grazie a compagni più inguardabili (…e alla penuria di animali in total black).
Bertolacci – GATTO NERO
Niente, stagione sfigata. Perché è vero che è uno dei primi a consegnare il centrocampo a Missiroli, Magnanelli e persino a Duncan (che esce dal grigiore nel momento in cui azzecca la sassata della vita). Ma non riesce a farsi notare neppure quando nell’azione del raddoppio, il premiato ferramenta Biondini gli piazza da par suo i tacchetti sull’inguine: l’arbitro si comporta come se non esistesse. Ci sarà un perché.
Kucka – AUSTRALIAN BRANGUS
Tipo di mucca allevato nel Queensland, in Australia – buoni camminatori, ruminano molto, impongono il loro micidiale concime in ogni zona del campo. Per tutta la partita pascola disastroso e bovino come mai lo avevamo mai visto.
Honda – RYUKYU RABBIT
Il coniglio nero delle isole giapponesi di Amami Oshimma e Toku-no-Shima sarebbe uno dei pochi salvabili, se non altro per la generosità – ma ipnotizzato da Consigli come fosse una grossa carota (della quale non ci è mai sembrato più reattivo) gli butta nella pancia due palloni che ci troveremo a rimpiangere. Va anche detto che se è sempre lui a riuscire ad avventarsi in area su quei palloni invece delle nostre due rinomate punte, qualche domanda è il caso di farsela, sulle nostre due rinomate punte.
Bonaventura – PIPISTRELLO
Sarà che è giorno, ma svolazza sconclusionato senza beccare una mosca che è una: la sua peggior partita da quando è al Milan; è nervosissimo, forse anche per l’ammonizione dopo 28 secondi. Che pure, ci poteva stare. O credeva di giocare in una di quelle squadre per cui gli arbitri hanno un occhio di riguardo?
Bacca – BLACK MOLLY
Pesciolino d’acqua salmastra, se non completamente marina, erroneamente venduto anche ai proprietari di acquari di acqua dolce. Lui si adatta per qualche mese, poi comincia a soffrire, sviluppa delle fungosi – cosa che sta succedendo anche a noi nell’attesa di quella fatidica palla a partita che si suppone lui debba metter dentro. Il problema è che quando quella palla viene messa fuori, non sopperisce con le altre cose che un attaccante può fare: tener su la squadra, fare da sponda, dettare il passaggio – oppure farlo, il passaggio: quando nel primo tempo si iscrive al club di quelli che non passano la palla a Balotelli nemmeno morti, conclude 1) la sua partita 2) quella di Balotelli.
Balotelli – PECORA NERA
A questo punto è chiaro a tutti che sta cercando di dimostrarci qualcosa. Se solo capissimo cosa.
Menez – MACACA NIGRA 
Detto anche cinopiteco, vive in alcune isole indonesiane, i cui abitanti lo trovano francamente fastidioso. Il problema è che sa imporsi all’attenzione: in tempi recenti si è fatto notare per essersi scattato un selfie sgraffignando la macchina a un fotografo professionista gallese. Questi si è visto negare i soldi che sperava di fare con la foto (per la quale si era comunque preso lo sbattimento di andare nella giungla indonesiana), sentendosi rispondere: “Cosa vuoi, scusa? La foto l’ha fatta il macaco, mica tu”. E quindi, ecco: la capacità di Menez di trovare il gol, come ha fatto in semifinale di Coppa Italia, altera la percezione della sua vera utilità.
Romagnoli – FLAT COATED RETRIEVER
Bel cagnolone nero utilizzato per il riporto di selvaggina e per il salvataggio di gente che sta annegando. Ma non di gente già annegata.
Boateng – XESTOBIUM RUFFOVILLOSUM aka L’OROLOGIO DELLA MORTE
Coleottero infestante, il cui richiamo sessuale, spiega wikipedia, “consiste nello sbattere il capo contro il legno, generando un udibile ma lieve tonfo con cadenza regolare”. Chi scrive non può negare di aver puntato anche lui, nella vita, su richiami sessuali discutibili – ma questo è sicuramente uno dei più dementi. Analogamente, pur non potendo negare certi limiti nel fraseggio palla a terra, chi scrive è abbastanza sicuro di poter garantire alla prima squadra una spinta più consistente rispetto a questo giocatore. Certo, se Mihajlovic ritiene che Poli, José Mauri e Locatelli non possano dare più di questo signore, forse tanto vale impiegarli come magazzinieri. O come amministratori delegati.

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