Milan-Torino: le Pagelle Che Non Lo Erano

Contro il Toro il Milan ha finito per ricordare l’infausta annata con il compianto Gigi Radice: una strenua difesa, ma un attacco freddamente determinato a non segnare mai. Purtroppo però il fatto di cronaca della settimana è stato un altro, la tragedia di Corinaldo. Non ci metteremo di certo a fare ironie su un disastro – però visto che ha innescato un’indignata levata di scudi contro rap e trap da parte dei 40-50enni, sostanzialmente la generazione dei genitori dei ragazzi che ascoltano Sfera Ebbasta, non troviamo motivi per esimerci dall’aggiungere il nostro contributo al mulinare di tweet e di post. Useremo perciò le nostre Pagelle Senza Voti per fornire alle mamme e papà italiani, genitori esemplari acclamati da tutto il mondo e pieni di buonsenso, i nomi dei bravi, ineccepibili cantanti dei loro tempi da far doverosamente ascoltare ai loro figli adolescenti per farne persone stupende come loro. O quanto meno, incapaci di cattiveria esattamente come il nostro attacco.

Donnarumma – JALISSE
Fiumi di parole su di lui, sempre e comunque – ma piazza due parate che valgono quel premio che danno a Sanremo, quel Leone d’Oro che cerca di tirare giù una Palma d’Oro e che probabilmente già che c’è si chiama Oscar. Poi nel secondo tempo sparisce nell’anonimato, come il duo continuamente citato come esempio di chi è sparito nell’anonimato (che pensandoci, è un po’ contraddittorio ma non polemizzate coi media italiani, acclamati da tutto il mondo).
Calabria – RAGAZZI ITALIANI
Rigidissimo all’inizio, poi trova modo di giocare in scioltezza e la nostra vita migliora, esattamente come quando il gruppo trova modo, in scioltezza, di sciogliersi.
Abate – ALESSANDRO CANINO
Anche se all’inizio la sua canzone è proprio Brutta (“Eri una bambina/ la più stretta della scuola/ eri un’acciughina”), poi arriva il crescendo: “Oggi hai 15 anni e piangi sola chiusa in bagno per la festa del tuo compleanno” e quando vedendolo bloccare un attacco e ritornellare come una fionda verso la metà campo avversaria, abbiamo gli occhi lucidi.
Zapata – IVANA SPAGNA
Nei secoli improbabile, gira nel Cerchio della vita passando da bestiaccia cadavere a re della savana, tra un tentativo di coast to coast baresiano e un assist (di tacco!!!!) che mette Cutrone solo davanti alla porta. Se avesse segnato avremmo passato il capodanno con una parruccona bionda a cantare Easy Lady, ma il destino ci ha negato questa soddisfazione, a noi e a chi ci frequenta.
Rodriguez – GAZEBO
Tra tutti i nostri difensori è quello con meno problemi di contenimento, in parte anche perché Orsato, pignolissimo con tutti, pare averlo in simpatia e lo perdona quando si aiuta in malo modo; lui ricambia con un paio di suggerimenti in avanti che sembrano scemi, ma verranno poi rivalutati dai critici – una volta finito di rivalutare tutto il resto.
Bakayoko – MIETTA
Fino a un mese fa gli gridavamo Vattene amore, ma adesso è il nostro trottolino amoroso: i piedi rimangono ignorantissimi ma ogni volta che lo inquadrano mentre spalanca gli occhioni cercando di capire i compagni lo fissiamo invaghiti.
Kessié – PAOLA & CHIARA
Come le due sorelle che la maggior parte dei fan sognava intente a commettere nefandezze non solo lesbiche, ma pure incestuose (fantasia che loro gentilmente incoraggiavano) si trova a giocare in mezzo a nugoli di giocatori granata arrapatissimi dalla prospettiva di metterla sul piano fisico. A fine partita si ha la sensazione che potevamo avere qualcosa di più, in ogni caso Amici come prima.
Suso – DJ FRANCESCO
Un sacco di gente, dallo spettacolo alla politica, gli conferisce un credito enorme, che lui si prende con l’aria di chi sa il fatto suo – anche se è lungi dal rendersi in qualche modo utile, anzi spreca patrimoni altrui e si lamenta che non gliene vengano affidati di più. La sensazione è che anche in una serata in cui la luna è visibilmente storta, Gattuso gli riconosca la capacità di un lampo di genio. Tipo quello di chi rimedia alla totale incapacità di fare qualcosa di decente nascendo in casa di un miliardario.
Calhanoglu – POVIA
Ma davvero ci meritiamo di vedere certe cose? I bambini fanno oh, ma lui fa pietà: è diventato impresentabile, Ringhio faccia qualcosa – eventualmente gli trovi un lavoro o un passatempo.
Cutrone – GAZOSA
Finché non si fa sul serio, è irresistibile come una scanzonata Nuova Proposta – ma quando nel secondo tempo ha la grande occasione per dimostrare quello che vale nella categoria Big, si spetascia ingloriosamente.
Higuain – ADRIANO PAPPALARDO
Sembra avere una sola esigenza: gridare. Lui non può restare seduto in disparte, né arte né parte, non è capace di stare a guardare – anche quando forse sarebbe meglio: dà la sensazione di essere (ri)diventato un corpo estraneo, e a furia di sentirlo gridare, di sentirlo sfogare, i compagni – dal placido Kessié all’imberbe Cutrone – hanno iniziato a rivolgergli gli stessi plateali gesti di insofferenza che ogni tre minuti lui regala all’umanità intera. Gonzalo, per piacere, ritrova la voglia di stare in questa squadra che avevamo visto a settembre, e Ricominciamo.
Castillejo – LUISA CORNA
Entra in scena e porta visibilmente scompiglio nella difesa avversaria – così come la cantante e soubrette bresciana, in cambio di una tardiva chance di dare spettacolo, ne aveva portato un po’ (secondo deprecabili gossip che ci rifiutiamo di prendere seriamente in considerazione) alle vite di ben due leader di partito. Non che questo si sia poi concretizzato in momenti di vero spessore artistico, però se avessimo preso i 3 punti, a qualcuno sarebbe venuto un infarto, e quando ha iniziato a darsi da fare ci è sembrato possibile.

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