Milan-Sampdoria, le Pagelle Che Non Lo Erano

Massimo Ferrero, presidente della Samp. Cosa sappiamo di lui? Che dice quello che pensa (come del resto capita anche a chi dice fesserie a nastro) che è produttore cinematografico, che fa le facce strane. E poi? Beh, che dice quello che pensa, che fa le facce strane… Ma quanti sanno quali film ha prodotto in proprio? Ebbene, ecco a voi le pietre miliari per le quali dobbiamo ringraziare il vulcanico tycoon: autentici pezzi di cinema – ai quali immeritatamente ardiremo accostare le prestazioni dei milanisti contro la sua Sampdoria, per le nostre Pagelle Senza Voti.

Diego Lopez – IL PAPA BUONO
Fiction televisiva del 2003, diretta dal sempre audacissimo Ricky Tognazzi – con lo scomparso Bob Hoskins nella parte principale, ad aggiungere quel po’ di caratura internazionale che non guasta. Alla fine, grazie anche ai doriani che inquadrano pochissimo la porta, fa quello che deve fare, ma la bontà non comporta miracoli.
Abate – TRA(SGRE)DIRE
Tipico pastrocchio del tardo Tinto Brass, nel quale per vedere sprazzi di mona della solita disinibita scervellata che si fa beffe della morale parruccona (interpretata dalla celeberrima Yuliya Mayarchuk) (la scervellata, non la morale parruccona) tocca sorbirsi una trama insensata, dialoghi da ritardati e una recitazione che sarebbe compatita anche alla tv kazaka. Allo stesso modo, in cambio di una spinta decente sulla fascia, due buone coperture in difesa e un cross plausibile su quattro nel primo tempo, tocca sorbirsi un secondo tempo in cui letteralmente si perde, tanto da non farsi rimpiangere all’entrata di (!) De Sciglio.
Mexes – LA VESPA E LA REGINA
Ovviamente partiamo dal titolo effemminato, poi in qualche modo arriveremo ad appiccicare il film a Philippa. Dunque: per Wikipedia è un film del 1999 diretto da Antonello De Leo. 
E basta.
Googlando con pazienza altrove, si scopre che ha una trama! Da guidafilm.com: “Renato, editore e co-direttore di una rivista moderna e omosessuale convinto fino a quando incontra Ginevra, attivista femminista e cantante del gruppo punk “The Sisters Cazzo”.
Okay, aggiudicato per Mexes.
Antonelli – IL DOLCE RUMORE DELLA VITA
Regia di Giuseppe Bertolucci (1999). “Sofia, giovane attrice di teatro alle prime armi, scopre suo malgrado che Bruno, il suo amato maestro di recitazione, è omosessuale; affranta dal dolore ed intenzionata a fuggire il più lontano possibile da lui, sul treno incontra una ragazzina che partorisce ed abbandona il neonato. Sofia prende il bambino e lo fa passare per suo figlio, dandogli il nome di Bruno. Cinque anni dopo Sofia incontra il maestro alle prove di uno spettacolo e gli fa sospettare che il piccolo Bruno sia suo figlio”.
…Non è un film che vorreste vedere?
Bene, anche Antonelli in questo periodo non è quello che vorremmo vedere.
Certo, bisogna ammettere che nella scoppiettante progressione di film prodotti da Ferrero, proprio come Antonelli, è una bocciatura sopportabile: perse solo 800 milioni di lire. Mentre con i precedenti Libero Burro e La Carbonara ci aveva rimesso un miliardo.
(noi di ComunqueMilan a quel punto avremmo cambiato mestiere) (ma perché siamo uomini dappoco) (lui invece è andato avanti a produrre i blockbuster in arrivo qui sotto)
Paletta – IL RITMO DELLA VITA
Film televisivo con Miriam Leone e Katia Ricciarelli diretto nel 2010 da Rossella Izzo, unanimemente considerata una delle più importanti componenti della famiglia di Simona Izzo. Trasmessa nel 2010 da Canale 5 in prima serata, fu quasi doppiata negli ascolti da una Serata Gigi D’Alessio su RaiUno; cionondimeno, svariati siti dedicati al turismo riminese ne elogiarono i contenuti: “la fiction vede come teatro della sfida Rimini Fiera, citata oltre dieci volte nel corso della fiction” (…sicuramente in modo gratuito e disinteressato). Comunque, Paletta come l’appassionante fiction fa del suo meglio in un contesto poco favorevole: sull’altro canale ci sono Eto’o ed Eder, ma soprattutto la star della pellicola è Mexes. Di più non si può chiedere.
Van Ginkel – TUTTE LE DONNE DELLA MIA VITA
Detto che la VITA entra spesso nelle pellicole prodotte da Ferrero perché egli della VITA è maestro, si tratta di un film del 2007 per la regia di Simona Izzo, che è unanimemente considerata una delle più importanti componenti della famiglia di Rossella Izzo. Stando a Wikipedia, è uscito nelle sale italiane il 13 aprile 2007, incassando solo € 811.000. Evidentemente non è stato capito, e da ieri sera ci stiamo chiedendo tutti se la stessa cosa non valga anche per Van Ginkel, visto quanto si sbatte e quanto tira (soprattutto nel primo tempo, a onor del vero). Questo per dire che la nostra capacità di dimenticare le precedenti prestazioni da imbecille, non ha eguali. Pure, se anche solo dovesse giocare così nel derby, ne saremmo commossi (e anche un bel po’ sorpresi. Piacevolmente, s’intende).
De Jong – IO NO
Diretto a quattro mani dalla coppia d’oro Ricky Tognazzi-Simona Izzo, è un capolavoro assoluto che non ci stancheremmo mai di rivedere, come il Nigel di ieri sera: ripresosi da un periodo di appannamento, grida “IO NO” ai compagni che accusano il colpo dopo il gol un po’ screanzato dei blucerchiati. E proprio come De Jong, il film è talmente una spanna sopra che tra gli interpreti principali ci sono Gianmarco Tognazzi, fratello di lui e cognato di lei, e Francesco Venditti, figlio di lei. Forse per questo, è stato finanziato con denaro pubblico in quanto riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dal Ministero per i Beni Culturali. Dovrebbero farlo anche per De Jong.
Bonaventura – SHADOW
Seconda prova da regista per il genio multiforme della nostra epoca, Federico Zampaglione, capace di annoiare in più forme artistiche. Il titolo evoca in modo evidente l’ombra di giocatore che stiamo vedendo in questa primavera: Jack purtroppo si sta sacrificando per permettere a tutti noi il lusso di giocare con un modulo più spregiudicato, con una quantità di falsi nueve ai limiti del tollerabile.
Cerci – IL COMMISSARIO TORRENTE: IL BRACCIO IDIOTA DELLA LEGGE
Non siamo andati a vederlo perché c’era troppa fila. Che occasione mancata. La nostra. E la sua.
Menez – MA L’AMORE SI’
Film del 2006 con protagonista Anna Maria “Sconsolata” Barbera. Sull’International Movie Data Base c’è questa enigmatica scritta: “Plot Keywords: box office flop”. Certamente è una pellicola controversa, che ha diviso il pubblico tra pro e contro: quelli che erano pro distruzione della pellicola, e quelli che erano contro la realizzazione. Geremia analogamente divide i milanisti: di solito i pro superano i contro quando, dopo una partita inguardabile, tira fuori dal nulla la giocata fantastica che ci fa vincere. Certo, quando invece l’immancabile colpo di tacco innesca l’azione del gol degli avversari, è più facile parlare di flop. Ma di lui come di Sconsolata tutti noi abbiamo bisogno.
Destro – DELITTO D’AMORE
Fiction televisiva diretta da una Rossella Izzo come sempre in stato di grazia, ma pare che non sia mai stata trasmessa. Buuuh.
De Sciglio – COSI’ VANNO LE COSE
Regia di Francesco Bovino, con Lorenzo Balducci e Chiara Mastalli, impreziosito dalla presenza di Andrea Roncato. Parla di ventenni sopraffatti dalle incertezze di quest’epoca precaria. E tuttavia, per quanto usualmente tremebondo, il precario Mattia lo abbiamo visto peggio. Col suo ingresso, per qualche motivo imperscrutabile, riusciamo addirittura a schiacciare la straordinaria, meravigliosa (eccetera) squadra di Mihajlovic nella sua area, nel quarto d’ora finale.
Suso – BYE BYE BERLUSCONI
Ferrero ne acquista i diritti nel 2006, ma non lo fa mai vedere “per non dare un dispiacere all’allora presidente del Consiglio”. Chissà se è per una simile coraggiosa presa di posizione che Suso finora non ci è stato mai mostrato. Altre ragioni, nel confronto con i compagni di rosa, non ne vediamo.
Pazzini – SLEEPLESS
Imperdibile opera di Maddalena De Panfilis del 2009, con un impeccabile Francesco Venditti (di nuovo lui) (figlio di Simona Izzo) (di nuovo lei) e il sempre trascinante Paolo Ruffini, impreziosito dalla partecipazione di Sandra Milo. Come lo sciocco che guarda il dito e non la luna, trascuriamo la trama per concentrarci sul titolo – perché il Pazzo gioca come uno che non chiude occhio da un anno. O forse, uno che si è visto l’intera filmografia di Ferrero.

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