Inter-Milan 0-0: le Pagelle Che Non Lo Erano.

Sappiamo poco dei nostri avversari di ieri sera: a quanto pare sono la seconda squadra di una grande città, ma sono nati da poco (il che spiega i frequenti pianti) e come tutti i piccini, hanno la curiosa convinzione che il mondo ruoti attorno a loro. Vorremmo tanto dedicare a loro le nostre pagelle tematiche, ma non ci ispirano granché – e del resto abbiamo cose più importanti a cui pensare: il futuro si sta avvicinando, e il suo sapore è misterioso. Per fortuna i giocatori hanno già cominciato ad assomigliare a piatti della cucina thailandese.

Diego Lopez – TOM YAM
Un ottovolante: citronella, foglie di combava, galanga, scalogno, succo di lime, salsa di pesce, latte e peperoncino in quantità elevata. Allo stesso modo, lui è pieno di sapori contrastanti: un brivido nel primo tempo per un controllo di piede sconclusionato su Icardi, poi la sensazione che non chiami mai la palla ai compagni nemmeno nell’area piccola, ma in compenso c’è sempre (anche fortunosamente, nel caso) ogni volta che tirano in porta, da lontano (Hernanes) o da vicinissimo (Palacio).
Abate – PLA TUB TIM TOD SAMROD 
Un pesce ai tre sapori, dapprima dolce, poi salato e acido – dall’aspetto comunque triste. Dopo un primo tempo decente sulla fascia, gli interisti lo friggono come al solito, e per fortuna mancava lo chef Milito.
Alex – PITAYA
Frutto noto per essere molto delicato. Pure troppo delicato.
Mexes – KAENG MASSAMAN
Pollo al curry con cardamomo. Un pollo decoroso nel primo tempo, un pollo decisivo in un salvataggio di bracciattaccatoalcorpo nel secondo (è bene specificare), un pollo salvato dal fallo di Palacio su Antonelli in occasione dello strampalato autogol sul quale, meritatamente, capitoleremmo.
Antonelli – THOT MAN PLA
Polpette di pesce tempestate di fagioli. Perché anche se difende bene (meglio di quanto spinga), si ritrova in mezzo alle due gran fagiolate sulle quali gli interisti si inviperiscono (ma che cosa insolita da parte loro), ovvero la carica grazie alla quale Palacio può andare in area piccola, mandando in palla Mexes in occasione dell’autogol, ma soprattutto la deviazione di braccio nel contrasto spallacontrospalla con Hernanes. Il quale guardacaso chiede solo calcio d’angolo.
Poli – DURIAN
Frutto noto per il suo odore forte e penetrante, a causa del quale è proibito introdurlo in molti locali e su tutti i mezzi pubblici. Nel primo tempo non brilla, ma nel secondo tempo oggettivamente si spetascia, e guardacaso il nostro centrocampo cede di schianto: sarà stato l’odore forte e penetrante.
Bonaventura – KHAO PAD
Riso fritto al vapore. Ed effettivamente, da qualche tempo sembra aria fritta.
De Jong – MAHPHRAO
Ovvero, semplicemente la noce di cocco. Duro per tutto il primo tempo, viene aperto anche lui in due come tutti gli altri nella ripresa, mostrando la polpa morbida. Come sempre, uno dei pochi salvabili, tanto che è protagonista della nostra unica occasione del secondo tempo. Ma con tutto il male che vogliamo ai cari cugini, sarebbe un’indigestione troppo immeritata per loro.
Van Ginkel – SOM TUM
Insalata con papaya, arachidi, gamberetti. Dovrebbe garantire freschezza. Ma dopo un primo tempo promettente, fa impressione l’azione in cui Palacio (Palacio!) lo semina in progressione nell’azione che porta all’autogol annullato.
Suso – CHIM CHUM
Non sapremmo dire cosa contiene, ma è caldo e ha sapore. E a un certo punto, tira – vi rendete conto? Tira! Che concetto esotico, vero?
Menez – GUAVA
Frutto con forma variabile: sferica, o ellittica, o a pera. La polpa è liscia, ma a volte rugosa; a volte bianca, a volte gialla, o rosa, o rossa. A volte il sapore è dolce, altre volte acido. Per farla breve: quando ti viene servito in tavola, non sai mai che cosa ti capita, puoi solo sperare che non faccia schifo – eppure anche quando fa veramente schifo, continui a mangiarlo perché non si sa mai. Poi vomiti e lo maledici. Poi la settimana dopo, lo pretendi di nuovo, perché magari. Quel che è certo è che basare il tuo regime alimentare su un aggeggio del genere è un tantino idiota. Poi vedi tu.
Paletta – RAMBUTAN
Frutto con buccia coperta da escrescenze filiformi, come dei capelli: rambut è in effetti il termine malese per capello. Come certamente sapevate.
Destro – SAPAKETTI PHAT KHI MAO 
Il nome (controllate pure, eh) significa: “Spaghetti buoni per quando sei spaventosamente ubriaco”, e per riempirti la pancia ti aggrapperesti a qualunque cosa, anche a questo piatto che di norma si tiene in frigo, e si tira fuori senza troppe illusioni.
Cerci – PAK BUNG FAI DENG
Ogni volta che viene servito, i commensali ne commentano l’adeguata cottura con l’espressione tradizionale: “Ah, che Pak”.

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