Empoli-Milan 2-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

In settimana si è parlato intensamente di un certo argomento, vero? Si è passati dalla lite Mancini-Sarri – con quel gustoso balletto linguistico che ha riguardato omofobia, razzismo e democristiani – a un grattacielo tradizionale schierato a difesa della famiglia tradizionale da un governatore incapace tradizionale, che peraltro fa mantenere l’amante tradizionale dal contribuente tradizionale. ComunqueMilan ha pertanto sentito il dovere progressista di scendere in campo per difendere i diritti degli omosessuali. TUTTI i loro diritti, tra i quali c’è quello sacrosanto di essere mandati a********* esattamente come chiunque, a partire dai giocatori in rossonero (o in bianco) (…o nel terzo colore imbecille che ci tocca di anno in anno). Così, per una battaglia di civiltà, la prestazione dei nostri amati contro l’Empoli sarà accostata a personaggi che è umanamente lecito insultare senza per questo risultare omofobi, proprio come è lecito insultare i nostri giocatori pur continuando a vederli protagonisti delle nostre fantasie più proibite. Tipo vederli giocare due partite decenti di fila.

Donnarumma – SOLANGE
Prevedere il futuro è difficile: non sai mai quando i compagni ti lasceranno arrivare davanti un avversario tutto solo, a farti gol in mezzo alle gambe, come capita sia a lui che a Skorupski. Meno semplice difenderlo in occasione del secondo gol, quando incorre nella Mossa Nelson Dida. Però anche lì, quanta libertà per Maccarone, la stessa goduta nel primo tempo quando un fuorigioco provvidenziale lo aveva disinnescato. E del resto, perché marcare l’avversario che fa più gol – non siamo mica nemici dello spettacolo noi: siamo pazze pazzeregine.
Abate – DOLCE E GABBANA
Di solito in queste pagelle se ne sottolineano senza pietà le prestazioni negative (le scontatissime pubblicità neorealiste e gli scontatissimi cross per la bandierina del corner, i buchi nelle dichiarazioni dei redditi e i buchi in marcatura), ma quando l’abito fa un figurone bisogna dirlo. E si porterebbe a casa pure l’assist del gol-vittoria, se il guardalinee e Balotelli non ce lo mettessero in quel posto a tutti. O dite che era fuori luogo quest’espressione, sì?
Alex – MIGUEL BOSE’
Ogni tanto commuove vederlo rispolverare il carisma che aveva negli anni 70 – certo, fa fatica a concedere degli show che durino 90 minuti.
Romagnoli – ALESSANDRO CECCHI PAONE
Ci sono volte in cui appare in tv e capisci fin dalla prima inquadratura che si è alzato male e passerà la serata a fare scenate inconcludenti all’insegna di una pacchiana caciara.
Antonelli – ROBERTO MANCINI
Come un certo allenatore in grado di primeggiare quando i suoi presidenti vendono sei o sette petroliere, si distingue quando la squadra gira bene, e affonda quando non gira affatto. E tuttavia, la sfanga sempre in quanto ben più presentabile di chi ha occupato il suo posto fino a qualche tempo prima.
Bertolacci – FERZAN OZPETEK
La sua partita è un film inguardabile e brodoso nel quale la recitazione è affidata a qualcuno che ha chiari limiti nell’affermare i pur non complicatissimi concetti di “Bau” e “Arf”.
Montolivo – ALFONSO SIGNORINI
Uno scandalo? No. Giusto qualche scandalino mai realmente eccitante. Però è interessante la lite con Saponara: qualche ruggine non risolta che fa pensare che nello spogliatoio del Milan le dive da copertina non sono certo più quelle di una volta.
Honda – PLATINETTE
In un Paese caratterizzato da una nutrita quota di pitecantropi col telecomando in mano, una parodia di drag queen senza alcun umorismo e una parodia di numero dieci senza alcuna capacità di lettura della partita possono facilmente prendersi il proscenio, e permettersi pure di lamentarsi coi media – o di presentare a Sanremo la più orrendissima canzone della storia di un festival pur non avaro di episodi miserandi.
Bonaventura – RICKY MARTIN
Rispetto al solito, è discontinuo e fuori fuoco, con qualche iniziativa che risulterebbe velleitaria persino a Porto Rico. E ciononostante, diavolo d’uomo, è sempre capace di piazzare la hit ribalda. Purtroppo a centrocampo la musica è caratterizzata da una froceria triste alla Morrissey invece che da una gagliarda, alla Village People.
Bacca – GEORGE TAKEI
Il Tenente Sulu di Star Trek è oggi un anziano signore con un eccellente senso dell’umorismo, ben noto a chi lo segue sui social network. Ma non è offensivo dire che nella vita ha saputo fare soprattutto una cosa: buttarsi in terra quando l’Enterprise veniva colpita. A sua volta l’amato Carlos sa fare solo una cosa: buttare dentro il gol quando è messo davanti al portiere. Ci vuole del coraggio a lamentarsi, direte voi (vero: siamo coraggiosissimi). Perché il problema nasce quando non sei sull’Enterprise ma nella vita reale (ah!) e questo Milan purtroppo somiglia molto alla vita reale: un posto nel quale buttarsi in terra o fare gol, pur essendo attività che noi rispettiamo tantissimo, da sole, non bastano.
Niang – CRISTIANO MALGIOGLIO
Ma su, ciccia, che sei solo capelli scemi e mossette.
Zapata – NAIKE RIVELLI
Quando il caos prende le redini, il cafonismo assoluto entra in campo. E tuttavia, nonostante tutti siano pronti all’ennesima performance che frantumi ogni record di imbarazzo, riesce a limitare le fesserie. Un traguardo enorme.
Balotelli – ROBERTO FORMIGONI
Uno penserebbe che ci siano dei limiti ai milioni che si possono fare grazie a un’arroganza infinita, complicità di faccendieri schifosi e dabbenaggine della gente. Invece no, per qualcuno non c’è limite. Ed è lì che vedi il campione.

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