Empoli-Milan 1-4: le Pagelle Che Non Lo Erano

Con Empoli, con tutta la buona volontà, non possiamo attingere dalle tradizioni cittadine – ragion per cui le nostre Pagelle Senza Voti si volgono febbrili all’attualità. fidel rossoneroE inciampano nella dipartita del Lìder Maximo, un uomo che un po’ come questo Milan di barbudos è arrivato al potere spiazzando le superpotenze, e complice una crisi di fiducia nel capitalismo, si è ritrovato a provare per la poltrona una singolare attrazione. Perciò, abbiamo avvicinato le prestazioni dei nostri a quelle di alcuni dittatori – ricordando beninteso che la dittatura è una cosa brutta, e non fatela a casa.
Donnarumma – EMOMAHLI RAHMON
Qualunque cosa faccia, da 19 anni comanda il Tagikistan, e il suo popolo non ne ha mai abbastanza: ha appena votato in plebiscito affinché rimanga presidente per tutta la vita. Per parte sua Gigio, per quanto messo in difficoltà dalla difesa e pure dal centrocampo che complottano smaccatamente contro il suo governo, si macchia di alcuni bizzarri scivoloni e della respinta proprio sui piedi di Saponara. Ma ovviamente, qualunque cosa faccia, lo vogliamo nostro portiere per tutta la vita.
Abate – ANTONIO SALAZAR
Con i suoi modi eleganti e la sua pettinatura curatissima, grazie alla raccomandazione della Chiesa e a discreti rapporti con i colleghi più schifosi d’Europa rimase attaccato al posto in squadra dal 1932 al 1968: al popolo portoghese spiegò che “la vera libertà non può esistere se non nel profondo dell’animo umano” (come dire, “Ah popolo: stacce”). E tuttavia, alla fine si fece apprezzare per alcune riforme proprio come nel secondo tempo ha fatto Ignazio, sia in difesa che in avanti. Ciò naturalmente non ci impedisce di sperare che la fascia sia un giorno governata da un terzino illuminato e democratico.
Gustavo Gomez – KIM JONG IL coreadelnordkimjongil
Quando fa cose, fa ampiamente ridere. Certamente ha dei limiti enormi, ma è anche possibile che i media sudcoreani lo dipingano come più scarso di quello che è. Non dà enormi garanzie di sicurezza, ma è anche vero che nonostante gli allarmi in area di rigore non scoppia la guerra atomica.
Romagnoli – PAPA DOC DUVALIER
Inizialmente soffre la mancanza di Paletta ma poi si ripiglia e torna a essere il più stiloso dei dittatori, come quello che per 25 anni intrattenne Haiti governando in frac, cappello a cilindro, occhiali scuri e sigaro, e garantendo di essere la reincarnazione di Baron Samedi, il dio voodoo che accompagna i morti e gli attaccanti dell’Empoli nell’aldilà.
De Sciglio – MUAMMAR GHEDDAFI
Dichiaratamente juventino, tanto da entrare nel consesso dei maggiori azionisti – accanto a gente più deplorevole di lui.
Pašalić – ENVER HOXHA
Opaco, irrilevante e senza alcun alleato sul campo come l’Albania degli anni 70.
Locatelli – JEAN-BEDEL BOKASSA
Il Presidente della Repubblica Centrafricana era convinto di essere Napoleone – così nel 1977 si proclamò imperatore circondato da cortigiani in abiti ottocenteschi; lui indossava un mantello di velluto rosso e una corona di diamanti (nelle sue intenzioni iniziali doveva essere incoronato dal Papa). Ieri sera Manuel pareva preso da analoga tracotanza, specialmente nel primo tempo, mentre il malcontento iniziava a serpeggiare nella nazione e qualcuno già tramava un golpe per portare al potere il principito Sosa.
Kucka – LEE KUAN YEW
Chiamato a mettere ordine in un centrocampo indecifrabile, sopprime la libertà di stampa e come il leader della amena Singapore, reprime tutto quello che si muove attorno a lui – ma l’opinione pubblica finisce per apprezzare la crescita economica, ovvero i tre punti.
Suso – HABIB BOURGHIBA Habib-Bourghiba
Porta ai suoi connazionali indipendenza, sistema multipartitico, voto alle donne, un gol e due assist. Come i tunisini, siamo disposti ad accettare il suo tipo di dispotismo molto a lungo.
Lapadula – THEODORE OBIANG
Abbatte il regime autoritario di, ehm, suo zio, e gli dice bene: trova il petrolio in Guinea Equatoriale – l’equivalente calcistico di due gol. Le prossime libere elezioni tra i tifosi milanisti rischiano di vederlo confermato come l’amabile Teodoro nelle consultazioni del 1989, e del 1996, e del 2002, e del 2009, e del 2016. La stampa e gli osservatori internazionali le hanno considerate fraudolente, ma in fondo cosa ci hanno mai capito?
Bonaventura – MOBUTU mobutu
Per quanto ci riguarda dovrebbe fare come il boss dello Zaire: ribattezzarsi Mobutu Sese Seko Nkuku Ngbendu Wa Za Banga (“L’invincibile guerriero che grazie alla sua resistenza e inflessibile determinazione a vincere va di conquista in conquista lasciando una scia di fuoco”).
Niang – SAPARMYRAT NYYAZOW
Il brillantissimo presidente del Turkmenistan ci ha lasciati per infarto nel 2006, ma da lui ci aspettavamo grandi cose: in soli 15 anni di tirannia mise fuori legge le barbe, le autoradio, il balletto, il playback in televisione; alzò la maggiore età a 25 anni (…pensate che adolescenza lunghissima), impose i nomi dei parenti ai mesi e ai giorni della settimana e si fece costruire una statua di 12 metri placcata in oro in grado di ruotare in modo che il suo volto fosse sempre baciato dal sole. Ma si sa, quello che alcuni chiamerebbero “sconclusionato”, altri chiamerebbero “grandissimi margini di miglioramento”.
Mati Fernandez – PAUL BIYA
Il Camerun ha un’immensa stima di lui – non fa che rieleggerlo dal 1982 – anche se lo vede pochissimo! Per la maggior parte del tempo non è in campo ma in qualche albergo in Svizzera o in Francia. Molti dei suoi ministri non lo hanno mai incontrato. Ma sono pronti a giurare che è l’uomo giusto per dare equilibrio ai loro schemi.
Poli – RAFAEL TRUJILLO
“Dios en cielo, Trujillo en tierra”, era scritto in tutte le chiese di Santo Domingo: messo su dagli Stati Uniti (che come si sa, deprecano i dittatori a meno che non li scelgano loro) puntò tutto sul culto della personalità. E siamo ormai arrivati alla conclusione che sia la principale arma di Poli. Tutte le altre ipotesi sono naufragate.

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