Cagliari-Milan 0-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

Malgrado la Brexit e le manfrine da balbettanti peracottari escogitate per attuarla, il nostro Paese rimane abbagliato da tutto ciò che è inglese, perché li consideriamo più avanti di noi (…nella strada della lobotomia volontaria). In questa settimana l’Italia è andata in fotta completa per le nuove vicende di una famosa famiglia di completi babbioni, probabilmente l’unica casa reale più stupida della nostra. Per fare giustizia, festeggeremo la regale vittoria sul Cagliari paragonando i nostri ragazzi agli altri, più interessanti, monarchi del mondo. Vi sarà inevitabile notare che in questa formazione, qualcuno manca. Parliamo del Sultano dell’Oman, brava persona, mancato l’altro giorno. Ehi, non avrete mica pensato a un giocatore.

Donnarumma – PRINCIPE HANS ADAM von LIECHTENSTEIN
Il più ricco n.1 d’Europa, proprietario di una banca amatissima da tanti onesti imprenditori italiani, ha un patrimonio personale di 4 miliardi di dollari; qualche anno fa minacciò di abbandonare il Paese se la Costituzione non avesse previsto più poteri per lui (e forse, un posto assicurato per il fratello). Il nostro ricco principe non subisce troppe insidie dagli attaccanti del Cagliari, per cui si insidia da solo abbandonando la porta – e poi tornando di corsa a presidiare il caveau rossonero.
Calabria – FILIPPO LEOPOLDO LUIGI MARIA DI SASSONIA COBURGO-GOTHA re del BELGIO
Prudente e accorto, quasi anonimo. Ed è un’ottima notizia, rispetto al modo in cui si era fatto notare nelle ultime partite.
Romagnoli – EMIRO TAMIR BIN AMAM AL THANI
Il giovane qapo del Qatar tenta un pasticcio su cross di Pellegrini a inizio partita, ma poi inizia a fare da baluardo della fede rimbalzando le iniziative avversarie; non sappiamo se meriti i Mondiali, ma almeno due delle sue tre mogli se le è guadagnate.
Musacchio – HENRI GRAN DUCA DI LUSSEMBURGO
Forse ignorate che il Gran Duca è anche comandante in capo dell’esercito lussemburghese – noi per contro ignoriamo se detto esercito annoveri altri soldati oltre a lui. La cessione di Caldara lo ha definitivamente promosso a generale, e può darsi che sia per questo, che sembra mostrare più autorevolezza. Ok, è anche vero che era difficile mostrarne meno.
Theo Hernandez – RE WILLEM ALEXANDER dei PAESI BASSI
La vita da re alla lunga è una vita mediocre: per avere emozioni Willy ha fatto per anni il primo ufficiale in incognito sugli aerei KLM, tipo Leonardo Di Caprio in Prova a prendermi. Anche Theo appena può rompe la monotonia volando in avanti; nel primo tempo ne ricava una delle nostre migliori occasioni; all’inizio del secondo fa decollare Ibrahimovic.
Bennacer – FELIPE JUAN PABLO ALFONSO DE TODOS LOS SANTOS DE BORBON Y GRECIA
Come il re di Spagna, gli tocca mettere ordine in un territorio isterico. Lo fa al meglio delle sue possibilità ma l’arbitro, probabilmente un simpatizzante catalano, lo ammonisce.
Kessié – ALBERTO GRIMALDI
Nel primo tempo Francone pasticcia almeno quanto il principe di Monaco: lui lascia figli illegittimi un po’ ovunque, lui dimentica la palla ogni volta che supera l’avversario. Nel secondo tempo riesce a rendersi molto più utile: non siamo certi che Krunic riuscirà a riconquistare il posto. E questa incertezza ci dice cose molto laconiche su Krunic.
Castillejo – HARALD GLUCKSBURG
Come il dinamico re di Norvegia, medaglia olimpica come velista in gioventù e tuttora fiordi marinaio, è perennemente in movimento e pesca Leao in area in occasione del vantaggio. Chiudendo un occhio sui suoi limiti (abbiamo molti occhi da chiudere, come i ragni), è uno di quei pochi giocatori che sembra autenticamente galvanizzato dall’idea di giocare nel Milan. Certo, tanto a posto non è.
Calhanoglu – IMPERATORE NARUHITO
Ha la maglia da imperatore e il suo ruolo prevede la discendenza divina (Rivera, Gullit, Savicevic) ma in cuor suo sa che gli vanno larghe: Calha, come un numero 10 giapponese, non è a suo agio con lo scettro di fantasista: si rende molto utile in difesa (è probabile che un suo recupero da mediano puro ci salvi da un gol) e imbecca impeccabilmente Theo per la prima delle nostre occasioni. Ma come il timido Naru, suona la viola invece del violino perché “non gli piace uno strumento che si dà troppa importanza”.
Leao – RE MOHAMMED VI del MAROCCO
Ricchissimo e con le mani in pasta in una quantità impressionante di attività imprenditoriali, accusato di corruzione per quasi tutte, non si disturba troppo a negare. Leaoncino sta traendo il massimo profitto dall’arrivo di Ibra, e già che c’è riesce pure a capitalizzare sulla sfortuna del Cagliari ottenendo un gol che deve esclusivamente ai propri agganci – innegabilmente morbido quello sul buon pallone di Castillejo.
Ibrahimovic – PAPA FRANCESCO I
È severo ma giusto con la palla proprio come Bergoglio con la devota infoiata: se non fa quello che vuole lui, è lei a non essersi comportata bene. La gente sui social lo discute, ma è chiaro che Dio ha una evidente simpatia per lui. E il Diavolo, pure.
Bonaventura – MARGHERITA di DANIMARCA
Quando aveva 20 anni, con le principesse di Svezia e di Norvegia è andata in America per conoscere Elvis (“Chiamiamo anche Elisabetta?” “Ma va’, figurati”). Dopo che è stata incoronata, dal suo Paese sono venuti gli Aqua, il che va a dimostrare che bisogna andarci piano con le incoronazioni, e forse avevamo messo Jack sul trono senza renderci conto che non sarebbe stato sempre rock’n’roll. Comunque, visto che in questo periodo è un po’ Barbie Girl, meglio che lo sia per mezz’ora che per novanta minuti.

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