Cagliari-Milan 0-1: le Pagelle Che Non Lo erano

Ne abbiamo messo uno là, uno qua, e uno anche ieri, e qualcuno sottilizza ma intanto siamo uno in classifica, e questo è UNO stimolo a dedicare le Pagelle Senza Voti di Cagliari-Milan a questa cifra limitata ma così unica.
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Maignan – UNOMATTINA
Ci capita raramente di vederlo, e non possiamo che darci gran pacche sulle spalle per questa circostanza – ma quando lo vediamo, ci si gela il sangue. Svolazza su uno dei calci d’angolo del Cagliari, mancando la palla, ed è salvato dalla traversa e forse anche dalle pudenda di Bennacer al 91°. Il palinsesto non gli chiede altro: ci sono reti in cui si lavora di più, ma tutto sommato siamo contenti che continuino a essere le altre.
Calabria – UNO SU MILLE di Gianni Morandi
Come nella canzone del Gianni Nazionale, la vita è come la marea e ti porta in secca o in alto mare, ma finché non suona la campana, vai – ed è proprio quando dopo un’ora sembra che venga suonato lui da un contrasto molto duro, che inizia una seconda partita, molto migliore: arriva a tanto così dal gol (su contropiede spinto da lui stesso) ma non riesce a oltrepassare Cragno. In mezzo all’area non è lui che dovrebbe opporsi fisicamente all’antico castrone Pavoletti nell’occasione in cui in gioco c’è la vita, vita, vita, ma argina molto bene Keita Balde che è della sua taglia.
Kalulu – U.N. (United Nations)
Gli riesce abbastanza facilmente quello che non è mai riuscito alla famosa setta segreta: mantiene l’ordine, garantisce pace e sviluppo, e impedisce a degli sconsiderati di farci vivere nel terrore.
Tomori – NUMERO UNO (casa discografica)
Come con l’etichetta fondata da Lucio Battisti, sappiamo che nei Giardini di marzo non proveremo Nessun dolore, e non vogliamo più vivere Neanche un minuto di non Tomori.
TheoHernandez – FORMULA 1
Come parecchi piloti, non si attira simpatie, anche perché quando può va a stringere sull’avversario (solo che lui spera apertamente nell’incidente). Però ha una macchina veramente potente e sa farla andare: Mazzarri riesce a mettere le ganasce a Leao, e così facendo lascia rettilinei a Theo, libero di sgommare avanti anche sotto la pioggia. Costruisce un sacco e meriterebbe il gol, ma Cragno glielo nega. Decisivo anche all’ultimo minuto quando come una safety car blocca l’ultima avanzata dei rossoblù.
Bennacer – ONE DIRECTION
Gioca per cinque: uno imposta, uno pressa, uno ruba palla, uno segna, uno è bello da vedere e piace a noi teenagers. Così come con l’Empoli è stato giusto che segnasse Pierino Kalulu, è ineccepibile che sia lui a fare gol – e che gol – al Cagliari.
Kessié – ONE degli U2
Va meglio? O ti senti sempre uguale? Ti abbiamo disappuntato? Lasciato un cattivo sapore in bocca? Tu dici che l’amore è un tempio, l’amore è una legge superiore, ci dici ma sì entrate, poi però ci fai strisciare, e che cavolo Franck, qui anche il pallone quando ti vede si intristisce e invece di andare in porta va sul palo.
Messias – ITALIA UNO
Per lo più inguardabile, come la più guardabile delle reti Mediaset (il che la dice lunga sulle altre due), però a volte nel suo palinsesto preoccupante compare qualche giocata decente, specie nel secondo tempo: quando da dentro l’area fa da appoggio per BrahimDiaz nell’azione che porta al gol è un po’ come quando puoi contare sulla affidabile prevedibilità di Una poltrona per due e Frankenstein Jr. durante le feste.
Giroud – ARTICOLO UNO della Costituzione Italiana
Il Milan è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro di Giroud – anche se la sovranità appartiene a Zlatan, che la esercita nelle forme e nei limiti di Zlatan, decisi da lui medesimo. Sbaglia un gol terrificante in avvio, ma si fa perdonare correndo 86 minuti come se fosse suo nipote, e con un lavoro continuo, il cui esito quasi inevitabile è l’assist a Bennacer per il gol.
BrahimDiaz – UNO – gioco di carte
Come il popolare gioco con le carte multicolori, nessuno sa davvero come funzioni (cosa che ne fa la prima, formativa esperienza di imbroglio per la maggior parte dei bambini). La sua partita è altrettanto confusa: sbaglia un gol indegnamente dopo dieci minuti, perde un sacco di palloni, ma nel secondo tempo inizia a giocare le carte giuste, e grazie anche a una sua palla per Giroud in area, serviamo un +2 importantissimo a qualcuno che insegue.
Leao – FIAT UNO
Grazie alla sincera adorazione degli italiani per Gianni Agnelli (che altrettanto sinceramente gli italiani li detestava tutti) e allo strapotere governativo e mediatico della famiglia più mantenuta del mondo, una scatola di tonno semovente fu esaltata in ogni dove e definita auto dell’anno 1984 (…poi dicono che gli anni Ottanta sono stati fastosi). Il Leao visto a Cagliari ha ricordato parecchio vettura in questione: deprimente e incapace di prendere velocità. Molto è merito del Cagliari, che saggiamente gli ha concesso solo la corsia centrale dell’autostrada, che lui è andato a ostruire a velocità di scampagnata – ma lui sembra aver fatto solo 5 euro al distributore. A meno che non aspetti la partita con la nazionale per giocarsi la banconota da 20 (…di più non ce ne stava).
Krunic – UNICREDIT
Pioli continua a concedergli un credit enorme (mentre a Castillejo non darebbe neanche un prestito a strozzo); per l’allenatore, è la banca in cui depositare con fiducia gli ultimi critici minuti della partita. E come la banca presieduta da un esimio pluriministro, anche Rade si trova perfettamente a suo agio quando vede conflitti: subito accorre per piazzare le sue armi e la sua generosità, applicando agli avversari tassi generosi.
Rebic – IL GRANDE UNO ROSSO
Entra e combatte come il vecchio sergente Lee Marvin: non sempre fa scelte lucide in attacco, ma batte a rete benissimo sugli sviluppi di un calcio d’angolo (!) e in generale va a battagliare su tutti i palloni vaganti tra Omaha Beach e Poetto Beach.
Saelemaekers – UNA THURMAN
Qualche errore sanguinoso (…anche più di quello che vedete qui sopra) nelle palle da gestire alla fine, ma è uno dei principali artefici degli assalti alla ricerca del raddoppio: un’occasione capita anche a lui, ma Altare rinviene in tempo. Riprovaci Alexis. Basta che fai il concentrato.
Ibrahimovic – IL NUMERO UNO
Va beh, dai. Troppo facile. Praticamente un calcio di rigore. Tirato da qualcun altro, chiaro.

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