Milan-Genoa 2-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

In testa al campionato i gobbi, in tv Rischiatutto, al governo la Democrazia Cristiana, al cinema Guerre Stellari e le commediole cretinozze all’italiana: urrà, sono tornati gli anni 70! E quale modo migliore per celebrarli, di un Sanremo pallosissimo? Non è stato semplice abbinare cantanti e giocatori, ma potevamo essere l’unica testata a ignorare il Festival che tutta Italia ci invidia? Sì, vero? Beh, troppo tardi.

Donnarumma – FRANCESCA MICHIELIN
“Sempre un passo indietro, e l’anima in allerta. E guardavo il mondo da una porta, mai completamente aperta… E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce e farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce”. E a farsi strada nel suo petto era la natica del Calcio Che Conta, venuto a segnare con un elegante colpo di pancreas nella porta mai completamente aperta. Qualcuno dice che, come Franceschina, poteva fare di meglio ma a noi piace pensarli entrambi innocenti e puri – anche se probabilmente hanno già iniziato a friggersi di canne insieme ai rapper.
DeSciglio – BLUVERTIGO
Ci sono uomini cui sono state date più possibilità che ad altri. E che quasi sempre, le hanno buttate stupidamente; ma una volta su mille capita che invece di rendersi patetici e intollerabili, le usino bene. Lo sappiamo, non è un gran complimento: grandi complimenti gliene faremo se ne faranno due giuste di fila – perché a nostra memoria, semplicemente, non è mai successo.
Romagnoli – LORENZO FRAGOLA
Il giovane vincitore del talent rossonero pare lì per onor di firma – forse Alessio Romagnoli non sente il suo territorio minacciato da Alessio Bernabei o da Alessio Cerci. E tuttavia basta distrarsi un attimo, ed ecco che bang, arrivano un’ammonizione e un attacco pericoloso. Oppure, peggio, una frase come “Stanotte il tuo silenzio dice cose stupide”.
Alex – ENRICO RUGGERI
Il vecchiardo continua a fare il suo mestiere senza tirarsela; tra l’altro, proprio come Ruggeri, quando pensa all’Inter vola come Peter Pan. E cogliamo l’occasione per ricordare, in modo totalmente gratuito, che “Non è stato spento quel profumo intenso”.
Antonelli – NOEMI
Per un sacco di tempo abbiamo pensato di averlo sopravvalutato, e che dopo essersi guadagnato la nostra attenzione, avesse scelto di campare alle nostre spalle. Invece abbiamo scoperto che “Nella sua borsa c’è la sua foto di un anno fa che ha messo via perché non si piaceva – ma a riguardarla adesso si accorge che era bella ma non lo capiva”.
Bertolacci – IRENE FORNACIARI
Con tutta la buona volontà, è difficile non provare imbarazzo quando qualcuno è così palesemente fuori posto. Continuiamo a domandarci: “Dimmi dove si nasconde la promessa dignità”. O in alternativa, dicci dove sono i 20 milioni, che in effetti ci stanno più a cuore della dignità.
Montolivo – ARISA
“Se tu mi chiedi cosa faccio in questa vita, amico mio. La sola cosa che so dirti è non lo so nemmeno io”. Che mistero: non hanno il physique du rôle della star, e molto spesso si mettono in imbarazzo da soli – e tuttavia, quando sono in palla si conquistano l’applauso della platea, che pure non è precisamente piena né di Arisers né di Montolivers.
Bonaventura – DEAR JACK
(va beh, questa era ovvia) (e tuttavia, in questa occasione gli è mancato qualcosa) (alla squadra è un po’ mancato il vero frontman, diciamo) (comunque, “Passeremo questa notte senza graffi sulla faccia”) (e son cose)
Honda – DOLCENERA
A lungo hanno detto che ha usurpato la canzone di De André, o che ha usurpato il numero 10. Poi, ha capito. “Vai solo fino al punto in cui non ti troverai più / ma sarai tu, finalmente a sorprenderti / e poi vedrai, le cose cambiano”. D’accordo, sembra che stiano cambiando più per lui che per lei: forse dovrebbe provare a vendere i diritti di immagine sul mercato internazionale. Si sa che il mercato internazionale compra le cose più strane, a seconda di come si sveglia la mattina: forse un giorno comprerà anche il Milan, o i diritti di immagine di Dolcenera.
Bacca – STADIO
Gente che fa storcere il naso quando si presenta, perché non è di primo pelo – poi si scopre che sa sempre fare il suo mestiere. E un uomo può anche sbagliare lo sai, si può sbagliare lo sai, ma se era vero amore è stato meglio comunque buttarlo dentro. In porta, beninteso.
Niang – ELIO E LE STORIE TESE
Mah. Mettiamola così: quando non fa gol, lascia un po’ così. E siccome invece di fare gol fa tutta una serie di numerini che dovrebbero impressionarci, viene da dire: mah. O forse, “Io ti sfido a innamorarmi di te”. In ogni caso, sia loro che Niang si salvano sempre grazie al look strampalato che strappa la risata.
Menez – PATTY PRAVO
Non fa molto, ma che emozione rivederla: non ci ricordavamo più il modo del tutto unico in cui entrava in scena altera e schifata. “Ma oggi che mi sembri migliore di quello che poteva sembrare allora, ma tu chi sei, che cosa vuoi”.
Poli – ANNALISA 
Sì, perché è “una canzone che non abbiamo mai saputo cantare – ma magari… qualcosa… qualcosa succederà”. Per non saper né leggere né scrivere (canzoni), stasera rimaniamo “a casa a cucinare la vita come se fosse un buon piatto da buffet”. Buona idea, può darsi che cucinare la vita gli riesca più facile che giocare dietro le punte.
Balotelli – VALERIO SCANU
“Finalmente piove e il suo rumore non se ne va / ma le mie parole le puoi capire senza dirtele in faccia / le ho riflesse negli occhi”. Va beh. Non ti preoccupare, ti troveremo qualcosa da fare, c’è sempre bisogno di qualcuno da mandare sulle Isole dei Famosi. (…però, una domanda: il SUO rumore di COSA? Il rumore del piove? O il rumore del finalmente?)

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