Lazio-Milan 1-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

Il confronto con la compagine più seguita attorno alla Capitale suggerisce di ispirare le nostre Pagelle Senza Voti alla creatura che spicca il volo in occasione delle partite dell’Olimpico – no, non Ciro Immobile, bensì quello che il capitano della Roma ha battezzato come “il piccione”: la svolazzante Olimpia. Se ieri sera i giocatori del Milan fossero stati uccelli, ecco cosa sarebbero stati.
crane
Donnarumma – GRU ANTIGONE (Grus antigone)
Le gru si caratterizzano per la lunghezza delle parti del corpo: collo, zampe, ali e becco dritto e acuminato. Questa particolare varietà, pur volando sontuosamente, non migra da nessuna parte. Tanto per essere allusivi.
Abate – GALLINA (Gallus gallus domesticus)
Non è un animale intelligente – lo si capisce, lo si capisce da come guarda la gente. Ma due cose sono incontestabili: 1) ancorché vecchia, fa buon brodo 2) per farla volare, ci vuole un certo impegno, ed è per questo forse che Lulic ce ne mette tantissimo. Cionondimeno l’arbitro Damato e il suo assistente in prossimità della porta, pur così solerti su Immobile nel primo tempo, pensano evidentemente che il capitano abbia spiegato le ali in area per fendere l’aere, quando in realtà è stato sparato via come il gallo Rocky di Galline in fugagalline in fuga
Gustavo Gomez – FREGATA MAGGIORE (Fregata minor)
Noterete che il nome è contraddittorio: colpa di un naturalista tedesco che l’aveva scambiata per un piccolo pellicano, quando invece era una grande fregata, un po’ come quella che ci prendiamo quando, in una ricostruzione tragicomica ma forse plausibile dell’inevitabile rigore che ‘a Lazzzzzzie lucra nel suo Olimpico, Donnarumma lo travolge, e lui venendo spostato va a toccare il Tuffetto (Tachybaptus ruficollis) Ciro Immobile, il quale già stava spiccando per la quinta volta il volo – e la fregata maggiore è servita.
Zapata – POLLO SULTANO (Porphyrio porphyrio)
Esemplare selvatico che non vola perché lo trova faticoso: quando vede i cacciatori spesso gli va incontro – e Il fatto che tutto questo a un certo punto gli sia quasi costato l’estinzione lo ha francamente sbigottito. Tuttavia, è riuscito a salvare le penne e tornare in auge, anche se è impressionante come sia facile per i giocatori di qualunque squadra avversaria fare il taglio alle sue spalle e spuntare dietro alla sua coda.
Vangioni – CALANDRA (Melanocorypha calandra)
Graziosa allodola che imita gli altri uccelli, un po’ come fanno specie che vivono in città tipo storni e merli, capaci di riprodurre ambulanze o telefonini. Lei invece lo fa in campagna, cercando di imitare il saltimpalo, il piro piro, il beccamoschino, il gheppio e il gruccione. Ok, nessuno di loro è un usignolo, ma è tutta gente che lo precede in gerarchia e parte titolare: per certi studiosi infatti l’imitazione è un modo per comunicare alla femmina che conosce di gente altolocata, e quindi i luoghi dove questa tiene le riserve di cibo. (“Conosco quello, conosco questo…”. Cosa non si dice per fare colpo). La sua imitazione di un terzino, va detto, non è delle peggiori che abbiamo visto. Non è il volatile che speravamo, ma forse anche per sicumera, Anderson lo stana di continuo eppure non lo impallina in modo letale.
Locatelli – PICCHIO MURATORE (Sitta europaea)
Fin dai primi cinque minuti i milanisti iniziano a temere che sia solo questione di tempo prima che il birdwatcher col fischietto, appostato in attesa di esuberanze da parte dei giocatori verdebottiglia, segni sul suo taccuino il nostro uccellino – che decisamente non ha imparato molto dall’espulsione contro le gazze ladre. Peccato perché da alcuni tentativi di verticalizzazione coraggiosi anche se non andati a buon fine, si intuisce che potrebbe avere un tocco migliore di quello che crede.
Pasalic – MESTOLONE DEL CAPO (Anas smithii)
Forse penserete che abbiamo voluto alludere alla sempre maggiore fascinazione dell’allenatore per questo volatile un po’ anonimo. Ebbene, la vostra conoscenza della nostra natura è ragguardevole.
Poli – HOATZIN (Opisthocomus hoazin) hoatzin
Apparentemente ha uno stomaco bizzarro, nel quale ciò che mangia rimane a fermentare molto a lungo, e insomma per farla breve è caratterizzato da un odore infelice, e lungo l’Orinoco e il Rio delle Amazzoni è opinione diffusa che solo in tempi di disperazione lo si possa trovare commestibile.
Suso – POIANA (Buteo buteo)
È in grado di vedere una preda da quattro chilometri e mezzo, proprio come certi tamarri sul lungomare di Riccione: allo stesso modo Susito vede il pertugio alle spalle del portiere come pochi in Italia: quando si decide finalmente a planare in area, è letale.
Ocampos – POTOO COMUNE (Nyctibius griseus)
Il camaleonte del mondo piumato: riesce a camuffarsi con l’ambiente circostante con invidiabile abilità. potoo comuneQuando Montella gli impone di rientrare al nido, emette un’espressione sorpresa che è in effetti l’unica cosa degna di nota della sua serata.
Deulofeu – STRUZZO (Struthio camelus)
È un nueve falsissimo, e cerca di interpretare il ruolo standosene molto più nascosto rispetto alle poche apparizioni precedenti. Ha un paio di spunti decenti, ma è costretto a stare un bel po’ con la testa sotto la sabbia.
Sosa – AVVOLTOIO COLLOROSSO (Cathartes aura)
Noto anche come Avvoltoio tacchino, vola a un’altezza piuttosto bassa per captare i gas prodotti dagli inizi dei processi di decomposizione negli animali morti. Ed è questo affascinante talento che gli permette di intuire che i nostri avversari stanno galleggiando sulla propria spocchia, ma si può banchettare con loro: la palla che ruba sulla tre quarti ci regala la sopravvivenza contro avversari che sicuramente meritavano di batterci, ma lo stavano facendo un po’ da carogne.
Lapadula – ALLOCCO (Strix aluco)
Noi lo amiamo così tanto che gli compreremmo i Baci Perugina con le frasi della Pausini, di Fedez e pure di Michele Zarrillo, ma ultimamente il rapace cui più assomiglia è questo, che come certamente saprete per il riposo utilizza posatoi su conifere, alberi coperti di edera, camini e anfratti nelle cascine o nei monumenti, la metà campo avversaria.
Mati Fernandez – PASSERA SCOPAIOLA (Prunella modularis)
È un po’ un sogno di noi passeri solitari. Ma non siamo riusciti mai a vederla.
 

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