17 giugno 1970 – Regaliamo al mondo una mezz’ora storica

(di Andrea Saronni – tratto dal libro Giorni da Milan, Interno 4 editore)

Città del Messico, stadio Azteca. Semifinale della Coppa Rimet, Italia-Germania Ovest. Minuto 89, gioco sospeso per infortunio. Punteggio: Italia 1, Germania Ovest 0.

“Brafi, bella partita di merda”
“Cosa vuoi, Carlo”
“Tutti davanti a vostra porta, calci, scena, non sapete fare altro. Furto all’italiana”
“Senti, non ce la faccio più, non respiro, non rompere le palle proprio a me”.
“(Risatina) Tu non respiri più? Dai Cianni, è da quando sei entrato che cammini”
“Cammino un cazzo. E poi cosa devo fare, venire anch’io a fare la barriera umana? Se facciamo una roba del genere col Paròn viene giù il mondo. E se mi avessero dato due palloni decenti eravate già a casa”
“Non siamo ancora casa”
“Dai Carlo, manca un minuto. Chi segna? Tu? (Ghignetto sfottente)
Il gioco riprende.

Città del Messico, stadio Azteca. Semifinale della Coppa Rimet, Italia-Germania Ovest. Pausa prima della disputa dei tempi supplementari. Le squadre si riavviano verso il centro del campo. Punteggio: Italia 1, Germania Ovest 1.

“Grazie Ciànni”
“Mavaffanculo, va. Non hai mai segnato in vita tua”
“Io ero venuto davanti solo per essere più vicino a spogliatoi, non avevo voglia di vedere voi festeggiare”
“Prendimi anche per il culo”
“No, davvero, ti ciuro. È perché non sei abituato, certo se Paròn mi lasciasse venire avanti ogni tanto farei gol anche da noi”
“A proposito, l’hai visto? È là sotto la tribuna stampa, c’ha pure il sombrero di paglia”.
“Io non guardo tribuna Ciànni, sei tu che hai tempo di guardare tribuna”.
“Ri-vaffanculo, Carlo”
“Dof’è Rosato?”
“Si è rotto, entra Poletti”
“Molto bene Poletti con Müller, ora vinciamo”
“E se segno io e non Müller?”
“Sei tu Pallone d’Oro, ma Müller ha Poletti, e per te ci sono io. Ma tanto sarete ancora tutti in fostra metà campo”
“Mi dessero sta palla. Poi ne riparliamo”

Città del Messico, stadio Azteca. È terminata la semifinale della Coppa Rimet, Italia-Germania Ovest. Punteggio: Italia 4, Germania Ovest 3. Gli azzurri esausti si abbracciano al centro del campo. I tedeschi, tutti, si congratulano e scambiano le maglie con gli avversari avviandosi verso l’uscita.

“Carlo per te mi spiace. Davvero. Come ti senti?”
“Benissimo. Felice”
“Eh dai, felice… Avete perso la finale”
“Felice. Se non segnavo io non si vedeva mai tutto questo”
“Vero. Questa è stata una vittoria grandiosa, non quell’1-0 da poveretti”
“Bravo Cianni. Hai fatto apposta a farci fare 3-3 perché volevi fare tu gol della vittoria”
“No, ho fatto il gol della vittoria perché se no Albertosi mi ammazzava, mi ha urlato di tutto, ha detto che sul palo era mia”
“Grande portiere, ne ha prese tante. Magari verrà a Milan dopo Cudo”
“Tanto siamo forti lo stesso Carlo. Di questa partita ne parleranno per tanto tempo, e alla fine l’abbiamo creata noi del Milan”
“Anche Rosato che si è rotto. Hai visto che scarso Poletti?”
“Bella vaccata. E tu dov’eri sul mio gol? Non dovevi pensarci tu?”
“Su Bonimba, ma non ho fatto in tempo. Dammi maglia, Cianni”
“Dammi la tua. Bravo. Per te mi spiace”
“Bravo Cianni. Ora vinci la finale, possibilmente gioca da inizio”
“Vedrai che nonostante tutto questo quello là non mi fa giocare”
“Dillo a Paròn”
“Magari ci fosse il Paròn. Avremmo già vinto”
“Ci vediamo a Milanello, Cianni. Ciao campione del mondo”
“Ciao Carletto. E vaffanculo, va”

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