Terapia di gruppo Special – IL DERBY

zebra

E’ troppo facile chiedere del derby a un milanista, o peggio ancora a un tifoso dei cuginastri. Più interessante è l’opinione dei terzi incomodi, gufi dell’una e dell’altra squadra: o juventini, come vi ponete di fronte a un Inter-Milan?

Più pragmatismo che emotività, più voto utile che etica. Stemperati Calciopoli e il furore belluino dello ju29ro, prevalentemente antinterista, anche se non va dimenticato che la giustificazione di Moggi per i magheggi furono lo strapotere di Galliani e la possanza mediatica di Berlusconi, che portarono il tirannico, odioso Milan ad arrogarsi addirittura UNO scudetto (2004) in un decennio. Sarà stata l’ineducazione con cui si è fatto notare che il gol di Muntari era dentro, ma oggi lo ju30ro è rapidamente tornato a mettere le due squadre milanesi sullo stesso piano di disprezzo – checché ne dicano gli interisti, tra i cui deliri compare sempre, perennemente, la certezza che gli juventini amino (riamati) i milanisti. Così, ogni considerazione o desiderio sul derby della Madonnina prescinde dalle antipatie. Alla fine, la Vecchia Signora non ha sentimenti, è una dominatrix sadica che persino con 12 punti di vantaggio guarda alla stracittadina milanese senza rivelare piccole preferenze o idiosincrasie, ma solo con la speranza di massimizzare il proprio spietato potere.

GIUSEPPE SCOGNAMIGLIO
X a tutti i costi. E’ bello che tutte e due tornino a casa insoddisfatte e rallentate in classifica. Ah, buona fortuna per Londra.

CARLO CROCCHIOLO
Da tifoso vorrei che vincesse l’inter, per togliere certezze e speranze a chiunque. Lo scacco matto che annullerebbe gli sforzi delle inseguitrici nel marasma del “vale todo”. In pratica, la Juve è come Grillo, che si nutre degli errori degli altri. O come un virus autoimmune, per dirla col Dr. House.

MAURO MORA
Onestamente Inter-Milan mi mette sempre di malumore, perché so che per regolamento non potranno perdere tutte e due. Siccome ora il Milan è davanti di un solo punto, razionalmente il miglior risultato è il pareggio, seguito dalla vittoria dell’Inter. Non vedo alcun altro motivo per preferire la vittoria dell’una o dell’altra, e trovo i tifosi di entrambe fastidiosi allo stesso modo… Quando si parla di calcio, naturalmente: tra i miei migliori amici ci sono sia nerazzurri che rossoneri, solo che preferisco che si parli d’altro, perché ogni volta che si parla di pallone, entrambe le fazioni iniziano a straparlare e a fare elenchi di presunti furti subiti. Le differenze tra loro? Poche: sono più uguali di quanto vorrebbero. Forse l’interista è un filo più nevrotico, e il milanista è un filo più vanitoso. Ma tutti e due sono convinti di aver regnato sul mondo, chi con un triplete ottenuto con le cattive, chi con un carrello del supermercato pieno di coppe. Poi gli si chiede qual è, da sempre, la squadra italiana più forte di sempre, ed ecco che diventano uguali: zitti, e a capo chino. Ci vuole così poco.

PAOLO LANDI
Anche se quello che odio di più è Stramaccioni, mi piacerebbe una vittoria dell’inter 3-0, in funzione antiberlusconiana e per smorzare questo Milan.
PS
Mi sta sulle balle anche Zanetti.

FEDERICO ANGELINI
Spero nel 2-2, due pere di El Shaarawy e due pere di Cassano.
Milano è la capitale della moda. Una volta era Firenze, poi hanno inventato la plastica, il marketing cartellonistico e le fibre sintetiche. Scherzi a parte, un fenomeno popolare come il calcio non poteva restare estraneo a questo luogo comune. Moda, fashion in inglese. E purtroppo anche in italiano. Pensare che invece “fascinoso” definisce benissimo la tipologia. Fascinoso, anche per forza. Milan e Inter, in questo, mi spiace, sono abbastanza sorelle, più che cugine. Devono piacere giocoforza. Perché sono i più titolati al mondo (leggi anche: fuori dall’Italia); perché sono l’onestà scanzonata, gigiona e pazzerella. Diversi nella natura (Boldi-Teocoli versus Gino&Michele), ma accomunati nel fascino, anzi nel fashion. Torino ha un giornale sportivo di cui la dirigenza bianconera si disinteressa da decenni. Con qualche fastidio, anche. Milan e Inter si litigano lo champagne rosa (alla fine hanno vinto i morattiani, buttando i soldi, al loro solito). Il Milan ha direttamente delle emittenti televisive. Oggi abbastanza imparziali. Oggi. E’ questa voglia di piacere, questa brama dell’applauso, che vi distingue antropologicamente dalla Juventus, e che vi rende anti-aristocratici. Non anti-potere, magari, ma anti-aristocratici sì. Anche se ve la raccontate spesso, di essere anti-potere, quando sposate le faide e le rivendicazioni, sensate o meno, dei poveracci veri.
Dopo questa associazione, che immagino sia sufficiente per dare del dolore a entrambi, e che sì – se ve lo state chiedendo – è una deliberata cattiveria, ovviamente subdola e sottile (Juventus, ricordate?), vengo al caso personale. Sono romagnolo, la Juventus è schifosamente prevalente da sempre. Coi milanisti, per ovvie ragioni olandesi, ci sono cresciuto assieme. Il primo interista che ho visto era un supplente di italiano/insegnante di sostegno. “Interista? Esistete anche voi?”. Poi ne ho conosciuti altri. Spesso donne. Ed un numero notevole di sedicenti interisti che – pur non essendo, apparentemente, delle donne – ugualmente non capivano veramente nulla di pallone. Da più adulto ho poi incontrato eccezioni a questa regola. Eccezioni clamorose, interisti che non solo sono appassionati, ma pure intelligenti, di pallone, ad un livello notevole. E sembra incredibile, per quanto sono brutti, la loro squadra e soprattutto il loro calcio. Da che ricordi io, almeno. Purtroppo l’amicizia stretta con molti milanisti, ed il fatto che la loro squadra più volte mi ha stregato (che noi aristocratici alla fine siamo esteti)(mollezze realiste che non potete capire), mi fanno pesantemente propendere per il Milan. E per quanto oggi l’Inter, in qualche modo, non si sa come, forse per una incipiente reazione di rigetto al loro fiele tanto amato, siano diventati buoni, calmi e perfino sportivi, noi di sangue blu abbiamo una memoria fastidiosamente lunga.

NUNZIA CAPITANO
Domani vorrei che il derby lo vincesse il Milan. Ma non per assistere all’ennesimo stacchetto da spalto della nuova fiamma di Balotelli e della Satta. Nemmeno perché, (non sia mai!) se dovesse vincere il Milan, qualcuno il lunedì mattina voterebbe per il suo Presidente in un momento d’enfasi ingiustificabile… Vorrei che vincesse il Milan, lo ammetto, perché il mio futuro marito, che amo incondizionatamente, è milanista. E’ più che milanista. E’ un patito vero, si sente uno di loro, è accanito, è malato di Milan. E’ innamorato. Del Milan. Però non vorrei che vincesse solo per questo, per una questione di cuore. Vorrei che vincesse perché, anche se non glielo dico, scommetterò e punterò 10 euro sulla sua squadra. E lui, anche se non me lo dice, farà lo stesso. La somma della vincita non sarà tanta, ma ho visto un servizio da thé alla Coin che mi piace. Oh, per arredare casa, anche da Ikea, i soldi servono. Dunque: forza Milan. Ma solo per domani, al momento. E poi, obiettivamente, Stramaccioni, con quella faccia da Mister Bean, cosa vorrebbe vincere?

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