Terapia di gruppo – ROMA

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MALESSERE (di Giuseppe Pastore)
La Roma! Beh, la Roma è diventata nel tempo la mia seconda squadra, complice un lungo soggiorno per motivi di studio naa Capitale e una certa ironia/pigrizia congenita nel tifoso giallorosso medio che mi va molto a genio. Bisogna anche dire che il romanista, quando ci si mette, può diventare di una pesantezza e di un pessimismo unici: ho avuto modo di assistere per due volte a un derby Roma-Lazio in uno storico bar della Garbatella e tutte e due le volte regnava un’atmosfera plumbea, quasi funebre, in cui era proibito chiacchierare a voce alta e bisognava semplicemente rassegnarsi ad attendere l’ineluttabile. Che non si verificò mai, perché entrambe le volte la Roma vinse 1-0. Ricordo tre anni fa, nell’intervallo dell’ultima giornata quando la Roma aveva temporaneamente riscavalcato l’Inter di Mou prima che Milito segnasse il gol-scudetto a Siena: ero a Roma, mi affacciai sul balcone, non credo di aver mai sentito un silenzio più pesante di quello. Tremo all’idea di cosa possa essere l’etere giallorosso – con tutte quelle maledettissime radio – in questi giorni, nella spasmodica attesa della finale di coppa Italia. Indi per cui, amici giallorossi, stasera scansateve! (cit.)

PUNIZIONI (di Vito Samueltron Nanna)

In questo momento l’unica cosa che mi viene in mente se penso alla Roma, è che ho (ormai avevo) De Rossi al fantacalcio. Tacci sua e pure mia che l’ho preso. A me la Roma piace e pure tanto, non lo nascondo e me dispiace pure che sta squadra nun riesce a vince n trofeo serio, na coppa UEFA!
Una curva che sulle note di “maledetta primavera” canta “sempre e solo la mia Roma” se lo meriterebbe pure. Non mi chiedete ricordi su partite tra Milan e Roma. Ci sto pensando da quando ho schiacciato il primo tasto e mi vengono in mente solo punizioni di Totti.

INDISCUTIBBBILE (di Paolo Madeddu)

Quando io ero bambino, la Roma non esisteva. Cioè, era una squadra le cui punte di diamante erano Musiello e Casaroli, voi li avete mai sentiti nominare? Beh, nemmeno io. Eppure c’ero. Dal punto di vista anagrafico poi, c’ero anche qualche anno prima, quando nella Roma giocava un certo Giorgio Morini. Uno che si vendeva le partite – e infatti quando a fine carriera venne al Milan, il Milan venne retrocesso per essersi venduto le partite. Mentre quando giocava nella Roma, una partita di fine campionato che lui era in campo, i suoi avversari erano una certa squadra bianconera che si stava giocando lo scudetto con Milan e Lazio, e dovevano per forza battere la Roma – invece, andarono sotto di un gol. Poi nell’intervallo negli spogliatoi ci fu della simpatia, e quella squadra bianconera rimontò e vinse lo scudetto a 3 minuti dalla fine, mentre quella squadra con Giorgio Morini non venne retrocessa né indagata, ma soltanto sospettata da noi orribili rosiconi. E quindi, per me, fino agli anni Ottanta per me la Roma fu quella cosa lì.
Adesso invece, per quanto mi riguarda dopo il Milan c’è lei: non so se consideriate ammissibile avere una seconda squadra, ma nel caso, la Roma è la mia seconda squadra. Non è che ci siano dei motivi – è stata un’identificazione progressiva. E quando sono romanista, sono esattamente il romanista che vi aspettate: quello compiaciuto, vendittiano e fregnone che fa saltare i nervi ai laziali. Tanto per farvi capire: arrivo persino a salvare questo aspetto di Andreotti. Discutibile? Ahò. La Roma nun se discute.

One Comment

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One Comment on “Terapia di gruppo – ROMA
  1. Ho sia amici laziali che romanisti ed in questi giorni è tutto un pessimismo cosmico in vista della finale del 26 maggio: vincono quelli là, no ci asfaltano gli altri ecc..ecc.. un clima pesantissimo, sembra che le due squadre stiano per giocarsi uno spareggio retrocessione invece che una finale di Coppa Italia. Tra le due propendo un poco di più per i giallorossi ma solo perchè hanno avuto Batistuta nelle loro fila (giocatore che ho adorato alla follia) e non sono gemellati con gli Sfigati…
    Comunque non è un caso che a Roma abbiano vinto solo 5 scudetti e l’ ultimo a riuscirci sia stato un certo Fabio Capello…………..

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