Terapia di gruppo – BOLOGNA

 

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FRANCESI (di Giuseppe Pastore)
Non è facile focalizzare il mio primo preciso ricordo del Bologna, perché negli anni in cui ho iniziato a seguire il calcio i rossoblù erano sprofondati negli abissi delle categorie inferiori, roba di serie C1 addirittura. Ma ricordo con sincera partecipazione la galoppata dell’arcignissimo Bologna di Mazzone nella coppa Uefa 1999, con eroi del popolo come Michele Paramatti e Jonathan Binotto, che si arenò soltanto in una drammatica semifinale contro quegli stronzi dell’Olympique Marsiglia. Due flash: l’assedio del Lione a cui il Bologna resistette per 90 minuti nei quarti di finale, con seguente sbrocco di Mazzone ai microfoni RAI (“Questa squadra c’ha le palle, capito?? C’ha le palle!!”), e il malinconico rissone al termine di Bologna-Marsiglia. Era il mio periodo di maggior odio verso i dannati mangiarane.

CAPODANNO (di Samueltron)
Bologna stazione di Bologna. Bologna mi ricorda un capodanno a Mantova. Concerto dei Subsonica. Il risveglio in treno, il cartello Bologna Centrale, il pensiero “tra un po’ siamo a Mantova”, il riaddormentamento e il ririsveglio con il cartello Mantova Centrale che si allontanava. Doh!
Bologna mi ricorda un 2-3 con il gol di N’Gotty su punizione credo al 93′. Ma la partita di S.Siro la ricordo vagamente. Credo 3 o 4 a zero per noi sicuramente con un gol di Leonardo che, nel girone d’andata, fece la sua migliore stagione.
Ho un gol di Sala in mente in qualche sfida ma sono passati tanti anni. Ricordo meglio l’esordio di Dinho con la casacca rossonera. Primo anno da abbonato Sky, pensai, dopo un no-look del numero 80, “quest’anno ci divertiamo!”. Vinse il Bologna, segnò Valiani e non lo misi neppure titolare al fantacalcio.

DINO SARTI (di Paolo Madeddu)
La prima cosa che mi sovviene pensando al Bologna è strana, come accade sovente con le prime cose che sovvengono. E a me viene in mente la volta che, da piccolo, vidi in tv un tipo che veniva presentato come un affermato personaggio dello spettacolo, ma che io non avevo mai visto né sentito – però che ne sapevo io di spettacolo allora? Nemmeno ora, del resto. E siccome della tv c’era da fidarsi, rimasi lì a guardare il tipo che senza un vero perché (all’epoca non sapevo che il Bologna avesse anche vinto scudetti: pareva impossibile) cantava “Il tuo avversario, tienlo presente, al n’è menga Mandrake, non è onnipotente”.

Era piuttosto terribile. Ma come ricorda Wikipedia, il bolognese Enzo Biagi ebbe a dire “Le canzoni di Dino Sarti hanno il sapore del pane all’olio e rispecchiano il carattere della mia gente”.
Sarti era nato nel 1936, lavorava come tornitore in fabbrica, poi un giorno vinse un concorso per voci nuove alla radio, si unì al gruppo dei Casamatta, e debuttò al Palace Hotel di St.Moritz. Dal tornio a St.Moritz, bang. Pensa la vita. Incise tra le altre canzoni “Per piasair lasa ster la mi dona” e “Tango imbezèl”. Fu un precursore delle cover dialettali, su tutte New York, New York di Liza Minnelli (“Ad vag a Neviork!”). Negli anni Settanta e Ottanta, il concerto gratuito di Ferragosto per i bolognesi rimasti in città era un classico: sempre lui, Dinone.
Però sempre secondo Wikipedia, nel 2007 è morto solo e in povertà. Pensa la vita. Ecco, adesso sono triste. Forza Bologna.

METEORE (di David L. Lucardi)
Se penso al Bologna, penso a due nomi, rimasti nella memoria dei ComunqueMilan. Il primo magari di meno, ma a ben donde: Dario Smoje. Chiii? Lo spilungone croato che “mi ricorda Collovati”, che nella gara di ritorno del 97/98 ebbe la colpa sui tre gol rossoblu (la sera, i Gialappi, al momento del rigore del 3-0: “Tira Smoje direttamente?”). Un anno dopo, e tocca ad un’altra sciagura avere un legame col Bologna: Bruno N’Gotty. Stavolta però, in positivo: suo il gol del definito 2-3 all’ultimo minuto, fondamentale per lo Scudetto.

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One Comment on “Terapia di gruppo – BOLOGNA
  1. LA PRIMA VOLTA
    Il Bologna è il mio debutto a San Siro: 22 febbraio 1976, Milan-Bologna 3-1, rete di Benetti e, soprattutto, doppietta di Egidio Calloni. Un segno: se ha fatto una doppietta Calloni, Milan-Bologna sarà sempre partita latrice di positivo stupore. E così è stato, tra celebrazioni di scudetti (1979), goleade (1991) e vittorie-trampolino di lancio (Bologna-Milan 1-3, rete di Ngotty, figuriamoci). Il tutto condito spesso e volentieri da tepore primaverile di fine campionato.
    Però Milan-Bologna è anche un termometro. Le rare volte che ci battono significa inevitabilmente annata grama. Dalle tre pere in casa Bologna del 1998, all’1-2 targato Valiani del 2008, se perfino loro ci prendono in giro, allora facciamo veramente schifo.
    Quest’anno il Milan è così impalpabile e la disaffezione verso la dirigenza così tangibile che anche se ci battessero diremmo semplicemente “embè”, senza incazzarci. E questo è molto triste.

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