Chi vuol essere proprietario?

Buona camicia a tutti.

Grandi interrogativi e congetture su un imminente cambio di proprietà del Milan: dopo oltre 26 anni Silvio Berlusconi sembra pronto a passare la mano e fuori dai cancelli di Milanello i possibili compratori si accalcano neanche fosse uscito l’iPhone 6. Noi di ComunqueMilan – che siamo notoriamente ben informati – possiamo anticiparvi gli identikit dei candidati maggiormente indiziati.

Oleg Vladimirovic Deripaska, russo, 44 anni. Secondo Forbes è il nono uomo più ricco del mondo, anche se si attendono le conclusioni della Procura di Mosca sull’indagine “Forbesopoli”, istruita dopo una denuncia di Massimo Moratti. Ha un patrimonio personale stimato intorno ai 20 miliardi di euro ed è uno dei dieci uomini al mondo a conoscere l’ingrediente segreto della Coca-Cola anche se, a causa di alcune forti amnesie che lo perseguitano fin da giovane, se lo dimentica di frequente. Il suo piano: diventare proprietario del club vincendolo a scacchi contro Galliani. Sua cugina Tatjana è stata bond-girl in un vecchio 007 del 2005, Operazione Comasina, in cui il protagonista era interpretato da Walter Nudo – film mai uscito a Occidente per l’ostracismo della NATO.

Hamad bin Khalifa Al Thani, emiro del Qatar, 50 anni. Ha undici mogli e a ognuna di loro ha intenzione di intitolare un settore di San Siro (anche se stanno già nascendo le prime gelosie per la prescelta cui verrà dedicato il secondo anello arancio). Ha un patrimonio personale stimato intorno ai 50 miliardi di euro; controlla in via diretta e indiretta il PSG, il Malaga, il Manchester City, i Los Angeles Clippers e un multisala a Pioltello dove proiettano in continuazione le puntate de L’onore e il rispetto doppiate in arabo. E’ la pista più accreditata, l’unica sulla quale ci sono prove ed elementi fondati: in una conversazione telefonica rubata dalla stampa lo scorso weekend, Berlusconi congedava un misterioso interlocutore con queste parole: “Tarapia tapioco come se fosse Al Thani”.

Ebenezer Mayweather, americano, 89 anni. Magnate del frumento e proprietario della “Mayweather Associates”, impresa messa su da suo nonno Leopold che, secondo alcune leggende popolari del Midwest, fu il primo uomo a pronunciare sul letto di morte la frase “Qui una volta era tutta campagna”. Ha un patrimonio personale stimato intorno ai 90 miliardi di euro; è malato di cataratta e sordo dall’orecchio destro – il che sta un po’ rallentando la trattativa. Ha in mente di esportare in Italia il metodo e la professionalità dello sport USA: stadi polifunzionali, niente retrocessioni, partite di tre tempi da 30 minuti l’uno per aumentare la raccolta pubblicitaria e sugli spalti Red Bull al posto del Borghetti. Suo figlio Ebenezer jr è il direttore di Rock TV USA.

Carlos Floro Flores, sudamericano di origini incerte, 66 anni. Facoltoso fazendero diventato miliardario negli anni ’60 dopo il matrimonio con la ricca Grecia Colmenares, ha instaurato dal 1977 un regime dittatoriale in Bolivia di cui nessuno dei media ha mai parlato solo perché ha dei grossi mustacchi che lo fanno sembrare simpatico e incapace di far male a una mosca. Ha un patrimonio personale stimato intorno ai 115 miliardi di euro, ma non è intenzionato a investire nel calcio: con lui il Milan batterebbe la strada dell’azionariato popolare e non potrà permettersi stipendi superiori ai 2 mila euro al mese. In realtà è un despota sanguinario che, qualora diventasse presidente, ha in mente di sottoporre la curva Sud a estenuanti sessioni di torcida sul modello delle tifoserie della Coppa Libertadores.

Andreas Neroburning, norvegese, 24 anni. Pirata informatico tra i più temuti al mondo, si fece un nome nel 2001 hackerando in soli 12 minuti il sito ufficiale dell’IKEA (è lui il responsabile di tutti quegli oggetti dai nomi buffi che da allora nessuno è mai più riuscito a modificare). Oggi ha un patrimonio personale stimato intorno ai 240 miliardi di euro, molti dei quali ottenuti scoprendo un algoritmo per convertire in corone norvegesi i soldi virtuali di Facebook. E’ un grande giocatore di Football Manager e sembra che abbia convinto Berlusconi a vendergli il Milan mostrandogli la carriera da allenatore del Palermo, con tanto di Champions League vinta dopo tre stagioni – ma i maligni sussurrano che abbia taroccato il file .exe sostituendo Zamparini con Giorgio Napolitano.

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