#VeronaMilan, le Pagelle Che Non Lo Erano

L’omaggio a Game Of Thrones era un po’ inevitabile, visto anche che su Casa Berluskeon incombono fatali presagi. Lo stemma del biscione è calpesto e deriso in ogni dove, e quest’anno concede addirittura 4 punti a una casata che era retrocessa già ad agosto. Il che ci induce a limitare il campo, per le nostre Pagelle Senza Voti, a paragoni coi personaggi autenticamente grami e sfigati del Trono di Spade. Per fortuna ce n’è in abbondanza.

Donnarumma – TALISA (alias: la moglie di Robb Stark) (non per molto)
Potevi avere il meglio, ma ti sentivi infermierina e hai mollato la famiglia per lenire le sofferenze dei meno fortunati. Ti vogliamo bene, e ringraziamo per i miracoli che riesci a fare. Ma hai scelto decisamente male di chi innamorarti.
De Sciglio – OBERYN MARTELL (alias: il Borgia wannabe)
Finalmente ha la sua occasione: ci si butta con l’aria di chi è arrivato per spaccare il mondo. Toh, guarda: tempo due-tre puntate, ed è il mondo che spacca lui.
Antonelli – RENLY BARATHEON (alias: quando il gioco si fa duro, lui trapassa)
Arrostito da qualche fantasma. Tipico di lui.
Romagnoli – VISERYS TARGARYEN (alias: oro colato) 
Che tu fossi destinato a regnare sui sette campionati, nessuno sano di mente lo ha mai pensato. Ma da qui a sembrare, puntata dopo puntata, un totale interdetto privo di autorità, ce ne passa. Il rigore del pareggio è tutto sommato il meno grave dei suoi peccati, ma resta un peccato: perché un arbitro vuole vedere un fallo di mano, invece che uno spintone altrui, soprattutto quando quell’arbitro pensa che un tizio che ha veramente sangue di drago non farebbe mai fallo di mano (né si farebbe spostare come un fuscello) in una situazione del genere.
Zapata – HODOR (alias: “Hodor!”)
Non è esattamente un uomo di scienza, ma c’è quando serve.
Abate – LORD OF BONES (alias: quello che fa il grosso – salvo rimanere giù a passatoia)
Anche se sembra impegnarsi per la causa, non è chiaro quanto sia utile a detta causa. Come un tizio con un teschio in faccia, è appariscente; malgrado ciò, raramente abbiamo visto un senatore del Milan meno carismatico. Perlomeno Bonera era un ruffiano spione come Ditocorto Baelish.
José Mauri – SER LORAS TYRELL (alias: il Cavaliere Fiorellato)
Boh, sarà anche un valente spadaccino, ma più che battagliare lo vediamo sbattere gli occhioni. Detto questo, dà la sensazione di essere meglio di certi ceffi che abbiamo visto a corte. Ma al precedente allenatore proprio non garbava: forse era andato a letto con qualche sua congiunta – o congiunto.
Montolivo – SANSA STARK (alias: svegliati, babbea) 
Sognava di essere una principessa. Il massimo che si può dire di lei, è che è sopravvissuta a uno schifo impressionante mantenendo un bel faccino – ma finora è oggettivamente spettatrice passiva di tutta la sua carriera calcistica. Il suo maggiore momento di eroismo è di fatto l’emblema della sua sfiga: quando si spacca nell’amichevole pre-Mondiali.
Kucka – EDDARD “NED” STARK (alias: sì, l’inverno sta arrivando, ma fidati: non sarà un tuo problema)
Puntare su di lui si rivela un errore: è un soldato leale e tutte quelle balle lì, ma è un soldato stanco, stolido e poco furbo. Annaspa tristemente dall’inizio alla fine, fino a quando i mostriciattoli Lannister che compongono il centrocampo gialloblù non pronunciano la sentenza.
Honda – GARED (alias: il tizio nel posto sbagliato al momento sbagliato)
Come lo sfigato che incappa nei White Walkers nel prologo, è lo sfortunato motore di avviamento di ogni cosa: prende il palo su cui Menez ribadisce in rete, commette il fallo di mano su cui Siligardi mette il pallone nel sette. Si impegna, onestamente non si può dire che non ci tenga. Ma il destino con lui è abbastanza infamone.
Menez – THEON GREYJOY (alias: beh, dov’è il tuo pingone ora?) 
Pensa di essere il più brillante bastardo in circolazione – la realtà dimostra che si sbaglia di grossissimo. Spiace persino che prenda poche legnate.
Bacca – CATELYN STARK (alias: quando gli déi vecchi e quelli nuovi convengono che gli hai rotto i *******)
Lo abbiamo difeso quasi tutto il campionato – ma Gesùfestante, ne facesse una giusta. E ne fa un sacco, questo è vero: ma riesce a prendere ogni singola volta la decisione peggiore. La rabona che fa tanto scandalo in fin dei conti è un peccato veniale (visto che sa di avere un sinistro che fa schifo) rispetto, per esempio, a un passaggio di tacco in area a Menez (forse per rinfacciargli i suoi due tacchi precedenti?). La cosa drammatica è che pare sinceramente convinto di fare tutto quello che può per il bene della sua famiglia. In quanto famiglia, ci sentiremmo di dissentire.

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