Verona-Milan 3-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

È ormai assodato che gli déi dell’Olimpo ce l’hanno col Milan, e hanno deciso di punirlo con suprema severità per le sue colpe – ma si sa che gli déi dell’Olimpo sono dei capricciosi lazzaroni i quali, quando non sono impegnati a cornificarsi o farsi dispetti, quando scelgono un bersaglio ci si accaniscono anche molto oltre le sue colpe, perché ci hanno preso gusto. Tentare di ingraziarseli è inutile: i Greci hanno tentato a lungo di farlo negli anni migliori della loro vita e guardate come sono messi. L’unica cosa da fare è aspettare la caduta degli déi – perché di aspettare che le Muse sorridano a questi giocatori, dubitiamo sia il caso. Se non altro, Verona-Milan ci ha fatto capire abbastanza chiaramente quale divinità sia ostile a un particolare milanista.
 
Donnarumma – ZEUS
È piuttosto evidente che per lui si è scomodato il Boss in persona. Nessun gol può essere considerato realmente colpa sua ma è altrettanto chiaro che nel modo in cui prende il primo – la carambola fra traversa interna e gomito sinistro – c’è tutto il subdolo sadismo del gioviale Giove.
Calabria – MERCURIO
Avendo visto il suo veloce rinnovo di contratto, il dio dai sandali alati gli mette il piombo nelle scarpe, inchiodandolo a una rimarchevole lentezza di movimento e di pensiero.
Romagnoli – APOLLO
Il dio della conoscenza, della scienza e delle arti, della luce e dell’ordine gli rovescia voluttuosamente sul capo quella che la nazione da qualche anno è solita definire “ignoranza”: forse lo vede sempre più somigliante al figlio, l’inconcludente Apelle (finito nell’interregionale ellenica a causa della cocciutaggine nell’allenarsi con una palla personalizzata). Graziato dall’arbitro quando una riserva dei penultimi in classifica lo semina con facilità.
Bonucci – GIUNONE
La dea delle unioni, dei matrimoni, dei legami e della famiglia, unitasi con rara perspicacia a un artista delle corna come Zeus, è nota per lo stalking nei confronti delle amanti del marito, ma mostra di avercela anche con il capitano per il modo in cui ha tradito la sua Signora. Per fare un esempio, in altri tempi la sua zuccata su calcio d’angolo sarebbe entrata – qui, lo si è visto benissimo, la porta si è spostata due metri a lato.
Rodriguez – URANO
Il patriarca al quale il figliolo Kronos taglia il pistolino è chiaramente il suggeritore che convince Gattuso a sostituirlo e mettere al suo posto Borini: si riconosce lo stile.
Kessié – ATENA
La déa secchiona gli spegne la luce ogni volta che deve mettere il cervello in una giocata.
Montolivo – MORFEO
E a proposito di cervello, quello del nostro centrocampo, palesemente affaticato dopo un primo tempo in effetti discreto, appare intorpidito sin dall’inizio della ripresa e il dio dei sogni lo manda a dormire con le galline – del resto anche in campo stava visibilmente sonnecchiando insieme ai polli.
Borini – DIONISO
Il protettore di chi gozzoviglia lo manda in ciucca completa: per ogni veronese che agisce dalle sue parti è un festino. In effetti il suo tasso di ubriachezza è tale che gli basta alitare sul fiero Ferrari per farlo crollare esanime per alcuni drammatici minuti.
Bonaventura – CAOS
Sembra perennemente in preda a un fervore incontenibile, dal quale non esce mai calcio lucido; molto più razionali i veronesi che cercano di coinvolgerlo in qualche rissa sapendo che come Marty McFly mollerà tutto per buttarcisi a pesce.
Suso – MARTE
Il dio della guerra scatena in campo agguati di ogni tipo e interventi apertamente bellicosi, ma li nasconde agli occhi di Orsato, togliendogli per contro la benda in occasione della sua incauta entrata su un polpaccio gialloblù a partita finita. Forse la punizione per non aver più nel piede un’arma letale, né da lontano né da vicino.
Kalinic – AFRODITE
L’amore dei milanisti, è evidente, gli sarà sempre precluso. Strano, il suo gioco è così afrodisiaco.
André Silva – POSEIDONE
Ma d’altra parte, il nume fràcico che tenne Ulisse lontano da casa, ha deciso di tenere il nostro Ronaldo lontano dal gol. Per il quale a dire il vero lui non pare nutrire una lancinante nostalgia.
Cutrone – KRONOS
Lui ha come nemico il più preoccupante di tutti, il tizio che divorava i suoi figli: è vero che nessuno dei nostri attaccanti produce granché, ed è forse è una flebile tesi quella secondo la quale, giocando nel primo tempo, avrebbe messo a segno almeno una delle occasioni create. Ma è pure vero che mercoledì al Verona, in Coppitaliatim, aveva fatto un gran gol. Così, il suo destino inizia a preoccuparci in questo periodo in cui sembra di veder vivere una favola tanti figli del Milan approdati altrove.
Locatelli – VULCANO
Il fabbro degli déi gli manifesta la sua ostilità tenendolo fuori da una mischia nella quale fioccano le martellate a lui care, riservandogli viceversa una parte di match per nulla incandescente – anche se curiosamente, è proprio quella in cui Orsato diventa apertamente uno Stromboli.

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