Venezia-Milan 0-3: le Pagelle Che Non Lo Erano

Venezia! Accidenti, peccato che abbiamo smesso di dedicare le Pagelle Senza Voti alle bellezze delle città che ci ospitano (nel caso dell’Inter: Vimercate. Nel caso della Iuventus: il Lussemburgo). Ma possiamo fare un mezzo strappo: a Venezia c’è un famoso festival del Cinema, e a Venezia sono stati girati moltissimi film, alcuni dei quali abbiamo persino visto: ad essi sono ispirati i giudizi sulla gradevole pellicola per famiglie andata in onda nella Laguna.
 
Maignan – SPIDERMAN: FAR FROM HOME
Voi l’avete visto? Se sì, è solo perché ci tenevate DAVVERO a vederlo.
Florenzi – SENSO
Film del primo dopoguerra che ha avuto mille problemi, ostacoli e censure ed è stato molto discusso – ma poi lentamente ha avuto la sua rivincita di critica e pubblico – certo, se lo mostrassero al pubblico di oggi, in un tempo inferiore a quello servito al Milan per segnare rimarrebbe davanti allo schermo un numero di spettatori inferiori a quello dei difensori disponibili. Il regista Visconti era conte, ma Florenzi è cavaliere – forse per motivi di nobiltà acquisita l’arbitro gli commenda la vistosa trattenuta in area a Henry.
Gabbia – NOSFERATU A VENEZIA
Un senso di angoscia accompagna ogni sua apparizione. Lui ha l’accortezza di giocare con la massima attenzione, in modo che i suoi limiti non ci facciano finire in una bara – ma quando la sete di sangue si fa irresistibile non resiste, e va a prendersi un’ammonizione sulla fascia nel primo tempo.
Kalulu – PANE E TULIPANI
Uno dei capisaldi dell’epoca d’oro dei “Film carini”, cosiddetti perché gli spettatori si guardavano durante i titoli di coda dicendo “Carino!” – se solo qualcuno girasse ancora questi film diremmo “Kalulu!”. In un mondo difficile, la sua dolce relazione con Gabbia continua a regalarci momenti edificanti.
TheoHernandez – TUTTO TUTTO NIENTE NIENTE
Non rischia niente niente in difesa – e questa è una notizia fragrantissima – ottiene tutto tutto in attacco, con lo sfondamento in area che porta al provvidenziale raddoppio, e con l’autorevolezza da capitano con cui trasforma il rigore (ottenuto perché Svoboda aveva smanacciato il suo tiro in porta). Detto questo, se qualcuno ha visto il film può controllare se davvero è stato girato a Venezia? C’era scritto su Wikipedia. Oh, non fate quell’aria schifata, non è colpa nostra se si giocano partite ogni tre ore e finite le pagelle di una bisogna correre a fare quelle di un’altra. Anzi, iniziamo ad avere comprensione per chi lavora a Gazzetta e Corriere dello Sport (ok, non è vero. Nessuno può averne).
Bakayoko – COLPO DI FULMINE
In questo film Jerry Calà aveva una tenera cotta per una ragazzina di 11 anni – se uscisse oggi la gente lo inseguirebbe con un bastone, cosa che dovrebbe fare per aver girato Vita Smeralda (dove però aveva dimostrato coraggio da autore di livello, facendo recitare l’amico Lele Mora). Ma non è importante, a noi interessa solo il titolo, perché tra il milanisti e Bakone sta (ri)scoppiando un inaspettato e quasi imbarazzato colpo di fulmine. Non sbaglia quasi niente e recupera un sacco di palloni – va detto che la partita si svolge ai ritmi a lui più graditi e che il centrocampo del Venezia non brulica di maestri pedatori. Però comincia a dare affidamento, insomma vederlo non evoca Chicken Park (sì, è sempre di Jerry Calà) (4 milioni di spettatori per la prima visione su Italia Uno) (poi dicono che 25 anni fa la gente era più intelligente).
Tonali – LA CHIAVE
Un po’ perché è la chiave del nostro gioco, un po’ perché ormai siamo nel soft-porn: vederlo così sfrontato è uno spettacolo lussurioso che andrebbe riservato a chi ha più di 18 anni – gente che ha visto Essien, Muntari, Poli, Van Ginkel e Bertolacci.
Saelemaekers – LA VENEXIANA
A quanto pare a Venezia c’è una percentuale di donne nude superiore ad altre città: in questo film, la protagonista si rivela un tantino smaniosa e accalorata, un po’ come il nostro fiammante fiammingo, del quale nel primo tempo gli interisti invocano l’espulsione (…sì, giocavamo contro il Venezia, ma ci siamo capiti) ma sarebbe stata oggettivamente un po’ severa. Ciò non toglie che Pioli faccia benissimo a toglierlo nell’intervallo, perché quella di rischiare il cartellino senza nemmeno accorgersene è una sua caratteristica preoccupante.
Leao – TUTTI DICONO I LOVE YOU
Riparte da dove aveva cominciato con la Roma: devastando una difesa avversaria. Nel primo tempo raccoglie anche poco rispetto a quanto produce. Nel secondo, dopo aver mandato in area Theo per il raddoppio, raffredda i motori in attesa delle prossime sgasate. In questo momento, a due anni e mezzo dal suo arrivo, a ventidue anni e mezzo, è uno dei giocatori per i quali i milanisti pagano volentieri il biglietto. È un modo di dire: di biglietti per un po’ non se ne parla.
BrahimDiaz – ANONIMO VENEZIANO
Coraggio: passerà ‘sto long covid, e ‘sto anonimato.
Ibrahimovic – INDIANA JONES E L’ULTIMA CROCIATA
Il vecchio eroe compie impeccabilmente l’ennesima impresa: lascia i riflettori a un partner d’eccezione (nel film, Sean Connery) ma il replay lo mostra mentre va in accelerazione nel punto migliore in cui farsi servire da Leao. Entra anche nell’azione del rigore, poi poco altro, ma ritrovare il gol per lui è un’ennesima bevuta dal Santo Graal. PS: se non siete pratici della città, è bene specificare che quello che leggete sulla testa di Harrison Ford non è un fumetto.
Messias – VENEZIA, LA LUNA E TU
La luna senza farsi troppo notare condiziona le maree, lui entrando, senza farsi troppo notare riporta la marea veneziana nella sua metà campo dopo che alla fine del primo tempo iniziava a suscitarci qualche piccola ansia. Del film possiamo solo dire che ci sono Alberto Sordi e Nino Manfredi che parlano con accento veneto: erano gli anni visionari del cinema italiano.
Rebic – CASANOVA
Non ricordiamo benissimo cosa abbia fatto, siamo completamente sedotti.
Giroud – SESSOMATTO
Il suo ingresso fa pensare a un film che è sostanzialmente sinonimo della Rete Quattro. Che invece purtroppo, non arriva.
DanielMaldini – CORTESIE PER GLI OSPITI
Entra per dare un po’ di respiro alla difesa del Venezia.
Stanga – I PINGUINI DI MADAGASCAR
Quando questo film è uscito al cinema, lui aveva 12 anni. Speriamo di rivederlo spesso nei prossimi anni – cosa che con tutta la stima possibile per Rico e Kowalski, non possiamo dire del film.

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