Udinese-Milan 0-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

Siamo favoritissimi dagli arbitri e fortunatissimi, lo dicono i tifosi di certe squadre (curiosamente, sempre quelle) quindi dev’esser vero; ma oltre a questo, siamo anche sanissimi. Tant’è che ai giocatori di Udinese-Milan abbiamo voluto dedicare Pagelle Senza Voti ispirate da alcuni ospedali e cliniche italiane, basandoci sulle loro caratteristiche risultanti dal PNE, Piano Nazionale Esiti curato da Agenas, agenzia sanitaria delle Regioni, per il ministero della Salute – istituzione di cui ci fidiamo relativamente, perché siamo del parere che ogni malattia sia causata dall’Europa e che per curarsi basti internet.

Donnarumma – OSPEDALE GUGLIELMO DA SALICETO di PIACENZA
Rinomato per i problemi di udito, gli torna utile per sentire il fischio dei palloni tirati rigorosamente fuori dagli avversari (compreso quello su cui esegue l’unico plastico ma inutile volo della serata), ma soprattutto, finalmente, le fatidiche parole “clean sheet”.
Abate – ISTITUTO ORTOPEDICO GALEAZZI di MILANO
Quando entra in campo, ci prepariamo a stare in ginocchio per tutta la sera e prenotiamo un intervento di sostituzione del ginocchio dagli specialisti opportunamente situati nel ridente (anzi, sghignazzante) quartiere di Bruzzano, dove le ginocchia le spezzano spesso. E invece no! Confermando che è destinato a farci impazzire, gioca una partita difensiva attenta e precisa, pur non proponendo granché in avanti – però gente, siamo già commossi così.
Zapata – PRESIDIO OSPEDALIERO LANCISI di Ancona
I maestri del bypass, indispensabili per soccorrerci quando 1) lo vediamo in campo 2) in anticipo su Pussetto, rallenta quel tanto che basta per farsi superare, ed è costretto a trattenerlo 3) viene bevuto di nuovo verso la fine del secondo tempo, ma avendo capito il metro dell’arbitro si accascia appena sente la nanotrattenuta dell’avversario alle braghette. Con lui titolare otteniamo il primo clean sheet. Al solo pensiero ci parte un embolo.
Romagnoli – BAMBIN GESU’ di ROMA
Il 23enne capitano ci porta quattro punti in quattro giorni e sempre all’ultimo disperato tentativo: in questo periodo, come l’ospedale romano che rimette in piedi i bimbi, deve avere la protezione del Vaticano se non direttamente del personaggio che dà il nome alla struttura.
Rodriguez – CLINICA DI DENTI CHE MIGLIORE DI MONDO di UNGHERIA
Come recitano gli scrupolosi depliant delle affidabili strutture del furibondo Stato magiaro (un modello per il nostro Paese), “Tu vieni qui noi sistema e non senti dolore e inizi di mordere bene”. Rispetto alle ambasce con la Samp, non ci fa sentire dolore in difesa; certo morde pochissimo in attacco, ma vogliamo continuare a credere che prima o poi ci farà sorridere a quaranta denti.
Kessié – OSPEDALE CIVICO di PALERMO
Come l’ospedale talmente far west che se ne sta occupando l’Esercito, è al centro di una spirale di violenza: viene continuamente puntato dai tacchetti degli udinesi, in compenso è ammonito dall’odoroso Di Bello non appena sfiora il boia De Paul in persona. In queste condizioni riesce comunque a evitare emorragie a centrocampo.
Bakayoko – CASA DI CURA LE BETULLE di APPIANO GENTILE (Co)
Chiunque dopo gli insulti ricevuti finora si sarebbe dovuto servire della nota clinica psichiatrica (che sorge, tra l’altro, in una località ben nota a nevrotici e maniaci). Lui invece, sereno e serafico scende in campo e sciorina un ordinato compitino che si piazza nelle posizioni più alte nella ricca storia dei nostri centrocampi di emergenza. Incredibilmente, può stare in campo cento minuti senza che si rendano necessari psicofarmaci. Da parte nostra, intendiamo.
Laxalt – ISTITUTO GASLINI di GENOVA
Ha dei pregi, ma statistiche alla mano è anche uno dei luoghi dove rischiate un cesareo pure se siete il padre del nascituro; allo stesso modo il rasta uruguagio è l’unico dei nostri che cerca la soluzione più veloce, solo che ha l’aria di farlo pur di non essere costretto a pensare. Ottima la palla che manda al tiro Cutrone a fine primo tempo, comunque.
Suso – CENTRO CARDIOLOGICO MONZINO di MILANO
Il posto migliore per un’angioplastica coronarica, quasi indispensabile dopo averlo visto giocare con l’Udinese. Si crea occasioni anche più ghiotte di quelle con le quali ha fatto gol contro le genovesi, ma forse sono troppo facili per lui – con quella del secondo tempo particolarmente nociva per i nostri cuori. Ma non è nulla rispetto a quelle esitazioni e quei passaggi con Romagnoli nell’azione decisiva. Speriamo che quelli di voi che sono stati ricoverati prima del tiro siano stati raggiunti dalla notizia del gol. Prima di spirare.
Higuain – OSPEDALE SACCO di MILANO
Nato per le epidemie, è il luogo migliore per portarci lui e tutta una squadra che ha una malattia infettiva perniciosa: lo sfigoma (detto anche “morbo di Redondo”). Ogni due giorni contagia uno dei nostri, tranne Halilovic che sta benissimo, e questo malgrado Gattuso si preoccupi personalmente di farlo dormire all’umido.
Cutrone – HUMANITAS di ROZZANO (Mi)
Partita da centroboa, spesso spalle alla porta, si tira addosso i difensori avversari e fa sponde: non può fare molto di più. Ne nasce una prestazione a basso tasso evolutivo, ma con la determinazione di chi ha voluto portare l’Humanitas in un luogo i cui abitanti in molti casi non sentono una particolare necessità di qualificarsi come umani.
Castillejo – AZIENDA OSPEDALIERA CAREGGI di FIRENZE
Forse l’ospedale più eclettico d’Italia, tra le eccellenze in svariate categorie: se entrate con una frattura al perone vi sistemano anche il cuore, il naso, e quel noioso tumore al polmone. Entra al posto di Higuain e stiamo già chiedendo la direzione della camera mortuaria, invece la nutria bionda inizia a sciabordare ovunque, rincorrendo avversari, puntando l’area, e tirando pure decentemente. Se nel secondo tempo portiamo la partita nella metà campo udinese è soprattutto merito suo.
Borini – STUDIO SANTANCHE’ di MILANO
Ingresso onesto e utile, per una volta. Forse il problema è che come dimostrano quei capelli da imbecille, vuole essere bello – ma è un errore! Che coltivi di più la sua bellezza interiore. Deve pur averne, nascosta da qualche parte.

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