Torino-Milan 2-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

Stranamente, in anni di Pagelle Senza Voti non avevamo mai pensato di associare il distinto quadrupede alla squadra del capoluogo piemontese (…non ci pare ce ne sia un’altra – altrimenti, ieri sera avrebbe presentato il suo buffo logo in tale città invece che a Milano, giusto?) e quindi alla prestazione dei nostri nel relativo cimento. Oggi colmiamo questa lacuna, tirando anche un sospiro di sollievo, perché quest’anno con i granata abbiamo chiuso: per quanto noi in questa fase della nostra vita si faccia a meno del rosso nelle maglie, i cuoritori solo vedendoci partono alla carica con una determinazione che non sfoggiano in altre corride.
 
Donnarumma – TATANKA YOTANTA aka Toro Seduto
Nel momento più difficile, si oppone al Settimo Cavalleggeri e riesce a riunire la tribù allo sbando, favorendone la riscossa. Speriamo che la sua carriera non finisca in un Circo Barnum ma tra noi che siamo pellerossoneri come lui, e che da anni non avevamo un Grande Capo.
Abate – TORO LOCO di Piero Pelù
Scoppiettante canzone del periodo solista dell’illustre fustigatore di matite copiative: stranamente non è diventata un inno sempiterno, nonostante il testo suggestivo (“Toro loco, hai quel fuoco, hai quel sole e le parole / Come fare, cosa dire, devi solo farti capire – Ehi tu, ma stai scherzando?”). Ignazio ieri sera ha mostrato tutto il generoso delirio di cui è capace: hard rock davanti, rock demenziale dietro.
Paletta – JAKE LA MOTTA
Rischia il KO alla prima ripresa quando vedendo Obi nei paraggi decide di tirargli una pallonata (non ci sentiamo del tutto di biasimarlo). Incassati, come del resto tutta la squadra, tutti i cazzotti possibili, ecco che a metà incontro inizia ad accanirsi sull’avversario sia in difesa che in attacco, risolvendo di forza pura diverse situazioni. Meriterebbe il gol, ci porta un rigore – per il quale esulta in modo emblematico: come il Toro del Bronx, detesta perdere. toro galleria
Romagnoli – MOSAICO IN GALLERIA
Al centro della Galleria Vittorio Emanuele II si trova uno stemma raffigurante l’emblema della città della dinastia diversamente simpatica. E siccome la stima dei milanesi nei confronti dei Savoia è sempre stata tantissima, anno dopo anno il mosaico in questione è stato impietosamente calpestato ai limiti del vandalismo in guisa di rito benaugurante, proprio in una parte piuttosto cara ai tori (beh, non solo a loro). Ecco, ieri sera Romagnoli è stato calpestato in ogni modo: da Iago Falque nell’azione del primo gol, ma anche poco prima da Belotti in un taglio che ci stava costando carissimo; da Benassi che lo ha infilato mentre era lì a guardia della linea di porta, infine da Tagliaventus che lo ha (giustamente) cacciato per aver nuovamente abbattuto Belotti. Che dire, speriamo che essere stato calpestato così a lungo gli porti fortuna – un po’ come capita quando ci si ritrova sotto le scarpe qualcos’altro (…che peraltro somiglia ancora di più alla sua prestazione).
Calabria – RED BULL
Più che la macchina, sembra la stupida lattina: offre una prestazione dolciastra, forse perché sovreccitato come la malsana broda austriaca. chargingbull
Bertolacci – CHARGING BULL di Arturo Di Modica
Una notte lo scultore italiano piazzò senza autorizzazione a Wall Street la sua rappresentazione del mondo degli affari. Noi, nel nostro piccolo, una notte ci siamo ritrovati a Milanello Bertolacci, e ci abbiamo visto la stessa allegoria. Finalmente è arrivato il suo primo gol, che gli somiglia tanto: esteticamente sconcertante, ma pieno di insistenza.
Locatelli – ASTERIONE il Minotauro
Si aggira a centrocampo come se fosse un labirinto e conducendo un’esistenza non particolarmente significativa, tranne quando stende qualcuno.
Pasalic – ALVARO di Fantazoo
Pacioso e inoffensivo, fornisce il più blando livello di intrattenimento immaginabile. E non stupisce più di tanto che abbia una storia con una tartaruga. alvaro fantazoo
Bonaventura – TOYSTORY
Così si chiamava il bovino di una tonnellata che fino a qualche anno fa in quel di Shawano, Wisconsin, ha provveduto a generare, nella sua carriera, 500mila figli. Anche diverse giocate di Jack sono feconde, ma è evidente che procede a spruzzi (pardon: a sprazzi).
Suso – RATÒN
El Toro Asesino, soprannominato “topo” in quanto piccolo ma letale: tre morti e decine di feriti tra coloro che lo incrociavano nelle arene spagnole. E tuttavia, pur spianando qualunque avversario incroci, non riesce a piazzare la cornata decisiva – per merito di Hart, o per la troppa fretta sotto porta nel primo tempo, oppure perché si fida più di se stesso che dei compagni nel nostro contropiede più limpido, nel secondo tempo.
Bacca – TAURUS (costellazione)
Lo si vede finalmente a occhio nudo: si sbatte parecchio, ma in un’area piena di Pleiadi il suo modo di brillare è ancora solamente su rigore. La quantità e qualità offerta dal centravanti degli avversari purtroppo la vede col telescopio.
Kucka – 21 APRILE – 20 MAGGIO (segno zodiacale)
È un segno di terra, e non a caso nei venti minuti concessi da Montella si occupa soprattutto di zappare.
Niang – BENICIO DEL TORO Benicio-Del-Toro
Per non sfigurare rispetto all’autentico cinema offerto nell’altra squadra dal suo gemello ideale Iturbe, decide di omaggiare le occhiaie più famose di Hollywood giocando come uno che non si regge in piedi dal sonno. Di Benicio capita a fagiolo anche l’Oscar per Traffic. Nessuna allusione alla droga, per carità: casomai al fatto che a Niang continuiamo ad attribuire la patente di genio solamente quando si trova in mezzo al traffico.
Vangioni – ZEUS
La mitologia ci insegna che Europa era sì principessa, ma anche un po’ vacca (cosa che alcuni rinomati partiti politici sostengono ancor oggi), sicché l’incontenibile dio greco pensò bene di travestirsi da toro per sedurla. Finora Vangioni si è travestito da bestia, ma ieri sera i più attenti avranno notato, nei cinque fantasmagorici minuti in cui è sceso tra gli umani, un paio di chiusure magistrali. Che sia un dio? Beh, giorno verrà in cui vi ricorderete di dove avete letto questa ipotesi per la prima volta. E quasi certamente anche l’ultima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.