Torino-Milan 1-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

Come da tradizione, modelliamo le nostre pagelle senza voti su un’importante realtà che caratterizza la città della nostra avversaria, in questo caso la FIAT, Fabbrica Italiana Automobili Torino (anche se in America pensano che stia per Fix It Again, Tony) e i suoi prodotti. Se a Torino ci fosse un’altra squadra forse penseremmo a qualcos’altro – però abbiamo indagato, e non ci risulta che esista.

DIEGO LOPEZ
Fiat Coupé. La cosa più bella che abbiamo in concessionaria. Chissà se possiamo permettercelo.
DE SCIGLIO
La Multipla. Ovvero la macchina coi bubboni – malata, imbarazzante, impresentabile. Non crediamo nemmeno più che ce lo vogliano rubare.
RAMI
Avesse le ruote, sarebbe una 850: una bizzarria mobile, la più strana delle utilitarie.
ABATE
La 500. Lo abbiamo sempre considerato un giocatore senza pretese, in realtà ci ritroviamo a constatare che ha più personalità di tutti gli altri.
ALEX
La 126 Station Wagon. Così come quella era stata l’idea giusta sull’automobile sbagliata, lui potrebbe anche essere il giocatore giusto, ma nella sostituzione sbagliata.
ARMERO
Non fate quella faccia: c’è crisi, la famiglia ha problemi di budget, quindi facciamoci andare bene questa Punto usata che ha fatto solo 125.000 km. E tutti col freno a mano tirato.
MEXES
Una Argenta. Il prezzo di listino è completamente demente di fronte alle prestazioni – ma è metallizzata come nessuna.
MUNTARI 
Come per la Stilo, il suo avvento è stato il primo, grande segnale del declino di una grande casata.
POLI
Proprio come la Panda è stato costruito per andare dal punto A al punto B, consumare poco e trovare parcheggio facilmente. O lo avevamo comprato per fare i gradassi e sfanalare in autostrada a quelli che vanno piano?
DE JONG.
La Palio. Perché ora tocca dire una cosa spiacevole. Ovvero: questo è un modello decente. Ma non è una fuoriserie. E’ giusto un’auto all’insegna del vorreimanonposso che se la tira da macchinone nelle aree depresse. Contro i granata riesce a mostrare un paio di accelerazioni grintose ma non gli riesce di trainare il centrocampo – e non in salita, ma in discesa, in vantaggio di un gol.
MONTOLIVO.
La Ritmo. (…voi capite che non potevamo esimerci dalla gag)
BONAVENTURA.
La Bravo. Contro il Torino è la versione a tre porte di se stesso – ovvero, la Brava.
MENEZ
La Uno. Cioè uno dei nostri ultimi prodotti competitivi. Ma non dovremmo chiedergli di portare undici persone. Perché poi, non c’è da stupirsi se il massimo che riesce a inventarsi è di piantarsi appena sente un contatto, e fingere l’incidente con l’assicurazione. 
NIANG
C’era una battuta che circolava quando circolava la Duna. Ed era: “La Duna è l’antifurto di se stessa”. Difficile aggiungere altro (eppure, ecco, lo stiamo per fare). Viene schierato nel tentativo di venderlo – ma chi potrebbe essere così disperato da comprarlo? Solo una società senza patente in mano a qualcuno che non vuole realmente guidarla. In sintesi: c’è qualcuno nella nostra situazione, là fuori?

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