Torino-Milan 1-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

Vedere Mazzarri mostrare l’orologio anche contro di noi è stato bello e foriero di soddisfazioni. Peccato che l’arbitro non lo abbia accontentato quanto avremmo voluto, perché il Milan, stanchissimo dal primo all’ottantanovesimo minuto, al novantesimo è finalmente sceso in campo fresco e pimpante, e forse con altri 10 minuti di recupero avrebbe aumentato i ritmi fino a segnare. Invece, semplicemente, l’allenatore del Toro ci stava avvisando che era tempo di svegliarsi. Ecco perché le pagelle di Torino-Milan sono dedicate agli orologi più famosi del mondo.

Donnarumma – BIG BEN
Giustifica la sua fama con un intervento forse ancora più incredibile di quello, enfatizzatissimo, su Milik.
Abate – MERIDIANA
Da un’altra epoca, giunge per ricordarci le imprese dei nostri antenati, che cinque anni fa lo osservavano perdere puntualmente il marcatore del gol (Pelè De Silvestri, eh), per poi vedersi altrettanto puntualmente negare da qualche dio severo ma non ingiusto il premio del gol-vittoria.
Zapata – STONEHENGE
Inspiegabile ma solido.
Bonucci – CLESSIDRA
Continuo, regolare più che perentorio. Forse sapendosi accompagnato da Zapata invece che da Romagnoli osa qualcosa di meno in fase propositiva.
Rodriguez – TORRE DELL’OROLOGIO di RITORNO AL FUTURO
Forse è presto per dirlo, ma è come se qualcuno avesse riavvolto la Storia: niente plutonio, ma ora il presente pare molto meno avvilente.
Biglia – TIMES SQUARE
Come la gran palla che scende la notte del 31 dicembre a New York, quando va giù finisce il nostro anno.
Kessié – GLOCKENSPIEL di MONACO DI BAVIERA
A imitazione delle statuine del venerando carillon, per tutto il primo tempo mette in scena con interessante realismo l’amena danza dei bottai – incluso il buffonesco rigore causato. Nel secondo tempo si riprende e gioca cerimonioso come la giostra per le nozze del Duca Guglielmo (detto il Pio) con Renata di Lotaringia.
Bonaventura – OROLOGIO DI BUTCH in PULP FICTION
Dopo esser stato a lungo custodito nel sedere del Milan, ci viene restituito; purtroppo questo non ci rende la vita più facile.
Borini – LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA di SALVADOR DALI’
Anche se gioca poco, sembra uno dei più sciolti. Surrealista, lo è sempre stato.
Suso – OROLOGIO BIOLOGICO
Boh, chi lo sa, forse vorrebbe avere un bambino.
Kalinic – THE DOOMSDAY CLOCK
Non è la sua peggior prova in rossonero, si sbatte e sembra intendersi un po’ meglio del solito con quelli che stanno dietro di lui, però anche stasera la porta non la vede mai, e ogni minuto lo avvicina alla Fine.
(del suo rapporto col Milan) (che per quanto ci riguarda, è la Fine di Tutto)
Locatelli – OROLOGIO DI TOPOLINO
A un certo punto intuisce dove gli avversari stanno per innescare il loro contropiede, e fa un anticipo pulitissimo; dopo di che, ha un’esitazione, come se lui stesso non se l’aspettasse, per poi partire dritto a ribaltare lui il fronte. Ecco, se solo si prendesse anche lui un po’ sul serio: per il suo compagno Calabria sta funzionando.
Cutrone – TIME (Pink Floyd)
Dopo una canzone rilassata (intitolata Breathe) e una canzone incasinata (Speak to me), entra in scena nel silenzio e per qualche istante è casino puro e gratuito – ma di lì a poco la canzone rossonera è meno rilassata e meno incasinata. E tuttavia, “The time is gone, the song is over, thought I’d something more to say”.
André Silva – APPLE WATCH
Bello, costoso, e – oh, voi avete capito cosa sa fare?

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