Spal-Milan 2-3: le Pagelle Che Non Lo Erano

Nell’ultima scena del film del campionato, è facile sovrapporre la prestazione offerta contro la Spal e la recitazione complessiva nelle mille partite o forse più di questo torneo interminabile che ci ha sfiniti come un film russo (…pensandoci, ne fanno ancora? O si limitano a produrre fake news?). Ma del resto, spesso nella battuta finale di una pellicola c’è un punto di arrivo, il momento del giudizio – e pertanto, queste Pagelle Senza Voti sono un po’ sull’ultima di campionato, e un po’ su tutto ciò che l’ha preceduta.

Reina – FRANKENSTEIN JR.
“Sempre libera degg’io, folleggiar di gioia in gioia…”
Prende due gol, uno bello e beffardo, l’altro difficile da intercettare, ma al di là di questo stranamente non dà la sensazione di sicurezza che ha dato altre volte, anzi a un certo punto nel secondo tempo sonnecchia invece che uscire in presa, rischiando di farci prendere un grosso Schwanzschtücker.
Abate – HARRY, TI PRESENTO SALLY
“Significa che dovremmo dimenticarci dei vecchi amici? O se li abbiamo dimenticati, che dovremmo ricordarceli? Il che non è possibile, visto che li abbiamo dimenticati – forse in realtà vuol dire che dovremmo ricordare che li abbiamo dimenticati, o qualcosa del genere. Comunque riguarda vecchi amici”.
Non una gran partita: a quanto pare le riserve dello zio, quest’anno utilizzato più del previsto a causa dei mille infortuni e altrettante squalifiche, sono finite qualche partita fa. Ma l’addio dell’ultimo superstite dell’ultimo scudetto avviene con una vittoria. E con questo, possiamo dimenticare di ricordare che non abbiamo dimenticato le volte che lui si è dimenticato di ricordare di crossare, o ricordare quelle in cui si è ricordato di difendere, o ricordare di dimenticare quando si è dimenticato l’uomo… Oh, beh, comunque addio, vecchio amico.
Romagnoli – ALIEN
“Parla Ripley, unica superstite del Nostromo. Passo e chiudo”.
L’ufficiale in comando chiude la pratica di un viaggio durato un anno, e a dir poco complicato – per la squadra e anche per lui, con tutti quei cartellini che uscivano dalle fottute pareti. Non sa bene chi farà parte del suo equipaggio l’anno prossimo, il che la dice lunga sulla qualità di quello da lui comandato quest’anno.
Musacchio – AMADEUS
“Mediocri di tutto il mondo, io vi assolvo… Vi assolvo tutti”.
La Spal è un concerto di cross in area – lui ne prende due o tre, ma è facile capire perché quelli continuano, giustamente fiduciosi di bucarci dall’alto.
Rodriguez – PSYCHO
“Non cercherò nemmeno di uccidere questa mosca. Spero che stiano guardando. Vedranno. Sì, vedranno tutto e diranno: “Caspita, ma non farebbe male neanche a una mosca”.
Chissà quante volte gli allenatori avversari, in 38 partite, più 6 di EuropaLeague, più 6 di Coppa Italia, si sono detti “Caspita, Rodriguez ci sta facendo proprio del male”, oppure “Caspita, dal lato di Rodriguez non c’è verso di passare”. Secondo voi sono più o meno di una su 50?
Bakayoko – THE TRUMAN SHOW
“Casomai non dovessimo rivederci, buon pomeriggio, buona sera e buona notte”.
Partita in cui non fa niente di sbagliato, ma nemmeno qualcosa che ci faccia venire la voglia spasmodica di riscattarlo. Ci è piaciuto per un po’, è vero, ma – per usare la vera frase finale del film, siamo pronti a passare ad altro: “Passami la guida tv”.
Kessié – BASTARDI SENZA GLORIA
“Sai che ti dico, Utivich? Questo potrebbe essere il mio capolavoro”.
Un assist, un gol su azione, uno su un altro rigore pesantissimo. Al nostro omone dai piedi di balsa, grande pila ricaricabile di questa squadra, non si può chiedere di più. Possiamo perdonarlo sulla punizione che porta alla parabola stregata del gol di Vicari: in area non è il più efficace dei marcatori, e i rigori lucrati dalle nostre avversarie grazie alla sua ingenuità ne sono la prova. Però tra quelli che quest’anno hanno dato quello che avevano e forse anche di più, c’è sicuramente il carrarmato.
Calhanoglu – LA COSA
“Perché non ce ne stiamo qui per un po’ ad aspettare, e vediamo cosa succede?”
Lo ha fatto di nuovo. Come l’anno scorso, è diventato il numero 10 nelle ultime partite di campionato. Contro la Spal un gran gol, viene da dire di autorevolezza. Ma dov’è stata quell’autorevolezza nel resto dell’anno – sepolta nel ghiaccio? Possibile che lo si debba aspettare COSI’ tanto? I nostri dubbi sulla sua vera identità, uomo o mostro zannuto, sono tanti. Però una cosa dobbiamo ammetterla: è più organico alla squadra di altri giocatori-chiave.
Borini – A QUALCUNO PIACE CALDO
“Beh, nessuno è perfetto”.
Si spolmona, fa casino, chiude, propone, sbaglia, recupera, si fa male. Non è quello che sognavamo da giovani, però ha tanta voglia. Non sarebbe sano di mente farne una pedina cruciale della squadra, ma non ci dispiace saperlo in rosa.
Suso – I SOLITI IGNOTI
“Peppe ma dove vai… dove vai? Peppe, ma ti fanno lavorare, sai!”
Ha rialzato la testa nelle ultime partite, dando un serio contributo per quei 12 punti che ci avrebbero permesso non di arrivare quarti, ma se non altro di ipotizzarlo. Nell’ultima partita invece è tornato al torpore. Jesus è croce e delizia, ma essendo Jesus, la croce prevale. La questione è: anche ammettendo di privarci di lui, a quale squadra potrebbe realmente far gola il genietto più intermittente che abbiamo mai avuto?
Piatek – FIGHT CLUB
“Mi hai incontrato in un momento molto strano della mia vita”.
Pensavamo col robot polacco di aver risolto il problema dell’autostima dei centravanti. Invece, queste ultime partite ci dicono che persino il pistolero cinico e spietato ha un alter ego che è preda di ansie e incertezze, soffre la mancanza del gol persino più della mancanza di palloni giocabili, e tende a cercare il rigore per sopperire alla mancanza di entrambi. Il che è il motivo per cui abbiamo vinto la partita, beninteso – ma non si era reso realmente pericoloso nemmeno in quella occasione. Ci preoccupa che possa diventare sensibile, lo rivogliamo stolido e letale.
Cutrone – MATRIX
“Dove andare ora, è una scelta che spetta a te”.
Depresso, deluso perché messo da parte dopo l’arrivo di Piatek – okay, spiace. Però qui i gol non stanno arrivando più. Contro la Spal ha una palla decente, e tira malissimo. Noi gli vogliamo un bene molto sessuale, e ci ostiniamo a crederlo un Predestinato – ma deve anche affrontare la sua dimensione attuale e lavorarci su, se vuole cambiare l’universo. Se vuole andare a fare il titolare da qualche parte, saremo molto dispiaciuti. Però in quale dimensione potrebbe essere titolare ora come ora, ci sfugge.
Conti – IL DR. STRANAMORE
“Mein Fuhrer, io cammino!”
Wow, è già qualcosa. Speriamo l’anno prossimo di vederlo anche giocare. Davvero. Lui e i tanti che non abbiamo potuto vedere.

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