Roma-Milan 1-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

Una partita che è stata una battaglia, con botte e urti e trattenute ed entrate ruvidissime e naturalmente le famose proteste milaniste, pericolosissime: hanno già ferito diversi arbitri e vanno punite con severità al primo accenno. Ecco quindi che per le Pagelle Senza Voti di Roma-Milan ci è venuto naturale ispirarci al Super Bowl disputato qualche ora dopo. No, non per il football americano – uno sport per signorine, perdonate il sessismo. Per gli half-time show, e le star che sono scese a dare tutto nell’arena.

Donnarumma – COLDPLAY e BEYONCE’ e BRUNO MARS e MARK RONSON e GUSTAVO DUDAMEL (2016)
E basta? Nessun altro? Lo show per il 50mo compleanno del Super Bowl vide sul palco una task-force persino esagerata, uno spettacolo deliberatamente esorbitante. Prende tutto quello che gli tirano, prende anche l’inaspettato tentativo di autogol di Musacchio ma sfiga vuole che il rimpallo vada addosso a Zaniolo. NON prende un cross facilissimo, ma è solo per regalare un altro momento di show sul corner che ne segue. I due punti che neghiamo alla Roma, sono nel suo armadietto. (…ah, en passant: Dudamel è il direttore della Los Angeles Philarmonic)
Calabria – BRUCE SPRINGSTEEN (2009)
Performance con poco spettacolo, ma tanto rock’n’roll, specie contro un invelenito Kolarov.
Romagnoli – ELLA FITZGERALD (1972)
Quando è in questa forma, a guardarlo giocare vengono in mente altre epoche e interpreti di altissima scuola, di cui si è perso lo stampo.
Musacchio – JANET JACKSON (2004)
Wardrobe malfunction! Si ritrova nudo davanti a tutti dopo uno strappo di Karsdorp sulla sinistra sul quale Schick fa la migliore giocata dei suoi ultimi tre anni. Scandalo enorme, ma dal quale speriamo si ripigli come Justin Timberlake più che come Janet Jackson.
Rodriguez – MAROON 5 (2019)
…Meh.
Bakayoko – TOM PETTY (2006)
Prestazione onesta, che ha il problema di incastonarsi tra prove un po’ grandiose (Paul McCartney l’anno prima e Prince l’anno dopo – tra l’altro con quella che è unanimemente considerata la performance migliore di sempre in un half-time show) (non possiamo confermare, non le abbiamo mica viste tutte). Alterna cose eccellenti a errori sconcertanti. Ma forse il problema è che ha alzato così tanto il livello del suo gioco che rivederlo semplicemente sufficiente è una delusione.
Kessié – BLUES BROTHERS (1997)
Più cose buone del solito, specie in difesa dove lo si vede più di una volta sbrogliare uscendo a testa alta come un signore – in compenso in avanti fa vedere il seguito scadente di un film memorabile: passa la metà campo, e si trasforma da John a Jim Belushi.
Paquetà – KATY PERRY (2015)
Imprevedibile e irresistibile come il leggendario Left Shark, lo Squalo Di Sinistra che andava molto allegramente per conto suo nella performance coloratissima della bambolona californiana. Al di là dello spunto per l’assist a Piatek, ha l’aria di volersi divertire col Milan quanto noi abbiamo voglia – e un po’ bisogno – di qualcuno che ci diverta. Peccato aspettare una settimana per vedere cos’altro sa fare.
Suso – BEYONCE’ (2013)
Ah, la nostra diva. E lo dice la parola stessa, le dive dividono. Sempre con quel fare sdegnoso, sempre con quelle sue mosse panterose, sempre adorata dagli adoranti adoratori – ma un po’ meno da chi non la trova una reginosa regina. Per onestà, due hit le ha pur piazzate, una in area della Roma e una sulla tre quarti. Ma l’arbitro la tradisce – persino più di quanto faccia Jay-Z.
Calhanoglu – ROLLING STONES (2006)
Dal palco linguoso più grande mai visto in un Super Bowl, grande e fatidico quanto un numero 10 su una maglia rossonera, poca roba (tre canzoni) e niente che ci ecciti come un tempo. No Satisfaction, davvero.
Piatek – LADY GAGA (2017)
L’ha buttata ancora dentro. Al primo (e in effetti unico) pallone utile. 24 ore dopo che tanti ci hanno irrisi davanti alla resurrezione di Higuain, mirabolante giustiziere del retrocessissimo Huddersfield a Stamford Bridge. Non ci illudiamo, questa cosa continuerà qualunque cosa succeda. Per capirci, già un’ora dopo la fine di Roma-Milan, il nonpiù milanista Ambrosini in una rete tv depressa insisteva che prima di lasciar andare Higuain bisognava riflettere un po’ di più. Ma cos’altro deve fare, spiccare il volo dal tetto dello stadio?
Castillejo – ELVIS PRESTO (1989)
Unico dei sostituti che giochi più di 10 minuti. In effetti ne gioca meno di 20 ma non resistevamo all’idea di associare le sue due-tre sortite in avanti, che mandano stranamente in confusione la difesa della Roma, al sosia prestigiatore di Elvis, sconosciuto e mai più rivisto, il cui bizzarro show, pieno di problemi tecnici, mandò in confusione il pubblico americano.

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