Parma-Milan 0-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

È iniziata la settimana che porta a Sant’Ambroeus, il 7 dicembre, giorno del patrono in cui a Milano si fanno due cose: 1) l’albero 2) la Prima della Scala (non quella del calcio, quell’altra, dove cantano). Le Pagelle Senza Voti di questo sospirato acuto che è stata Parma-Milan sono perciò ispirate tanto dall’opera rappresentata quanto dagli abituali e immancabili vip che impreziosiscono questo evento, prestigioso quanto una vittoria in trasferta.
 
Donnarumma – TOSCA D’AQUINO
Ok, non c’entra niente – lei con l’opera, così come lui con la partita. Però nessuno dei due si tira indietro quando c’è bisogno del siparietto di commedia all’italiana – nel caso del portiere, è quando Valeri lo ammonisce per aver perso due secondi in occasione dell’ultimo rinvio, dopo il gol, laddove Sepe fino a quel momento aveva fatto precedere ogni suo rinvio da lunghe telefonate a tutti i parenti a Torre Del Greco.
Conti – GIACOMO PUCCINI
Fermi tutti. D’improvviso, siamo di fronte a un Maestro. Soprattutto perentorio in difesa, va a chiudere e rubare palla su Gervinho, Kulusevski e Cornelius come il diversamente affabile compositore faceva con Mascagni e Leoncavallo.
Romagnoli – BEPPE SALA
Il sindaco è attento e tempista, sfrutta il lavoro altrui intervenendo (peraltro egregiamente) solo in un paio di situazioni scabrose. È vero che commette un errore in avvio, quando ha un’occasione grande come un’Expo – ma evidentemente l’occasione gli dà alla testa – ma cosa gli vuoi dire, quando la città vince e convince.
Musacchio – SERGIO MATTARELLA
Fermi tutti. D’improvviso, siamo di fronte a un Capo di Stato. Da dove salta fuori questo garante della difesa e rappresentante dell’unità milanista? Pensa di poter reggere per un settennato?
Theo Hernandez – VALERIA MARINI
Fermi tutti. Siamo di fronte al primo caso di terzino opportunista. Che davvero non si capisce cosa ci faccia lì il nostro terzino, davanti a tutti i nostri intellettuali di attacco e centrocampo, ma l’istinto gli dice che al galà della sobrietà milanese bisogna aggiungere una botta di glamour.
Bennacer – RICCARDO CHAILLY
Dirige l’orchestra con grandissima maturità: il 22mo compleanno ha fatto di lui un uomo esperto ed equilibrato, come del resto è capitato a tutti noi.
Kessié – ANGELOTTI (…con la G)
Il combinatore di casini dell’opera pucciniana – ma non gli si può nemmeno rimproverare molto, la buona volontà ce la mette e dà tutto quello che può dare. Però i suoi piedi sono repubblicani e il pallone è monarchico.
Bonaventura – CARLA FRACCI
L’étoile non si discute: anche in tarda età la nostra più grande ballerina è in grado di evocare con la sola sua presenza un ricordo di leggiadrìa antica, alleggerendo la nostra manovra di certe pesantezze da coreografi bielorussi. Conosce i movimenti dell’antica danza, e anche dopo 87 minuti pensa abbastanza velocemente da avventarsi subito per il tiro da fuori proprio come col Napoli: anche in questo caso, decisivo.
Suso – CAVARADOSSI
Il pittore un po’ tordo che piazza pennellate discutibili. Pioli, invaghito, lo tiene in campo sperando che faccia lucer le stelle e olezzar la terra, che dia al pallone dolci baci e languide carezze – ma è fallace speranza.
Calhanoglu – RENATO BALESTRA
Lascia sempre un po’ interdetti come lo stilista 95enne che non si perde una “Prima” da quando la Scala fu costruita.
Piatek – TOSCA
Molto probabilmente, la sua preghiera ai santi tabernacoli salì sempre con fé sincera, e diede fiori agl’altar e ogni miseria che conobbe, aiutò – cionondimeno, il Signore lo remunera a pesci in faccia proprio come con la protagonista dell’opera. Non compie gli errori delle partite precedenti e parte pure decentemente, ma si avvita nella propria sfiga; guardacaso, fuori lui, va dentro la palla.
Leao – SCARPIA
L’infamone che tenta di profittare delle disgrazie altrui – non che ci riesca del tutto. Però pur non entrando quasi mai in area, preoccupa la difesa del Parma più del nostro unico attaccante.
Krunic – MARIO MONTI
Austerissimo, conferisce alla squadra una certa aria di governo tecnico – del resto quando vieni da uno spread di punti da spavento, ti accodi subito senza tante storie.

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