Milan-Udinese: Le Pagelle Che Non Lo Erano

Ci sono cose che non portano molti clic e visualizzazioni: una è un pareggio interno del Milan – ma non fa niente, voi ci pagate e noi siamo qui. Un’altra è la pace. E dire che la nostra squadra, con tutto quello che sta succedendo nel mondo, è stata encomiabile nello scendere in campo con spirito tutt’altro che bellicoso: questo è il messaggio che bisogna dare ai giovani. Peccato che i giovani non sentano questo messaggio anche nelle canzoni: non fanno più quelle belle canzoni contro la guerra di una volta, così come non fanno più le capoliste di una volta – perciò ecco Pagelle Senza Voti ispirate da canzoni che invitavano a mettere fiori nei vostri cannoni, più o meno quello che fa il Milan quando dovrebbe combattere.
Maignan – WAR PIGS (Black Sabbath)
Pochi interventi, ma più difficili di come li fa sembrare (Beto nel primo tempo, Deulofeu nel secondo). Dopo le uscite soft di Salerno, è tornato in versione heavy metal – peccato che non svegli i compagni. Prende gol di mano, ma il regolamento insegna che se giochi male è valido.
Calabria – BUFFALO SOLDIER (Bob Marley)
Ohi, ohi, ohi. Ohi ohi ohi ohi. Il nostro soldatino continua a far fatica sulla fascia. Tutto sommato meglio in area.
Tomori – C’ERA UN RAGAZZO CHE COME ME AMAVA I BEATLES E I ROLLING STONES GIRAVA IL MONDO VENIVA DAAA… (Gianni Morandi)
(no, è che non abbiamo mai capito dove si ferma il titolo – se a “ragazzo”, a “me” o a “i Rolling Stones”) …C’era un ragazzo che ci sembrava un po’ più sicuro di così. Rischia grosso su Beto (che entra in area, poi si butta a pesce), sembra incerto in generale. Come, al suo fianco, il suo generale.
Romagnoli – GENERALE (Francesco DeGregori)
Non sai mai cosa c’è dietro la collina, se un intervento risolutivo oppure una marcatura estremamente paciosa. Sulla rovesciata di Pereyra potrebbe essere un po’ più deciso, diciamo – o prenderla di mano anche lui, visto che valeva. Ha una buona palla nel secondo tempo ma conclude su Silvestri.
TheoHernandez – BOMBA BOOMERANG (Piero Pelù)
Rimane inesploso: l’unica occasione in cui parte al galoppo, viene abbattuto da uno degli allegri macellai di Cioffi. In difesa, un recupero fantastico, ma anche una dormita formidabile su Molina, sulla quale rischiamo di prendere un gol regolare.
Kessié – WIND OF CHANGE (Scorpions)
Melenso e fischiettante: forse sente già il vento del cambiamento. Emblematico quando al 94°, su una melodrammatica rimessa laterale, persino con le mani riesce a dare palla agli avversari. D’altra parte, per soli 6 milioni l’anno non possiamo pretendere di più.
Tonali – TWO TRIBES (Frankie Goes To Hollywood)
È l’unico che la viva come una battaglia, e recupera un bel po’ di palloni. Suo il pallone che innesca Leao, sua una delle poche possibilità del secondo tempo, su tiro rimpallato.
Messias – ZOMBIE (Cranberries)
Probabilmente soffre la posizione di BrahimDiaz – certo, mai quanto la soffre BrahimDiaz. Non riesce mai a inventarsi qualcosa e perde molti palloni. Curiosamente, basta che si avvicini a un avversario perché questo cada fulminato.
BrahimDiaz – US AND THEM (Pink Floyd)
Noi. (noi) (noi) (noi) (noi). E loro (loro) (loro) (loro) (loro) (loro) (scusate, è la canzone che è così). E dopo tutto, noi abbiamo lui, e loro hanno Deulofeu. Che avevamo noi. Noi. Noi. Noi. “Ascolta ragazzo”, disse l’uomo col fucile, “è ora di darsi una svegliata”.
Leao – LA GUERRA DI PIERO (Fabrizio DeAndré)
Sparagli Rafa, sparagli ora, e se pareggia, sparagli ancora. Uno tra i pochissimi che cerca di guadagnarsi i tre punti. Oltre al gol, qualche assalto sulla fascia (in genere fermato con una legnata dei bravi falegnami in bianconero, oppure dallo stesso Cioffi sulla linea laterale) (non redarguito, ci mancherebbe), e un sombrero in area a superare Silvestri, ma non l’ultimo uomo.
Giroud – IMAGINE (John Lennon)
Per tutta la partita immagina che gli venga recapitato qualche pallone. Potremmo dire che è un sognatore. Ma non è il solo.
Saelemaekers – BLOWIN’ IN THE WIND (Bob Dylan)
Quando tornerà a farci vedere un dinamismo sensato, come appena prima di rinnovare il contratto? Quando metterà un po’ di lucidità nel suo gioco? E quando si metterà a Milanello a tirare e tirare e tirare in porta, che sarebbe lo scopo del gioco? La risposta, amici, soffia nel vento – e ieri ce n’era anche un bel po’.
Rebic – THE WAR SONG (Culture Club)
War is stupid and people are stupid, e lui non è mai stato Einstein. Si presenta con un’aggressione fisica a uno degli avversari, ottenendo uno dei cartellini gialli più veloci della sua carriera. Una sola buona iniziativa sulla sinistra, con servizio fuori area a Tonali che viene rimpallato.
DanielMaldini – PACE (Fabrizio Moro)
Ehi, non abbiamo mica detto che dovevano essere belle canzoni.

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