Milan-Torino 1-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Si gioca ogni 3 giorni, ma non ci lamentiamo, in futuro forse giocheremo ogni 3 ore (e sempre in Qatar). Ma una conseguenza di tutto ciò è che non si fa a tempo a individuare un argomento della settimana: per le nostre Pagelle Senza Voti tocca shakerare le notizie delle homepage, sperando che venga fuori qualcosa di commestibile. In questi giorni, la notizia che ci pareva dare alito (ehm) a questo utilizzo è quella sulla destinazione benefica della cospicua eredità della signora Fisherman’s Friends, che ha lasciato un po’ di amaro in bocca al figlio Friend Jr., ma che di sicuro ha fatto la felicità di molti bisognosi. Siccome noi milanisti, a differenza di altre squadre costruite con budget formidabili, non abbiamo problemi a raccogliere con umiltà quanto ci arriva, abbiamo pensato di rivolgere un pensiero al ricco mondo delle caramelle post-prandiali (del resto, con 9 vittorie su 10, ci ritroviamo la pancia piena). E poi, chissà, magari qualcuno dei concorrenti delle Fisherman (ci sono praticamente tutti) si accorgerà che malgrado il nostro indiscusso stato di influencer non abbiamo uno straccio di sponsor, e commosso dalla nostra indigenza ci nominerà eredi di un impero freschissimo.
 
Tatarusanu – SPERLARI ALL’ANICE
Una caramella che divide l’opinione pubblica, ma il suo clean sheet non è usurpato: è vero che esteticamente non ruba l’occhio (anche se col nuovo taglio di capelli la confezione ci ha guadagnato), è vero che sembra partire sempre mezzo secondo dopo, però dove deve arrivare, arriva.
Calabria – GOLIA
Dopo gli alti e bassi di Bologna, il gusto tradizionale di una partita da terzino vecchio stampo. Sulla sua fascia il Torino dà la sensazione di non provarci nemmeno. Ma detto questo, era solo una scusa per mettere insieme Davide e Golia.
Romagnoli – TOFFE’ ELAH
Anche per lui una prestazione densa e vecchio stampo come le storiche liquirizie che dettavano legge in decenni meno hi-tech. Ammonito per un colpo alla caviglia di Belotti, viene sapientemente scartato da Pioli nell’intervallo.
Tomori – VIVIDENT BLAST
Blasta Belotti per tutta la partita, consentendogli poco o nulla; se Juric cerca di giocarsela con gli ingressi laterali in area è anche perché a centro area c’è lui che double up la nostra freshness.
Kalulu – VIGORSOL AIR ACTION
L’azione nel primo tempo è quasi tutta dalle sue parti: soprattutto Singo ingaggia con lui un duello che forse vorrebbe essere intimidatorio. Si ritrovano ammoniti tutti e due, e vengono prudentemente tolti dal campo dai rispettivi allenatori prima di ritrovarsi in quello che gli studiosi chiamano “scenario bolognese”.
Kessié – TIC TAC
Piccolo cabotaggio a centrocampo, ma anche lui è sembrato più piccolo di quello che è: per aver ragione dei centrocampisti del Torino ieri avrebbero dovuto uscirne dalla scatola due o tre – o sette, otto, come spesso succede grazie al pratico dosatore studiato per farne cadere a terra il più possibile.
Tonali – MENTOS
Nel primo tempo mastica calcio faticosamente, ma nel secondo acquista effervescenza come se fosse entrato accidentalmente in una CocaCola. Presumiamo che esca perché Pioli vuole fare più rotazione possibile tra i centrocampisti.
Krunic – MONK’s
Una mentina per intenditori – perché ovviamente, esistono anche intenditori di mentine, che in questo momento stanno alitando fiamme nel leggere la definizione “mentine”. In silenzio, con monacale devozione al modulo, fa massa al centro ma crea l’assist di testa per Giroud (su corner!) e una delle nostre poche occasioni pulite.
Saelemaekers – POLO
Noi stravediamo per lui da tempi non sospetti (potete cercare in pagelle antiche, se volete) (sappiamo che non siete così psicopatici da farlo, quindi fidatevi). Ma ultimamente è il buco con il giocatore intorno: qualcuno maligna che ciò si verifica da quando ha rinnovato il contratto. Temiamo invece che il suo gioco dispendiosissimo lo stia spompando in modo particolare, impedendogli di pensare in velocità. Per fortuna si torna a giocare tra CINQUE giorni. Che lusso, vero?
Giroud – PASTICCA DEL RE SOLE
Olivier da Chambéry, roi dell’area di rigore, le grand pivot che va a tromper la defense granata risolvendola da furetto invece che da giraffa. Dà battaglia per 85 minuti togliendo qualche dubbio sulla sua tenuta fisica, sostenendo il peso delle nostre rare giocate d’attacco in solitudine assolutista. Perché come diceva l’impasticcato Luigi XIV: “L’avant, c’est moi”.
Leao – LA ROTELLA HARIBO
Ogni tanto si arrotola su se stesso, anche perché Juric non è così scioccone da regalargli spazio ma gioca una partita cruciale specialmente per come rientra a centrocampo e in difesa, allungandosi gommosamente per tutto il campo.
Kjaer – PASTICCHE VALDA
Quarantacinque minuti al mentolo in un’area sulla quale aumenta progressivamente la pressione – lui ne rovescia un po’ su Tatarusanu che proprio non riesce a mandare giù. Lotta su ogni singolo attacco del Toro, migliorando sensibilmente la nostra respirazione.
Bennacer – FRISK
La mini-scatolina entra nel secondo tempo per portare freschezza immediata e self confidence istantanea – perlomeno, questo dice la pubblicità; lui in realtà fa fatica come tutti gli altri, anche perché a centrocampo col Toro volano le sportellate.
Bakayoko – TABU’
Non lo dice nessuno, ma rischia di diventare un problema. No, non è vero che non lo dice nessuno – però dovevamo giocarci la cosa del tabù in qualche modo. Non ci convinceva il suo ritorno, non ci ha ancora convinti nelle occasioni che ha avuto. E lo scriviamo covando la speranza che un giorno i più vendicativi di voi ci rinfaccino ghignando queste parole, ulteriore dimostrazione che non ne capiamo assolutamente nulla e nella nostra mente bakata abbiamo sottovalutato Baka.
Theo Hernandez – RICOLA
Rivederlo in campo ha un effetto balsamico, qualunque cosa faccia. Cosa fa? Non troppo: tenta un’accelerazione, poi tenta un tiro da fuori ma è un po’ svizzero. L’importante è che riassapori le erbe alpine del campo in vista delle prossime partite.
Ibrahimovic – MENTAL
Pochi minuti per tenere un po’ la palla tra i piedi in avanti e per accasciarsi goffamente in area, al solo scopo di creare un diversivo di due secondi in una fase ansiogena della partita, un po’ come quelli che cercano di distrarre i professori durante verifiche e compiti in classe per coprire i compagni che fanno nefandezze negli ultimi banchi.

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