Milan-Spezia 3-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Nella scelta dell’argomento sulla bocca di tutti, necessario a vergare le nostre Pagelle Senza Voti, come negare che la parola sulla bocca di tutti negli ultimi giorni sia stata #tavolino? E guardacaso, rispetto al resto d’Italia, una delle squadre coinvolte nella querelle può dimostrare di esser sempre stata avanti anni luce – o perlomeno, quarant’anni solari, visto che nel 1979 in cambio di un pallone sgonfio, una fetta d’anguria e un 45 giri di Enzo Ghinazzi in arte Pupo prelevò dall’Atalanta i suoi quattro giocatori-chiave. Cioè Prandelli, Marocchino, Bodini e soprattutto TAVOLA, sapendo quanto poteva fare comodo nel suo ricco fortino. Perciò, i nostri giudizi sui nostri Giovani Favolosi saranno ispirati a Tavoli Tavolosi – e dal momento che in qualche caso si parlerà di design, immancabilmente ICONICI.
 
Donnarumma – RIFLESSI IN LAGUNA
Grossissimo, costosissimo, pregiatissimo – impensierito più dai nostri che dagli avversari, risponde sempre con ottimo riflesso nonostante solo due giorni prima qualcuno lo abbia visto fare le ore piccole in una località marittima lusitana. Come l’ICONICO supertavolo realizzato con acciaio inox e briccole (i pali acquatici veneziani), fa sempre la sua figura.
Calabria – TAVOLA CALDA
Tanto impeto, malgrado i recentissimi 120 minuti senza risparmio nella tonnara portoghese. Un bel po’ di errori vistosi, di quelli che notano anche quelli che ne capiscono poco tipo noi – e perciò paradossalmente pesano di più – ma anche, in linea col look da carbonaro, una voglia di lottare e portare a casa la partita che rianima i compagni nei momenti di calo glicemico. Prepara per Colombo l’unica occasione della sua partita e crede tassottianamente in una palla lunghissima che purtroppo Salsaemerengue si mangia senza ritegno. Sarebbe stato il suo migliore assist in carriera. Però vogliamo credere che dal forno possa uscire altra roba buona. Ci ha messo appetito.
Gabbia – RAGNO di LIVI
Che non sia un campione, è abbastanza trasparente, e interpreta il ruolo con la semplicità lineare dell’ICONICO tavolo di desàin: addosso all’attaccante, con tutte e quattro le zampe. Ma in una partita contro lo Spezia per di più spuntato, i suoi limiti non sono così visibili come in altre occasioni. Intanto, tra l’altro, sta accumulando occasioni su calcio d’angolo: sulle palle alte effettivamentesi fa rispettare. Dagli avversari. Non dal pallone, che si allontana sempre sghignazzando.
Kjaer – TAVOLE DELLA LEGGE
Dopo i due rigori segnati nel cuore della notte, la sua autostima è a livelli impensabili rispetto all’inizio di questo lungo Anno Domini: sentendo moltissimo l’investitura a guida spirituale dei nostri ragazzini, il Mosè danese si presenta persino in qualità di tiratore scelto per le punizioni. Ma naturalmente è dietro che ci serve ed è lì che impone i suoi comandamenti, dissuadendo gli avversari dal commettere atti impuri. E a volte anche i compagni – sapete come sono i ragazzini.
Theo Hernandez – TAVOLO NOGUCHI
Nella prima parte è contorto e legnoso, sembra quasi che come l’ICONICO tavolo non voglia mostrare le gambe – anche se i tifosi sono sempre indulgenti e il commento più diffuso davanti alla tv è “Sta traducendo con autenticità il biomorfismo del suo linguaggio di arredo formale con un’estetica scultorea”. Nella seconda parte però va via liscio e cristallino, e quando ruba palla e parte verso la porta è come se sapessimo già cosa sta per succedere. Ben svegliato.
Krunic – TABULA RASA
Le consegne sono di mettersi a centrocampo a rimediare alle ingenuità altrui, ma forse le interpreta fin troppo fedelmente, giocando in modo piattissimo. D’accordo, non è mai stato un giocatore per il quale fare la fila al botteghino, e non viene acquistato per fare contenti i palati fini. Però ogni tanto un po’ di iniziativa non guasterebbe.
Tonali – TAVOLO DA BILIARDO
Tante stecche, tanti buchi. Noi, come tutti, siamo in fiduciosa attesa delle sue sponde e le sue carambole, ma i migliori momenti da lui regalati sono in fase di recupero. Va anche detto che nel primo tempo i birilli là davanti non lo hanno aiutato.
Saelemaekers – TAVOLO VERDE
Ogni volta che l’azione passa da lui non si sa cosa uscirà, se il rosso o il nero, il manque o il passe, il jolly o il due di picche. Forse sta giocando più del dovuto, in una fase in cui sarebbe legittimo vederlo tirare i remi in barca anche in virtù della sua prima convocazione in una nazionale di prestigiatori come quella belga. Invece, a ribadire che non si sa cosa aspettarsi da lui, dopo (altri) 85 minuti sotto la pioggia parte in accelerazione perentoria, beve l’uomo con un bluff e butta nel piatto la fiche che ci manderà a casa ancora più ricchi.
Brahim Diaz – TAVOLA DEGLI ELEMENTI
Forse ci vorrà un po’ per trovare la chimica tra lui e la squadra, perché è un giocatore veramente particolare. Ha fosforo e movimenti al neon, ma i suoi tiri all’azoto sono incolori, inodori, insapori, per non parlare di un colpo di spalla da ottima posizione, davanti al quale diventiamo idrogeni. Si produce un bel po’ anche in difesa, ma il suo peso è quello dell’elio. Comunque, ci pare di poter dire che è pieno di metallo alcalino terroso e tenero – quello che chiamano calcio.
Colombo – TAVOLETTA DI CIOCCOLATO
Gli alibi, se vogliamo, ci sono tutti – l’inesperienza, la fatica a intendersi con compagni in realtà poco più esperti di lui, che non sanno come e dove cercarlo. Ma si scioglie un po’ troppo presto, e i difensori avversari ne fanno un boccone. Siamo convinti che sia buono, però è il caso che mostri un po’ di nocciole, sant’Iddio.
Leao – TAVOLO OPERATORIO
Inizia la partita con strane ma interessanti convulsioni, dopo di che per almeno 40 minuti è visibilmente sotto anestesia. Poi di colpo si rialza ed entra in partita in ciabatte, ma di lusso. Il dottor Pioli a dispetto delle invocazioni disperate di tre quarti dei tifosi rimanda il momento in cui donare il suo corpo alla scienza, e va a finire che ha ragione, perché dopo l’operazione che ne prevede l’imprevedibile utilizzo come punta centrale, il nostro paziente zero la smette coi minuetti e regala due gol di suola, da vecchia lenza dell’area di rigore, lui che se gettasse una lenza si butterebbe poi in acqua per abboccare.
Calhanoglu – TULIP di SAARINEN
Entra in campo e si vede subito che è diventato un tavolo ICONICO: semplifica, eliminando le gambe di troppo, e fa diventare subito il gioco più rotondo: alla prima opportunità, fa sbocciare il gol del vantaggio.
Bennacer – LC6 di LE CORBUSIER
Rispetto al solito, un po’ più rigido (…che per un tavolo, naturalmente, è un complimento quanto ICONICO), aggiunge solidità oltre a una benefica agilità nella manovra. Tonali va coltivato, ma lui c’è già e sa come stare autorevolmente in mezzo al nostro salone – tanto per cominciare non si fa piedino, che ti vedono tutti.
Kessié – TAVOLA ROTONDA
Quando con il turco e l’algerino va a ricomporre il nostro centrocampo è come se scendessero in campo i big della nostra piccola corte medievale – o forse, visto che stiamo parlando del centrocampo più musulmano d’Italia, come se i saraceni Marsilio, Rodomonte e Ferraù entrassero nella mischia (malauguratamente, non sappiamo che tipo di tavola usassero i saraceni – forse a mezzaluna?). Serve di testa l’assist per il gol finale di Leao, e anche se è tutt’altro che un gol cruciale, esulta più di lui. Forse non significa niente. Oppure significa qualcosa.
Hauge – TAVOLA DA SURF
Si tuffa nella partita con fare biondo e piacione, ma ogni ondata lo ribalta e rispedisce a riva. Come delle ragazzine facili alle cotte, ci siamo innamorati di lui alla fine dell’estate ma ora che lo abbiamo sposato ci aspettiamo che diventi adulto e sia padre dei nostri gol. Corriamo troppo, sì?
Daniel Maldini – MAMMUT IKEA
Come l’IKEONICO tavolino diffusissimo in tante case, ha certamente una sua utilità: speriamo soprattutto in un utilizzo didattico; certo non è il caso di usarlo per una cena impegnativa (del resto, dicono che le cene eleganti con minorenni siano passate di moda). Come già detto per Colombo, l’alibi dell’età c’è tutto, però carta d’identità alla mano non è che i senatori del Milan attuale abbiano smesso molto tempo fa di sedersi sulle sue ICONICHE sedie.

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