Milan-Spal 1-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Uno a zero in casa con la Spal, su calcio piazzato. Il Milan si regala un brodino di cui aveva molto bisogno, e la priorità non era il sapore. Anche se qualche aroma, lo confessiamo, ci è piaciuto. Sì, siamo di bocca buona.
 
Donnarumma – BRODO VEGETALE
Per fortuna non viene mai chiamato a darci nulla di veramente sostanzioso, ma va benissimo così, stare a dieta di emozioni forti ci fa solo bene.
Duarte – BRODO NERO
Ingiustamente ignorato dal film 300, era il piatto tradizionale spartano, ed era decisamente spartano. Era cucinato con spezzatino di maiale, sanguinaccio e vivo, e gli abitanti delle altre città greche dovevano convenire a denti stretti che era di una schifezza leggendaria – per questo, stringevano i denti. Ma quella era Sparta, e non era un posto da sottigliezze, come la nostra fascia destra. Improvvisato terzino pur di non proporre al pubblico Calabria e Conti, ultimamente indigesti, se la cava con qualche difficoltà ma anche qualche intervento prezioso, come nel primo tempo in area su Floccari.
Romagnoli – BRODO CON DADO
Qualche sbrodolata malsana, alcuni eccessi di glutammato che non possono soddisfare i palati fini: gli spallini si ritrovano con qualche opportunità che avversari con più appetito si mangerebbero senza esitazioni.

Musacchio – CONSOMME’

Ristretto come il brodo delle nonne: esce dopo 45 minuti a farci paventare le incursioni di Floccari e Petagna – soprattutto perché in area ha l’abitudine di usare le mani, invece che fare la persona educata e usare le posate.
TheoHernandez – ADRIEN BRODY
Piacione, ma inizia a marciarci un po’ troppo. Notiamo con un certo allarme che le squadre avversarie attaccano volentieri dalla sua parte, finché nel secondo tempo Calhanoglu non lo aiuta a blindare il lato sinistro – in effetti, più di lui.
Bennacer – PASTA E CECI
Alfiere di quel buonsenso tradizionale caldeggiato qualche sera fa su ReteQuattro da Mario Giordano (qualche secondo prima di dare in escandescenze starnazzando senza alcun imbarazzo per sé o per i suoi genitori che lo hanno fatto studiare). A tratti si accende, ma in realtà per il momento troviamo più interessante che si dimostri affidabile anche quando è semi-spento.
Kessié – BRODO PRIMORDIALE
Al di là dei fischi per alcuni errori grossolani, che arrivano subito, anche stavolta non è la volontà che gli manca, quanto i piedi. Chissà, forse andava impostato da difensore. Sulla sua migliore iniziativa Paquetà infila per l’ennesima volta i bagni del secondo anello – senza essere fischiato.
Paquetà – BRODO DI GIUGGIOLE
Forse bisognerebbe togliergli il passaporto brasiliano, perché il suo pregio maggiore finora è trovarsi al posto giusto nel momento giusto – ma è impressionante la quantità di volte in cui questo porta alla conclusione sbagliata. Ogni tanto sembra un (altro) fratello di Kakà, ma incapace di segnare.
Castillejo – BRODO DI POLLO
Non si capisce mai se sconcerti più gli avversari o i compagni. Buon dinamismo nel primo tempo, e per un pochino la Spal sembra soffrirlo; la traversa da un metro lo deprime un po’, e quando nel secondo tempo lascia il posto a Suso, era già fuori dalla partita da un po’.
Calhanoglu – BRODO DI FINTA TARTARUGA
Nel Settecento i marinai inglesi fecero scoprire ai connazionali la zuppa cinese fatta con tartarughe a guscio molle. Il noto popolo di buongustai ne chiese sempre di più, ma questo alla lunga iniziò a nuocere alla razza in questione (le tartarughe, non gli inglesi), facendo alzare i prezzi e portando all’invenzione di un finto brodo di tartaruga a base di vitello. Ecco, il nostro numero 10 forse non diventerà mai un piatto pregiato ed esotico. Però ci sono momenti della partita in cui lo sembra. In altri momenti non c’è dubbio: è un vitello.
Piatek – BRO
Yo, fa vedere un po’ di voglia di riscatto, di uscire dal ghetto: flexa bene nel quartiere e genera disagio negli haterz avversari; si cimenta addirittura in un tiro da fuori nel primo tempo; nel secondo guadagna la punizione che porterà swag a tutti i frà.
Calabria – FUMETTO DI PESCE
Piatto ottenuto con quanto di più immangiabile del pesce: teste, lische, gusci dei crostacei: inaspettatamente, è commestibile anche se quando attacca la voglia di riscattarsi è pure troppa e lo porta a strafare. La manovra della Spal nel secondo tempo lo punta contando che si ritrovi da solo e vada in palla, ma lui regge anche con l’aiuto dei compagni che a turno vanno ad aiutarlo.
Suso – GALLINA VECCHIA
Era quasi ovvio che, lasciato a cuocere nel proprio brodo, sfoderasse l’arma principale del suo fascino maliardo. Ma al di là del gol, fa vedere più calcio nella mezz’ora da subentrato che in nove partite in cui girava improduttivo a cresta alta. Ci è così piaciuto che siamo ansiosi di rivederlo in panchina.

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