Milan-Salernitana 2-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

È arrivato il primo ponte di dicembre, ed è iniziato con una partita-ponte. Più lineare di così, non si può: ecco dunque delle Pagelle Senza Voti ispirate a ponti di un certo prestigio.
Maignan – IL PONTE SUL FIUME KWAI
Come il vecchio film che tutti ricordano non per i sette Oscar ma per la canzoncina fischiettona, passa la maggior parte della partita zufolando – finché i pochissimi tentativi degli avversari non fanno sembrare la sceneggiatura un po’ fragile e gli attori un po’ gigioni. Ma tutto è bene quel che finisce bene e arriva il secondo clean sheet consecutivo. E chiediamo scusa per la parola “gigioni”, che evoca un bruttissimo film – una di quelle menose e sopravvalutate storie francesi.
Florenzi – PONTE MILVIO
Qualche buona avanzata sulla fascia, alcuni palloni promettenti messi in area, e nel secondo tempo alcune chance per chiudere quel lucchetto che potrebbe rendere più pucciosa la sua relazione col Milan, ma anche il suo tiro migliore viene miracolosamente deviato in angolo. Ma non è il caso di buttarsi giù per questo. Anche perché se sotto c’è il Tevere, il problema non è la caduta.
Romagnoli –QUESWACHACA
Un ponte di corda sul fiume Apurimac, nella regione peruviana del Cuzco, fatto a mano e ricostruito ogni anno dagli abitanti dei villaggi della zona. Come il nostrro capitano, bisogna ricostruirlo ogni volta perché ogni tanto, vacilla pericolosamente. Dopo il crollo col Sassuolo, trova la partita giusta per iniziare a ricostruirsi con pazienza. Noi, abitanti del villaggio, abbiamo bisogno anche di lui, specialmente da quando quel leggiadro ponte vichingo è venuto giù in modo drammatico.
Tomori – RIALTO
È il luogo di Venezia dove la maggior parte dei turisti (volontariamente) paga dazio. I giocatori della Salernitana, apparentemente venuti a San Siro per fare del giustificabilissimo turismo, si ritrovano nella stessa situazione nei suoi paraggi.
Theo Hernandez – PONTE DI BROOKLYN
Come è noto, è stato costruito usando esclusivamente gomma da masticare, e non c’è da meravigliarsi se ogni tanto giochi da palloncino gonfiato. Ma ci piace pensare che si sia risparmiato per la Champions League, con l’intenzione di portarci da Brooklyn a Manhattan.
Bakayoko – EJIMA OHASHI (Nakaumi)
Creatura strampalata, ideata in mancanza di una struttura mobile che facesse passare le navi: non è così assurdo come sembra nelle foto frontali, che rendono il suo impatto visivo preoccupante (come potete vedere in fondo), ma è un po’ faticoso da percorrere, oltre che concettualmente faticoso. Baka non gioca un brutto primo tempo, ma scova ovunque delle opportunità per rendere la partita più faticosa, un po’ per questioni di mobilità, un po’ per la sua passione per certi impatti frontali. Per evitare la preoccupante prospettiva di una seconda ammonizione, Pioli lo sostituisce di nuovo nell’intervallo.
Kessié – PONTE DI MADISON COUNTY

Quell’amore che vorremmo dargli è colmo di struggimento: come Clint Eastwood, sospettiamo che abbia fatto un’altra scelta per il bene della sua famiglia come Meryl Streep, alla quale somiglia come una goccia d’acqua. Così, quando gioca male, ci rende tutto più facile. Ma ogni sua ottima partita, per esempio una con un gol fatto e altri due sfiorati, ci lascia un groppo in gola come in quella scena che se avete visto il film, sapete già.

Saelemaekers – GOLDEN GATE
Da un paio di mesi stavamo precipitando nella triste sensazione che come il divo di San Francisco, non fosse fatto d’oro e non ne avesse nemmeno sembianza, essendo rosso peperone. Ma il suo pregevole gol (finalmente un po’ di freddezza in area) e una buona prestazione non solo in copertura, sono rinfrancanti. Un po’ è colpa nostra, invece di ricordare che ha 22 anni, pensiamo che sia stato completato nel 1937.
Pellegri – PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA
Non c’è verso di vederlo.
BrahimDiaz – PONTE DEI SOSPIRI
Quanti gol si sta mangiando nelle ultime partite? Però è pur vero che raramente lo avevamo visto provarci così tanto – e alcune combinazioni in velocità con i compagni fanno ben sperare in un ritorno alla piena forma, per cui stiamo sereni, sperando di diventare Serenissimi.
Leao – PONTE BANPO
Uno dei ponti più vistosi del mondo: non del tutto sorprendentemente, sta in Corea del Sud, a Seoul, dove una fontana luminosa multicolore gli permette di pappagalleggiare succhiando dal fiume 190 tonnellate d’acqua al minuto. Ed è un po’ la missione di Leao: stordire gli avversari di finte, a volte travolgenti (l’assist per Kessié, oppure la progressione con cui salta tre uomini dritto per dritto), a volte un po’ troppo sfarzose per essere utili. Quando penserà un po’ di più alla porta, ne vedremo di ancora più belle.
Krunic – BRIDGE
Come il famoso gioco di carte, è largamente incomprensibile, e non diteci che voi ci riuscite. Pioli lo sceglie a sorpresa per sostituire Pellegri, e come perno dell’attacco si rivela capace di spizzare per i compagni e di crearsi lo spazio per il tiro – purtroppo il suo tentativo migliore trova la risposta del migliore degli avversari, il truce portiere sloveno Vid Belec.
Bennacer – PONTE VECCHIO
Entra per evitare che Bakayoko ci metta nei guai, e gioca una partita da classico centrocampista d’ordine, sciacquando il pallone in Arno e mettendo in mostra i prodotti di botteghe artigiane mentre tutt’intorno si sfiorano livelli toscani di bestemmie, causate dai gol mancati in modo quasi altrettanto blasfemo.
Messias – PONTE DELLA GHISOLFA
Un cavalcavia che è un inno al traffico, tuttavia ribattezzato piuttosto poeticamente dai milanesi, con l’immaginazione e romanticismo che l’Italia è solita negare (ma è anche vero che mezza città tifa per un’altra squadra e per la Iuventus, quindi non ci si può far niente). Junior entra ma trova tutte le corsie ingolfate come un sabato pomeriggio (e in effetti); riesce lo stesso a ritagliarsi un paio di buone occasioni e a mettere i compagni in condizione di sfiorare il gol.
BalloTouré – PONT NEUF
In realtà è uno dei ponti più vecchi di Francia, per confondere le idee – e nemmeno noi le abbiamo ben chiare su di lui. È un onesto rimpiazzo su cui contare, visto che con questo ritmo la nostra rosa si ridurrà a quattro giocatori? Oppure quelle cosine buone che fa vedere sono dovute al fatto che i giocatori della Salernitana sembrano anche loro voler iniziare il ponte al più presto? Speriamo che capiti presto un’altra partita semitranquilla in cui valutarlo meglio.
Tonali – PONTE DI BASSANO
Entra negli ultimi minuti a dare una mano. Un suo bel tiro da fuori esce di pochissimo: niente bacin d’amor. Niente di male: la Grande Guerra non era questa. Ma è in arrivo.
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