Milan-Roma 0-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

La panchina di Montella si aggira nella mente di milioni di italiani, riempie l’immaginario popolare, flirta con uomini misteriosi, assurge a diva delle cronache mondane. Il che, vista la nostra classifica sedentaria, non rende giustizia ad altre necessarie opzioni per stare comodamente a guardare il campionato che se ne va. Ecco perché le nostre PagelleSenzaVoti sono dedicate ad alcuni mobili alternativi su cui la squadra può a buon diritto sedersi.

G. Donnarumma – SEDIA DEL DENTISTA
Uno tsunami di pura bava tipo quelli causati dai tubicini aspiratori inonda il Paese ogni volta che prende un gol -ma pure quando non lo prende, come ieri quando al primo dei soliti venti retropassaggi imbecca Strootman. Nella ricerca di colpevoli, ci sta anche che qualche pagellista lo accusi per questa sconfitta, ma pare un’esagerazione; Vero è però che non è tranquillo, milioni e attenzioni gli hanno tolto quella spavalderia incosciente che rendeva più facili le sue guasconerie coi piedi; mette un’otturazione su Florenzi, ma la difesa del Milan è veramente cariata.
Musacchio – SEDIA A SDRAIO
In ambedue i gol della Roma le giocate decisive sono di Dzeko, e tutte e due le volte lui è lì a guardare quelle giocate, e con un certo atteggiamento rilassato e sornione, da uomo da invidiare.
Bonucci – SGABELLO
…ok, questa era inevitabile. Comunque, meglio delle precedenti occasioni: sbroglia un paio di tentativi della Roma e si rende pericoloso in avanti battendo a rete, ma non ha fiducia nel reparto e il reparto non ha fiducia in lui, e in certi frangenti sembra che anche lui stia perdendo la propria stabilità. Rimane il fatto che eravamo convinti di aver comprato una poltrona.
Romagnoli – SEDIA A DONDOLO
È come se gli avversari potessero mandarlo a basculare col minimo sforzo: non legge bene la penetrazione di Florenzi nell’occasione sventata da Donnarumma, dà un involontario contributo al gol di Dzeko, osserva ciondolando l’entrata di Nainggolan in area mentre prepara il tiro che propizierà il raddoppio romanista. Ora come ora il massimo che si può dire di lui è che beh, sì, toh: arreda.
Rodríguez – SELLINO DA BICI
Pedala per tutta la partita in modo encomiabile, ha un solo momento di surplace che la squadra paga pure troppo quando un suo faticoso controllo di petto sulla fascia innesca la fuga di Pellegrini a servire Dzeko per quel gol che significa una caduta rovinosa per tutto il gruppo.
Borini – SEDIA ELETTRICA
Clamorosamente energizzato dall’assist per Cutrone contro il Rijeka, gioca una partita vibrante castigando il suo avversario di fascia malgrado certe giurie severissime, considerandolo il mandante di due peccati veniali commessi dai suoi piedi, chiedano pene esemplari.
Kessié – DIVANO LETTO
Troppo comodo, poco impeto e decisamente troppo intorpidito quando, in zona gol, quella roba rotonda gli passa davanti, e dai suoi piedi partono cuscini.
Biglia – SEGGIOVIA
Malauguratamente, solo in salita.
Çalhanoğlu – SEDILE EIETTABILE
Non pare strettamente avvitato al resto della squadra – in ogni caso si scaraventa fuori dalla partita da solo.
Kalinić – TRONO DI SPADE
Come tutti i personaggi di questa poco serie di cui potreste aver sentito parlare, se la passa benone fino al momento in cui non gli tocca la cadrega principale. Nel primo tempo si sbatte tantissimo toccandola poco ma muovendo la difesa avversaria costretta a concedere metri ai nostri tiratori – che scagliano palloni in ogni location, eccetto la porta. Nel secondo tempo riceve una sola imbeccata in area, da Calhanoglu, ma anche se si gira bene il suo tiro è debole e centrale.
André Silva – SEDIA GIREVOLE
Non sta fermo un attimo, sfreccia da tutte le parti rendendo la vita complicata alla difesa romanista, manca il tap-in su suggerimento di Rodriguez. Se mai un giorno lui e Kalinic si incontreranno, potrebbero anche piacersi.

 

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