Milan-Parma 2-1: le Pagelle Che Non Lo Erano

Nella settimana in cui è morto Bernardo Bertolucci, il 90% degli italiani si è sentito in dovere di parlare di burro. Siccome siamo abbastanza sicuri che il 90% di chi lo ha fatto non abbia mai visto il film da cui è tratta quella scena controversa (e, tanto per frenare gli indignados un po’ creduloni, solo simulata) abbiamo pensato di completare il quadro ispirando le nostre Pagelle Senza Voti ai film più noti del controverso regista nato nella controversa città di Parma.

Donnarumma – IO BALLO DA SOLA
Forse non ha mai toccato il pallone con le mani. Sta di fatto che come Liv Tyler, non arriva vergine alla fine del film – e nessuno ne è troppo sorpreso.
Calabria – NOVECENTO – ATTO PRIMO
Un contadino dal cuore generoso combatte contro i subdoli Gervinho e Biabiany: la Storia gli darà ragione.
Abate – THE DREAMERS
Siamo sbigottiti come davanti a Eva Green: avevamo un discreto centrale, e lo tenevamo chiuso in un terzino sceneggiato coi piedi – e che piedi di legno.
Zapata – L’ULTIMO IMPERATORE
Come il protagonista del film, non è un uomo ma un simbolo. Qualcuno dirà: della fine di un’epoca, altri diranno: dell’uomo comune in una società in cui nessuno eccelle realmente, e tutti devono pedalare come cinesi. Sta di fatto che si fa apprezzare anche se forse non tutti quegli Oscar sono meritati (tranne quello per i costumi – ha una maglia bellissima, come del resto tutto il cast).
Rodriguez – NOVECENTO – ATTO SECONDO
Un tipo che pensa di poter spadroneggiare nemmeno fosse Robert De Niro cerca di essere un po’ borghese e un po’ contadino, con risultati alterni – ma alla fine il socialismo gli accorderà la sufficienza.
José Mauri – LA STRATEGIA DEL RAGNO
Abbastanza solido nella sua trama, però rimane in mente la scena della stazione, con l’attesa di un treno che in realtà non passa mai.
Kessié – IL TE’ NEL DESERTO
Enigmatico, gigantesco, sahariano, indecifrabile. Imperturbabile quando attende lunghissimi minuti sul dischetto mentre Calvarese finisce di parlare con la NASA e di ammonire Borini mentre i gialloblù protestano, in pieno fremito emotivo quando ha la palla del 3-1.
Bakayoko – IL PICCOLO BUDDHA
Ci sembrava un bamboccione – che sia invece il Dalai Lama? O il Dalai Desailly?
Suso – IL CONFORMISTA
Un’anima dubbiosa conduce una vita mediocre e intorpidita – salvo uscirne con una papagna rasoterra che entrerebbe a un cm dal palo, se Sepe non la toccasse in corner con la punta delle dita. Ben soffocato dalle gabbie borghesi del Parma, mette Kessié davanti alla porta nel secondo tempo ma l’ivoriano ha un piede imbelle e conservatore, e si contenta del gol su rigore.
Calhanoglu – PRIMA DELLA RIVOLUZIONE
«Credevo di vivere gli anni della rivoluzione e invece vivevo gli anni prima della rivoluzione, perché è sempre prima della rivoluzione quando si è come me». Calha, guardiamoci in faccia. Queste frasi a effetto, così come le coperture, funzionano se devi trovarti una fidanzata – che nel tuo caso è un po’ vero. Però sai, noi ‘sta rivoluzione la vorremmo vedere.
Cutrone – ULTIMO TANGO A PARIGI
Un crescendo di passione assoluta che fa dimenticare tutto il mondo là fuori. Ehi, speriamo che non lo brucino.
Borini – LA LUNA
Complicatissimo e convulso, ma gli avversari fanno l’errore di guardarlo, e si addormentano fino ai titoli di coda. Forse abbiamo scoperto un’arma segreta.

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