Milan-Frosinone 2-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Questa settimana si è parlato tantissimo di Zorro, per motivi che ci sfuggono perché non ci piace mescolare la politica con il pallone, è una cosa sconveniente – anche perché sospettiamo che il pallone sia ben più torbido della povera politica. Ma dopo trentasei giornate di pagelle ispirate a qualsiasi pretesto possibile, ci è sembrato giusto aggrapparci anche ai più riveriti uomini mascherati per le Pagelle Senza Voti di Milan-Frosinone.

Donnarumma – HELEN PARR
Si butta a sinistra proprio come aveva fatto con Belotti, e finalmente l’avversario tira dove vuole lui. Non una parata Incredible, se volete, ma avviene in un momento della partita in cui c’è bisogno di un supereroe. Il vero gesto da Elastigirl lo sfodera quando da distanza ravvicinatissima sul tiro al volo di Valzania la sua mano sinistra parte rapidissima per conto suo. Se oggi non siamo tutti in coda in farmacia per prendere le goccine, è per il nostro #sopravvalutato preferito.
Abate – REY MYSTERIO
Ne siamo certi, la sua è stata tutta una finta come il wrestling: si è fatto volontariamente incaciottare da Paganini in modo che Gigio parasse il rigore e la squadra si svegliasse. L’ultimo colpo di teatro in uno stadio dove ha alternato serate da interdetto e partite da eroe, recuperi leggiadri e cross cubisti.
Musacchio – HANNIBAL LECTER
Sguardo perennemente spiritato e bottiglia di Chianti in mano – Trotta saggiamente si tiene distante.
Romagnoli – GUY FAWKES
L’uomo le cui parole e idee sediziose turbano le istituzioni e gli arbitri si aggira serafico in area di rigore distribuendo giustizia milanista. V for Vendetta, V for Vediamo di costruirgli attorno una difesa un po’ meno instabile.
Rodriguez – MYSS KETA
Ha poco da dire e balla in modo poco raccomandabile.
Bakayoko – PULCINELLA
Il segreto è che appena esce di scena, passiamo in vantaggio. Un gran tiro al volo nel primo tempo, ma da quel teatrino col Bologna ci è difficile guardarlo e sentire i mandolini.
Kessié – JASON di VENERDI’ 13
Stanco e costretto a fare il perno della nostra saga, ormai sembra privo di una sua volontà, è uno zombi che viene avanti senza pensare, per abitudine. Nel primo tempo lascia dietro di sé una scia di giocate orribilmente straziate, nel secondo migliora anche perché i frosinonesi stanno ormai esalando le ultime volontà.
Suso – ZORRO
Nel primo tempo, fatta eccezione per un buon cross e due imbeccate per Calhanoglu, è un anonimo señor imborghesito – ma nel secondo si veste da giustiziere e inizia a lasciare il suo segno sulla partita, dall’azione del primo gol, cui fa seguito il colpo di fioretto su punizione, e un paio di sciabolate che quasi fruttano il terzo. Quando è in serata, è irresistibile. Quando non lo è, la voglia di versargli nei pantaloncini sei litri di pimiento è altrettanto irresistibile.
Borini – ROBIN
Il sottoeroe perennemente sbeffeggiato si impegna di brutto e ha la maggior parte delle occasioni di sconfiggere i malvagi, cosa che ci impone di chiederci in quale grottesco fumetto siamo capitati. Malgrado gli errori, riconquista alcuni palloni che gli fruttano gli applausi di un SanSiro in ansia, e indirizza bene a rete il tiro sul quale qualcun altro piomba come un pipistrello.
Calhanoglu – MARSHMELLO
Remixa il nostro gioco. All’inizio decisamente Alone, poi finalmente con l’aiuto dei Friends. E guadagna la punizione che ci rende Happier.
Piatek – THE MASK
Da zimbello represso e depresso a pistolero ritrovato grazie a un guizzo da opportunista: forse la verità è che non regge il peso del nostro attacco tutto da solo.
Cutrone – MASCHERA DI BELLEZZA AL KIWI
Sembra un prodotto leggero e poco consistente, invece è un alleato prezioso per la nostra bellezza: anche ieri è bastato applicarlo e con la sua azione esfoliante ci ha tonificati in pochi minuti, ridando tono alla nostra pelle e permettendoci di essere radiosi anche se ogni partita ci invecchia di quarantacinque anni – ma non importa se dentro siamo in rovina, l’importante è la bellezza esteriore.

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