Milan-Chievo 3-2: le Pagelle Che Non Lo Erano

Sarà una realtà deformata dai social, ma dopo che le elezioni hanno brillantemente risolto tutti i problemi del Paese ci è parso che al centro dell’attenzione si sia riportata la cronaca nera – e al centro della cronaca nera c’è Franca Leosini con la sua ornata prosa, tornata proprio in questi giorni a fustigare gli empi. E giacché a San Siro in occasione di Milan-Chievo si è rischiato che il crimine (ovvero, perdere) coincidesse col castigo (ovvero, perdere), alle Storie Maledette di Madama Leosini e ai più popolari esempi del suo fraseggio raffinato ispiriamo le Pagelle Senza Voti di questa giornata.
 
Donnarumma – “BECERA CHIACCHIEROLOGIA”
La sua settimana in fin dei conti è stata archiviata in quel di Londra, quando i social media – e giornali un tempo seri, oggi schiavi della epopea baraccona dei clic – sono esplosi di gioia per una infelice presa dell’incauto giovanotto. Il Chievo non lo chiama mai realmente in causa, eppure lo buca due volte.
Rodriguez – “BIPEDE SGUALCITO”
Ferocemente buonisti (scusate l’antitesi), continuiamo a concedergli attenuanti tattiche, ma onestamente questo giustifica solo in parte il suo “vagare da subito nello spazio indefinito dell’incertezza”.
Zapata – “LA DOLOROSA SFINGE”
Ricompare in mezzo alla difesa, e subito si materializza uno di quei palloni ballonzolanti che sembrano fatti apposta per irriderlo, consegnandosi a un attaccante più sveglio di lui e immancabilmente libero. Poi si riprende e azzarda qualche incursione in avanti – purtroppo culminante in un cross orrifico.
Bonucci – “SENTIMENTALMENTE GENUFLESSO”
Sente un tremito nella Forza – è la mancanza di Romagnoli. Era un po’ che non lo vedevamo commettere certi svarioni, e dalla serena baldanza degli ultimi mesi pare sfarinarsi nella versione cara all’ironia del web. Nella parte finale si riprende e diventa ineludibile bastione.
Borini – “LA ROBUSTA CONSISTENZA DELLA GELATINA”
Come un elastico strapazzato, cede la sua fascia ai clivensi, in particolare a Giaccherini che gli prende il tempo con irridente facilità. Meglio – ma tutto sommato lo sappiamo – quando si porta in avanti.
Biglia – “PIU’ DI UN’AMICIZIA, MENO DI UN AMORE”
Mentre tutti attorno a lui usano più il cuore che il cervello, cerca di rimanere lucido – il che, sotto il diluvio, non è nemmeno semplice, così come non è semplice azzeccare il rasoterra che costringe all’errore Sorrentino e ci porta a un pareggio che aumenta il riscaldamento domestico. San Siro ancora non lo ha adottato – ma sta continuando a crescere, ed è solo un bene per noi.
Kessié – “GIOIOSAMENTE SPORCACCIONE”
Perentorio nell’azione dell’1-0, riprovevole nell’azione del rigore e poco prima su un delizioso invito al cross di Suso (ma anche in un tuffo in area per il quale viene giustamente ammonito): la sua partita è un sinistro alternarsi di strapotere e inconsistenza, ma il suo apporto al Milan di Gattuso è cruciale.
Bonaventura – “ARRUFFATO E IMPATACCATO”
Non è di grande aiuto in avanti, anche se Baby Cutrone gli preclude un intervento che potrebbe portare al gol; in compenso è molto utile nei raddoppi a centrocampo, anche se non è con questo che nutre la nostra passioncella.
Suso – “SACRAMENTALE ATTENDIBILITA’”
“Fa sempre la stessa finta”, si lamentano alcuni su twitter – devono essere i familiari dei difensori di Serie A che da due anni invariabilmente abboccano. Dopo una di queste sfiora il palo, dopo diverse altre mette in mezzo i nostri cross migliori – ma l’uso della testa, contro il Chievo, è stato ridotto al minimo, in tutti i sensi.
Calhanoglu – “CI SONO GESTI CHE NON HANNO AGGETTIVI”
Lo sappiamo, a parlare potrebbe essere quell’inguaribile amore malato tipico dei tifosi. Però al di là del gol del vantaggio (nel quale va per la freddezza e non per l’immediatezza come in altre sfortunate occasioni, segno che ci ha ragionato su) e della conclusione che frutta il rigore, piace il modo in cui sta cercando di essere all’altezza della maglia che porta: inventando ma anche sbattendosi. E quel bacio allo stemma del Milan ci porta, consapevolmente, a bamboleggiare.
Cutrone – “ARDORI LOMBARI”
Si sa, “il cervello non è una polpetta piazzata al centro della testa”. Perciò su quello c’è ancora un po’ da lavorare. Ma il resto – l’istinto, l’impeto, l’ispirazione – ci sono tutti e sono pronti a colpire quando la palla, cui è evidentemente simpatico, lo va a cercare.
André Silva – “EFFICACIA FELICEMENTE TERAPEUTICA”
Da barzelletta del nostro mercato a portatore sano di punti – 4 su 6. Forse è presto per decretare il tramonto di verità rabberciate sul suo effettivo valore, ma intanto la nostra classifica lo ringrazia – e lui ringrazi Gattuso per averlo svegliato: due mesi fa l’attaccante non convocato a causa di ostentata spocchia avrebbe potuto essere lui.
Musacchio – “QUESTUANTE DELL’AMORE”
Entra alla fine e fa stropicciare gli occhi per quei cinque secondi nei quali mostra grinta nel resistere a un avversario, possanza fisica nello scagliarsi in avanti, e persino piede sapiente in un lancio che taglia il campo a va esattamente sui piedi di Calhanoglu lanciato in area. Per noi che negli ultimi anni abbiamo visto panchinari convinti di meritare il Pallone d’Oro, è pura delizia. Malaugurati illusi che siamo, vogliamo credere che si sia accorto che c’è un tale entusiasmo in questo gruppo da volerne un po’ anche lui. Gente, suvvia – chi non ne vorrebbe?

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