Milan-Cagliari 3-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Prepariamoci alla guerra con la Francia – che era un po’ il sogno della nazione tutta, è dai tempi di Giulio Cesare che non gliele suoniamo. Dovrebbe bastare un bombardamento di bidet per indurli ad arrendersi. E la prima cosa da fare ovviamente sarà spogliarli dei loro simboli, ed eventualmente procedere poi a spogliare pure Eva Green, Laetitia Casta e Marion Cotillard. D’accordo, anche Sophie Marceau, che tiene ancora bene, come dimostra questa recente foto con un coetaneo.

Donnarumma – SAINT-TROPEZ
In questo periodo sembra persino rilassato quando si tuffa per salvarci le derrière. Va giù morbido come un asciugamano sulla sabbia su un colpo di testa di JoaoPedro, poi nel secondo tempo con un twist velocissimo induce il medesimo a tentare il cucchiaio, palla sulla traversa, c’est la vie.
Calabria – CITROËN DS
La macchina dalle sospensioni assurde che pareva imbizzarrirsi appena accesa, lo squalo delle strade! Va avanti e indietro in scioltezza ma con l’aria minacciosa: ogni tanto Davidino tira fuori queste partite, e invocare una macchina più forte e moderna sembra blasfemo. Cross imperiale per il gol di Paquetà, e triangolo con Suso che quasi chiude in gol dopo un mezzo sombrero in area. Se segnasse pure, il suo prezzo di listino rischierebbe di superare quello di Sturaro (era così per dire, è ovvio che in quel caso la casa produttrice conta su segreti industriali che noi non conosciamo).
Musacchio – ASTERIX
Sembra soffrire un po’ JoaoPedro, ma in generale se la cava contro gli attaccanti del Cagliari. Avere al fianco un amico grande e grosso poi, è sempre di aiuto.
Romagnoli – CHARLES DE GAULLE
Ha risistemato attorno a sé una difesa che veniva uccellata quanto la Linea Maginot. Tra l’altro da qualche tempo sembra mettere un piglio eroico anche negli interventi più facili, cosa che rende il suo governo più esaltante (e ogni tanto anche un po’ ghignoso, in serate in cui una sospirata grandeur permette di rilassarsi).
Rodriguez – VOLTAIRE
Deve aver mangiato qualcosa che lo ha reso illuminista. Accantona quei suoi interventi difensivi affannosi dovuti a inquietudini spirituali e dubbi cosmologici, e congela ogni impeto avversario a colpi di razionalismo.
Bakayoko – TOUR EIFFEL
Ogni tanto si accende, ma per la maggior parte della partita se ne sta a torreggiare in fase difensiva, attirando turisti e palloni.
Kessié – NAPOLEONE BONAPARTE
All’interno dei patri confini della nostra area sembra quasi dispotico: esce più volte da dominatore arrembando il territorio nemico – poi, quando ci arriva tutto allonsenfants, incappa in una Beresina o una Waterloo. Il giorno in cui qualcuno gli sistemerà quei camembert che ha al posto dei piedi, diventerà un empereur.
Paquetà – LE PETIT PRINCE
L’essenziale sarà anche invisibile agli occhi, ma è solo perché partita dopo partita gli occhi ci brillano sempre di più. Belle giocatine, velocità, visione dei compagni, e pure un inserimento letale con gol al volo. Toccante il momento in cui dedica il gol a quei fiori che non ci sono più.
Suso – MARCEL DUCHAMP
Partita di arte concettuale: nel primo tempo un suo w.c. a giro diventa un’opera di valore inestimabile, nel secondo tempo, solo davanti al portiere irride l’arte classica del gol come colui che mise i baffi alla Gioconda. Non sempre la sua arte è comprensibile, ma è anche vero che la serata diventa da incorniciare a partire da un suo tiro in porta.
Calhanoglu – CHANEL
Sente profumo di gol e se ne inebria – ci prova in continuazione, a volte anche sgangheratamente. Cragno sventa sul suo primo tentativo da fuori, si getta a murarlo sul secondo, ribatte con le mani davanti alla faccia l’ultimo. Ma quel suo odore di sudore a fine partita è più che ben accetto.
Piatek – CHAMPAGNE
Ora come ora non c’è verso di tenerlo tappato e speriamo di continuare a bisbocciare. Strano che nel primo tempo, inavvertitamente lanciato a rete dagli avversari, non trovi modo di superare Cragno. Come un Pipita qualunque.
Conti – VICTOR HUGO
Di solito entra in campo quando siamo Miserabili, per una volta può invece godersi Notre Dame de Paris.
Cutrone – ROBESPIERRE
Entra per sovvertire il suo regime di gol, che è da qualche settimana sotto media, ma il direttorio dei compagni non lo asseconda: esce dall’assemblea con lo sguardo di chi vorrebbe staccare un po’ di teste.
Borini – DAFT PUNK
Entra perché è l’anima della festa – chi più di lui? “We’re up all night to get lucky, we’re up all night to get lucky, we’re up all night to get lucky, we’re up all night to get lucky”.

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