Milan-Cagliari 0-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Il coraggio, uno non se lo può dare, dice un personaggio dei Promessi Sposi che aspirava alla mediocrità. E non c’è niente da fare, San Siro che prima faceva tremare le gambe ai nostri ragazzi quando era pieno di gente, ora gliele fa tremare pur essendo vuoto di gente. La costante è la pavidità, che purtroppo sembra emergere ogni volta che questa squadra è chiamata a fare cose apparentemente facili. Perciò, con la speranza di irritarli in modo decisivo, dedichiamo ai nostri beniamini delle Pagelle Senza Voti ispirate da alcuni conclamati conigli.
Donnarumma – NEVILLE PACIOCK
L’amico tremebondo di Harry Potter è l’inaspettato eroe nel debutto della saga, e Gigio è l’inatteso protagonista di una serata in cui non pensavamo toccasse a lui fare magie. Reazione rapida e perfetta su Pavoletti quando chiude le ginocchia, tuffo decisivo sulla successiva zuccata di Godin.
Calabria – FREDO CORLEONE
Sembra il proprio fratello scarso. La sua fascia è un’attività in perdita, come i casinò gestiti dal più scarso tra i figli di Don Vito, e inizia a cercare la conclusione da fuori quando deduce che il Cagliari non si farà corrompere dalla nostra simpatia, e uno dei suoi tanti tiri è uno dei nostri tentativi più decenti. Ma il resto delle iniziative mette in imbarazzo la nostra famiglia. Pioli lo toglie quando capisce che non è di alcuna utilità per il nostro bisiness.
Kjaer – LEONE FIFONE del Mago di Oz
Chi frequenta queste pagelle sa che davanti a lui ci inchiniamo spesso. Ma stasera ci tocca tenere presente che se Romagnoli avesse marcato Pavoletti da un metro come lui, il popolo milanista ne avrebbe preteso testa e criniera. La cosa migliore la fa nel primo tempo anticipando il centravanti rossoblù –in quel caso, standogli davanti un metro. Poi, a un certo punto è come se tutti, dagli attaccanti del Cagliari ai suoi colleghi difensori, ne percepissero le difficoltà e quello è il momento in cui la squadra inizia davvero a vacillare.
Tomori – ILJA OBLOMOV
Come il protagonista del romanzo di Goncarov, vive di rendita (nel suo caso, ottenuta nelle partite precedenti) e non intende faticare per nessun motivo. Non possiamo catalogarlo tra i peggiori, ma assiste con aria perfettamente inerte a tutte le cose imbarazzanti che gli accadono attorno.
TheoHernandez – CELESTINO V
Per Dante Alighieri è un vile conclamato, che invece di fare il Papa, si tira indietro. Lui si disse “Spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo”. Nel primo tempo si limita a subire Nandez (ah, beh); nel secondo non prende una singola iniziativa degna di nota. Comodo, sentirsi vicino a Dio quando non si hanno responsabilità.
Bennacer – ORESTE JACOVACCI
Alberto Sordi al suo massimo, nella parte dell’imboscato e aspirante disertore. Ha una piccola chance di essere un eroe, ma i nemici lo braccano e abbattono prima che concretizzi in qualche modo un lungo coast to coast. Quando Pioli si avvede che non è in vena di costruire, lo toglie per mettere Meité, con la speranza che almeno contenga le folate del Cagliari.
Kessié – DARIO III Re di Persia
Superiore per uomini, mezzi e posizione sul campo ad Alessandro il Macedone nella battaglia di Isso, rimase atterrito dall’attitudine dell’avversario e scappò così in fretta da lasciare la famiglia e il tesoro imperiale alla mercé del nemico. Dopo due anni scese in campo per il secondo tempo a Gaugamela, e fece dietro-front di nuovo. Non riesce mai a prendere per mano la squadra, si inabissa mentre Nainggolan spadroneggia senza nemmeno sforzarsi troppo.
Saelemaekers – PONZIO PILATO
Fa capire che non è d’accordo con l’andazzo – scagliando il migliore tra tutti i nostri (quattro) tiri in porta. Poi esce dalla contesa, smettendo di giocare un po’ prima che Pioli lo lasci negli spogliatoi.
BrahimDiaz – NEVILLE CHAMBERLAIN
Il Primo Ministro Britannico che dopo aver fatto il grosso con gli irlandesi, fece il gattino con Hitler. Qualche giorno dopo aver fatto furore contro un Torino in disarmo, non riesce mai a farsi rispettare da un avversario che non ha alcuna paura. Viene destituito e il suo successore è Samu Castillejo, il quale come Winston Churchill ci fa capire – al solo apparire – che ci attendono Sangue Sudore e Lacrime.
Calhanoglu – VITTORIO EMANUELE III
Dopo aver messo le vite degli italiani nelle mani di un bullo prepotente e un po’ esaltato, il reuccio Savoia pensò bene di fuggire – strano ma vero – a Brindisi. Il nostro numero 10, che (a questo punto è solo onesto ricordarlo) vuole essere pagato come un monarca, non trova mai la giocata che possa fare un minimo di differenza. Mira la barriera su una punizione molto importante, poi nel suo guizzo più vibrante colpisce (forse) il retro del palo, anche se il guardalinee lo premia con un calcio d’angolo, che si rivela inutile come i precedenti. Contavamo molto su di lui. Forse siamo un po’ degli illusi, vero?
Rebic – CAPITANO SCHETTINO
Va bene, non è una prima punta, eccetera. Ma poteva perlomeno stare a bordo, *****.
Leao – DON ABBONDIO
«Il gol! questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito; doveva essere qualcosa di importante, è un nome di quelli; ma cosa diavolo era?»
Dalot – C-3PO
Il nostro robot protocollare avanza con la tipica rigidità ma dobbiamo riconoscere che, complice anche il rilassamento finale del Cagliari, recita in diverse scene buffe e si rende utile mentre i personaggi principali stanno per essere schiacciati nel tritarifiuti. Dove parecchi tifosi oggi come oggi li lascerebbero volentieri.
Castillejo – GEORGE McFLY
Pioli lo manda allo sbaraglio chiedendogli di intimare al Cagliari di toglierci le mani di dosso: parte alla carica con tutta la sua buona volontà, e ci prova più di tutti gli altri messi assieme. Un suo tiro esce di poco, e un altro, bene indirizzato, prende in faccia Godin. Non ci sentiamo di accusarlo di essere l’amabile interdetto che è. Specie dopo aver visto gli altri scienziati cui vorremmo affidare il nostro ritorno al futuro.
Meité – IL SERGENTE GARCIA
Il pallone è il suo Zorro, che gli sfugge e lo irride continuamente. Forse Tonali sarebbe stato una scelta migliore per veemenza, ma evidentemente Pioli è sorpreso dalla fisicità del Cagliari. Scusate, lo riscriviamo meglio: è sorpreso ANCHE dalla fisicità del Cagliari.
Mandzukic – GIANDOMENICO FRACCHIA
Un Fantozzi che non ce l’ha fatta.

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