Milan-Bologna 3-0: le Pagelle Che Non Lo Erano

Impresa! Avendo avuto ragione di un arcigno Bologna che ha strenuamente dormito per 90 minuti, i ragazzi si sono rassegnati a riaffacciarsi in Europa. Per qualche tifoso è un concetto ormai nebuloso, ragion per cui abbiamo ritenuto inevitabile dedicare le nostre Pagelle Senza Voti a questo continente noto per aver rovinato la vita di Salvini e altra povera gente. Ognuno dei nostri ieri ci ha ricordato uno Stato membro della Uefa – un buon preliminare ai preliminari.

Donnarumma – SAN MARINO
Da quelle parti non succede nulla. A parte ovviamente qualche furbastro che se ne sta ben nascosto a contare i soldi.
Vangioni – SCOZIA
Generoso e strampalato, vive di slanci ma ha cornamuse al posto dei piedi.
Paletta – BIELORUSSIA
Decisamente poco impegnato da Destro, capisce che non verrà espulso e guadagna campo per provare a dettare legge in avanti. Dimostrandosi una volta di più la bieloversione di un bielogiocatore bieloforte.
Romagnoli – LUSSEMBURGO
Non molto appariscente, ma se non ci fosse l’Europa sarebbe allegramente nei casini. Il futuro della società e della nostra difesa ha sede proprio lì, nel paradiso fiscale in cui lui può fare da San Pietro fiscale.
Gustavo Gomez – SPAGNA
Deve sempre farsi notare in qualche modo. Ne sbaglia un po’, ne imbrocca qualcuna, ha personalità, ma non è saggio dargli delle responsabilità.
Montolivo – AUSTRIA
Non la parte più effervescente del continente – ma coi suoi ritmi da vecchio valzer fa funzionare le cose dalle sue parti.
Bertolacci – INGHILTERRA
A un certo punto esce. Non una grave perdita.
Pasalic – UNGHERIA
Ha la fantasia di un film porno, e il dinamismo di chi ne vede otto al giorno senza star con le mani in mano.
Deulofeu- ITALIA
Vero artista del polverone, complica tutto quello che può fino al momento in cui gioca il jolly.
Bacca – KAZAKSTAN
Possono raccontarci quello che vogliono, ma è semplice questione di coordinate geografiche: noi siamo in una certa regione del mondo, lui in un’altra.
Lapadula – GRECIA
Vorrebbe essere Achille, ma è quell’impiastro di Patroclo. Si risolleva in extremis prima di entrare in piena tragedia.
Mati Fernandez – GERMANIA
Non ha mai suscitato troppe simpatie ma si mette serafico al centro dei giochi e con lucidità e tecnica fa quello che va fatto.
Honda – FRANCIA
Che coup de théâtre: l’ultimo da cui ce lo si aspetterebbe (anche perché mai utilizzato anche quando sarebbe stato semi-sensato: viene il sospetto che Vinnie si decida a inserirlo solo in sfregio a Locatelli) entra, suona la Marsigliese e guida il popolo alla riscossa.
Cutrone – RUSSIA
Con quel fare schivo e pacato che da secoli contraddistingue la timida nazione in questione, gli basta un tempo limitatissimo per ritrovarsi in mezzo alle esplosioni: esordio in serie A, mezza occasione, legnata gratuita a un innocuo avversario sul 3-0 e primo cartellino giallo nel giro di tre minuti. Forse lui e Lapadula sono fatti l’uno per l’altro come Putin e Trump. C’è tutto un potenziale. Nucleare.

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