Le Pagelle Che Non Lo Erano: Verona-Milan 0-2

Si è concluso, sant’Iddio, il festival di Sanremo, e presumiamo che siate saturi di riferimenti e di ghignose ironie sul feroce e sadico rito di automortificazione che la nazione si autoinfligge da sette decenni. Della crudele kermesse vogliamo tenere buono soltanto la presenza di Zlatan Ibrahimovic, perché se lui è felice, lo siamo anche noi. Zlatan a Sanremo ha fatto anche un interessante discorso motivazionale, e ci è venuto il dubbio che i suoi compagni di squadra lo abbiano ascoltato (mentre i giocatori del Verona devono aver ascoltato Barbara Palombelli, rimanendo storditi da qualunque cosa abbia tentato di dire). Ma avendoli visti motivati come poche volte in questo campionato, abbiamo pensato di omaggiarli con Pagelle Senza Voti ispirate dai più popolari discorsi motivazionali di sempre.
 
Donnarumma – JOHN F. KENNEDY
“Non chiedetevi cosa può fare il Milan per voi, chiedetevi cosa potete fare voi per il Milan”. Effettua un solo vero intervento, in uscita per ostruire la porta dopo un alleggerimento malconsigliato di Tomori, ma per il resto esercita il suo carisma limitandosi a osservare gli interventi eroici dei compagni: da Calabria a Krunic, da Romagnoli a Tomori, tutti prima o poi intervengono a difendere in area come le pedine degli scacchi che impediscono anche solo che gli avversari riescano a vedere il re.
Calabria – WINSTON CHURCHILL
In una città in cui il nazismo gode di una certa gongolante popolarità, non ha dubbi sulla missione. “Noi combatteremo sulle spiagge, combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulla fascia e sulla trequarti avversaria, combatteremo in difesa e a centrocampo, e non ci arrenderemo mai”.
Tomori – DISCORSO DEL NEW DEAL
Quattro anni dopo il crollo dell’economia mondiale nel ‘29, che secondo molti studiosi fu anche peggio del nostro crollo nel derby, gli Stati Uniti non riuscivano a uscire dalla depressione, un po’ come i milanisti: certi successi, come quello di Roma, venivano giudicati episodici, e diversi segnali rendevano inclini al pessimismo; fu allora che il presidente F.D. Roosevelt nel 1933 invitò tutti a pensare in un modo diverso: “L’unica cosa di cui avere paura è la paura stessa. Un terrore senza nome, irragionevole, ingiustificato che paralizza ogni nostra mossa”. Per dare il buon esempio e mostrarsi privo di paura, Tomori ha scelto di farci provare subito la più grande di tutta la partita, all’inizio, con un retropassaggio a Donnarumma che per poco non innescava un disastro. Eppure, Donnarumma ha reagito, Romagnoli ha reagito, e da quel momento tutta la squadra, concentratissima, ha tenuto il Verona lontano dall’area per un’ora, e con Tomori stesso a stroncare più di un tentativo di inficiare lo sforzo comune della cittadinanza.
Romagnoli – RE THEODEN
Come il re decaduto del Signore degli Anelli, si ripresenta al meglio e con regale autorevolezza fin dall’inizio della battaglia quando scuote Tomori dal suo torpore: “Lance saranno scosse, scudi saranno frantumati. Un giorno di spade, un giorno rossonero prima che sorga il sole!!! Cavalcate ora, cavalcate ora, cavalcate per il rinnovo e per la fine degli articoli della Gazzetta dello Sport!”
Dalot – IL LUPO DI WALL STREET
Nella settimana in cui tutti si sono convinti che debba essere rispedito al mittente in un sacco di juta, guarda tutti negli occhi e prorompe in un “Non me ne vado, non me ne vado!!!”. L’attacco per vie centrali, il movimento a liberare il tiro e la sassata scagliata nella porta del nostro vecchio nemico Silvestri sono quasi irreali, eppure sono tratti da una storia vera: probabilmente Diogone finirà lo stesso al gabbio per i suoi crimini, ma stavolta merita di ballare “Gloria” di Umberto Tozzi con tutte le tifose disponibili.
Kessié – BRAVEHEART
“Possono anche toglierci il primo posto… Ma non ci toglieranno mai la nostra libertà!” Al comando di undici sfigati raccogliticci, Francone riporta il Milan alle sue radici: noi giochiamo e pressiamo, gli altri, se credono, se ne stiano lì a lucrare sulle debolezze altrui. Una prestazione impressionante, che toglie il fiato a un Verona che più volte quest’anno si era fatto ammirare per come mandava in apnea i rivali. Per fortuna non viene anche costretto a tirare dal dischetto.
Meité – DISCORSO DI NAPOLEONE
Come chiunque sia nato a Parigi, Soualiho è cresciuto all’ombra di testimonianze napoleoniche – e forse a ispirare la sua prestazione più convincente da quando è arrivato in squadra ci sono state quelle parole rivolte dall’Empereur alle sue truppe prima di affrontare il nemico: “Soldati, 40 secoli di menate sulla Fatal Verona vi guardano”. Lotta, rientra, prova anche a mettere un po’ di tocchi raffinati nel suo gioco – su quelli c’è molto da lavorare, però il suo contributo nel rullare l’esercito nemico al centro è evidentissimo.
Castillejo – DISCORSO SU NAPOLEONE
Come il manager TIM fomentatissimo che citò la battaglia di Waterloo come risultato più prestigioso mai ottenuto dall’Empereur, gira un po’ a vuoto e le sue idee sembrano poco lucide, ma grazie al suo impegno e intensità, a fine incontro quelli che ha di fronte escono più confusi di lui.
Saelemaekers – OGNI MALEDETTA DOMENICA
Il mercoledì non è il suo giorno, ma sia domenica contro la Roma che domenica contro il Verona riesce a mandare al tiro l’uomo che dà il colpo di grazia agli avversari; i suoi tiri sono meno efficaci ma la sua partita è una lotta che ci permette di conquistare la metà campo avversaria centimetro dopo centimetro.
Krunic – SALVATE IL SOLDATO RADE
L’episodio narrato nel film di Spielberg ruota attorno a una lettera autentica, scritta nel 1864, che il generale Pioli sfodera davanti a Rade Krunic: “Caro signore, mi è stato mostrato negli archivi del dipartimento di guerra un rapporto, dall’aiutante maggiore del Massachusetts, secondo cui siete il compagno di squadra di cinque centrocampisti infortunati. So quanto vana e fiacca possa essere qualunque mia parola che tenti di distrarvi dall’afflizione di una perdita così opprimente. Ma non posso trattenermi dall’offrire a voi la consolazione di farvi giocare nel ruolo che somiglia più al vostro, permettendovi di tentare lo scambio in velocità che costringe i veronesi a mettervi a terra, tirando voi stesso la punizione guadagnata e di salvare poi la Patria su calcio d’angolo nell’occasione più pericolosa dell’Hellas.. Prego che il Padre Celeste possa mitigare la vostra angoscia con la gratitudine della nazione, e la fierezza dell’aver deposto un gol pe-san-tis-si-mo sull’altare della libertà. Con grande deferenza e rispetto, Abramo Lincoln”.
Leao – STEVE JOBS
“Stay hungry! Stay foolish!” Ammettiamolo, per lui è difficilissimo svolgere il compito che gli è assegnato dall’indisponibilità contemporanea di tutte le punte da battaglia, perciò apprezziamo quelle palle che riesce a tenere su, quegli spazi che riesce a creare, quei due-tre falli che prende, quel po’ di pressing che deve mettere sui difensori gialloblù, la finta per Dalot e quella pallonata che rischia di stroncare la sua carriera di rapper e avviare quella di soprano – per cui, non formalizziamoci se anche alla fine di questa partita, rimane foolish e digiuno di gol; speriamo si tolga la fame nelle prossime partite.
Hauge – GIUSEPPE CONTE
Entra in scena un po’ sul tardi, come soleva fare l’ex presidente del Consiglio – ma ci piace pensare che più o meno come lui, abbia voluto rivolgerci questo messaggio: “Ho fatto un patto con la mia coscienza, al primo posto c’è la salute dei milanisti. Restiamo distanti dall’area oggi, per abbracciarci domani!” Possibilimente però dopo essere tornati in area per uno di quei graziosi gol sul palo opposto. Sarebbe ora – e farebbe del gran bene alla nostra salute.

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