Le Pagelle Che Non Lo Erano: Udinese-Milan

Beh, continuano a dirci che è un cantiere. E abbiamo scoperto che lo è davvero! Lo vedete da voi, quanta roba bisognerà spalare. Ed ecco esattamente qual è il compito di ognuno dei nostri magutt.
Donnarumma – La gru
È il più pericoloso dei nostri sui colpi di testa, sia nel primo che nel secondo tempo, ma solleva un macigno sopra la traversa e tiene su la partita più di tutti i suoi compagni di lavoro messi assieme.
Calabria – La ruspa
Quando avanza, il terreno si preoccupa. Nessun altro.
Romagnoli – Il capocantiere
Grida, fa le facce, si agita, minaccia. Nessuno come lui sa prendere per mano la squadra e portarla in pausa pranzo.
Musacchio – La buca
Un’immagine: nel secondo tempo, in area di rigore, si avvinghia con entrambe le braccia a Kevin Lasagna. Il quale controlla la palla, si gira e spara a rete come se niente fosse, sempre con le mani di Musacchio addosso, come se lì ci fosse il Nulla, anzi è fortunato a non esserci caduto dentro.
Rodriguez – La barriera
Oggetto stranamente ambivalente, se ci pensate: nei lavori in corso è usato per non far passare la gente, nello sport la sua funzione è di essere scavalcato. E lui è certamente uno sportivo.
Calhanoglu – Il responsabile della sicurezza
“No no no, non ci siamo, qui qualcuno si può far male, nessuno si muova, fatemi fare una telefonata, sia chiaro che nessuno è stato autorizzato a far NIENTE”.
Borini – Il geometra
È un lavoro complicato, ma qualcuno deve pur farlo: richiede attenzione e applicazione e abbiamo disponibile qualcuno che può farlo meglio di lui? Sì, beh, d’accordo – ma a parte Qualunque Bambino di Otto Anni, che comunque i giornali dicono che la nostra offerta è inadeguata e ci vogliono 35 milioni?
Paquetà – Il signor Toro di Peppa Pig
Ma quanto ci vuole prima che diventi un buon giocatore? “Ci vuole il tempo che ci vuole”. Suo comunque il tiro più simile a un tiro.
Suso – L’automobilista che smadonna…
…perché non trova parcheggio, lui l’ha sempre messa lì, ma che bisogno c’era di rifare la strada solo per cinque o sei voragini – ad AGOSTO, poi. A fine partita va di nascosto nel vicolo dove è sempre andato e all’improvviso in tutta l’area iniziano a piovere mattoni a raffica – ma è tardi, e nessuno è in vena di fare gli straordinari.
Piatek – La sciura che aspetta l’autobus…
…anche se la fermata è 200 metri più avanti. Come dice chiaramente il cartello 600 metri più indietro. Nervosa e indignata, attacca briga con chiunque e insiste che è una vergogna che abbiano ridotto l’Italia così, dove sono i valori di una volta – poi si butta contro un cavalletto per fare causa al cantiere avversario.
Castillejo – Il sindacalista
È estinto. Ma nessuno glielo ha comunicato. Nel dubbio sciopera lo stesso, e comunque quest’anno sa lui chi votare, eh: mica lo fregano più.
Kessié – Il pensionato (aka “L’umarèll”)
Guarda intensamente Becao che lavora – su calcio d’angolo, che è una roba che non lo ha mai convinto, sono quelle robe che vengono inventate dagli assessori per guadagnarci su.
Bennacer – Il maghrebino
Capisce subito di esser stato turlupinato e di esser stato chiamato per fare per pochi soldi il lavoro che gli italiani non fanno più – ma nemmeno i turchi e brasiliani e argentini.
Leao – Il regazzino (variante nordica: il bòcia)
I genitori speravano di vederlo fare l’opinionista o il social media manager e invece dovrà lavorare davvero. In bocca al lupo.

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