Le Pagelle Che Non Lo Erano: Roma-Milan 1-2

Sappiamo di prenderci qualche rischio, a questo giro: qualcuno, ed è già successo in circostanze vagamente analoghe, si indignerà dicendo che siamo una pagina che parla di calcio ed è nostro dovere (?) astenerci dal parlare di politica – mentre quando parlano di calcio i politici, sante testoline benedette, nessuno ha di che obiettare. Non sappiamo bene da dove nasca questo veto: insomma, solo perché ComunqueMilan prende soldi dallo Stato e da voi abbonati, siamo forse tenuti a rispettare le regole ferree di questo galateo un po’ sbilanciato?
(…no, non li prendiamo, i soldi – era una battuta, tocca specificarlo perché basta fare i nomi di deputati e ministri, e quasi sempre compaiono degli elettori obnubilati con i quali si spiegano perfettamente gli ultimi 160 anni di Governo che ha avuto questo spiritoso Paese)
Ma da anni abbiamo l’abitudine di ispirarci all’attualità per le Pagelle Senza Voti, e in questi giorni a occupare le prime pagine c’è il virus che colpisce il partito politico che per un decennio è stato il perno della politica italiana. Il Movimento 5 Stelle è in un momento difficile, e proprio ora che tanti scendono dal suo carro noi gli auguriamo di ripigliarsi proprio come sembra sia capitato ai nostri ragazzi; lo facciamo dedicando ai suoi più noti esponenti i giudizi sulle prestazioni dei nostri rappresentanti in quel di Roma.
 
Donnarumma – MARCO TRAVAGLIO
Difende strenuamente la causa, persino quando scivola su qualche buccia di banana. In questa partita bisogna ammettere che in più occasioni sono gli avversari politici a farlo sembrare inattaccabile, trovando modo di pasticciare invece che attuare politiche concrete. Deve però capitolare quando Veretout sfrutta qualche spiffero da destra e mette definitivamente a nudo la fragilità dell’intero sistema.
Calabria – PAOLA TAVERNA
Si trova al posto giusto nel momento giusto e trae il massimo profitto dai problemi altrui: riceve il pestone di Fazio ma soprattutto, nell’occasione, strepita come la senatrice, facendo bloccare le attività del Senato e inducendo le autorità a ricorrere al #VAR. Nel secondo tempo, poi, è lui a intercettare il rinvio di Pau Lopez che viene trasformato in attacco alle istituzioni romaniste nonché eccellente gol. Soffre un po’ quando le élite giallorosse cercano di mettere a nudo i suoi limiti difensivi, ma nel complesso esce dal campo con molti più consensi rispetto alle ultime prestazioni.
Tomori – ROBERTO FICO
Riceve un mandato esplorativo da Padre Pioli, e tutti si chiedono se non lo abbiamo sottovalutato: affidare Fikayo un’alta carica non pare inverosimile. A fronte di un paio di piccole sbavature, eccelle nel contenere le spallate complottiste di Mkitharyan, poi contribuisce a evitare una crisi (non di Governo: coronarica, quando rinviene per mettere una pezza su un attacco nel secondo tempo) e farebbe persino il suo meritato primo gol, se Pau Lopez non respingesse un suo disegno di legge da pochi passi.
Kjaer – VITO CRIMI
Il #capopolitico pur con qualche difficoltà riesce a non affondare, grazie anche al dinamismo del nuovo portaborse. Va a sbattere contro l’ennesima trave quando lo invitano nell’area avversaria per un talk show.
TheoHernandez – ALESSANDRO DI BATTISTA
Il nostro cavallo pazzo, incontenibile quanto ineffabile: mette a ferro e fuoco le inadeguatezze avversarie, ma non trova modo di mettere la sua verve al servizio della nazione, specie sul contropiede in motoretta del secondo tempo sul quale contavamo moltissimo. L’arbitro interpreta a suo favore due episodi fondamentali: quello sull’annullamento del gol romanista e quello del contrasto in area con il solito Mkitharyan; diciamo semplicemente che è l’uomo che ci vuole per devastare gli equilibri altrui, ma forse non è il caso di dargli un ruolo delicato e di responsabilità vicino al cuore dello Stato. E al nostro miocardio.
Tonali – LUCIA AZZOLINA
Sotto attacco per mesi, riesce a salire in cattedra (…una cattedra a rotelle, ovviamente) e a strappare qualche applauso anche se gli haters lo odieranno sempre (gli haters, d’altra parte, quello fanno). Lo scolaro non è ancora ministro, ma per tutta la sera interviene a dare una mano ovunque in uno scenario complicatissimo.
Kessié – GIUSEPPE CONTE
Il Presidente per una volta parte forte, ed è dominante già nell’inizio della partita, quando tiene insieme la compagine del Governo rossonero e riesce a insediarla nella metà campo avversaria. Poi, quando il Paese ha bisogno, va a piazzare alle spalle di Pau Lopez il suo DPCM – anzi, RPIM. Se non avete capito cos’è, chiedete a interisti e juventini, non pensano ad altro e anche stamattina si sono svegliati con quello in testa.
Saelemaekers – BEPPE GRILLO
Dopo un periodo in cui sembrava aver perso interesse per la causa, il nostro infervorato preferito torna a far girare palle un po’ ovunque. Quando c’è (quando c’è veramente) fa la differenza, ma soprattutto dà alla squadra una specie di incoscienza battagliera che contribuisce a portare avanti la nostra improbabile rivoluzione. Ovviamente non si fa mancare un intervento insensato all’inizio del secondo tempo, ciononostante riesce a non sbroccare dopo il richiamo al rispetto delle istituzioni.
Calhanoglu – VIRGINIA RAGGI
In questo periodo è la figura dolente del movimento: non riesce a essere preso sul serio nemmeno dai suoi compagni di partito, vedi Zlatan nell’occasione del pallone recuperato dalle mani di Pau Lopez. Quando non si ricandida per il secondo tempo, forse qualcuno tira un sospiro di sollievo. E tuttavia speriamo si riprenda e presto, perché per noi è di importanza Capitale.
Ibrahimovic – JEAN JACQUES ROUSSEAU
La piattaforma della squadra resta enigmatica, e qualcuno trova sempre da ridire sulle sue decisioni – eppure in ogni sua scelta, anche quelle che lasciano un po’ interdetti, c’è un impegno evidente; le sue buone intenzioni meriterebbero dei gol ma trovano mani e stinchi – oppure falliscono l’obiettivo di poco. Poi, complice l’eco mediatica di quella stupida fiera della canzonetta, qualcuno sta mettendo in discussione il suo apporto attuale al Milan, ma chieda pure ai difensori della Roma quanto lo hanno sofferto. Nel secondo tempo, come il vero Rousseau, è costretto a uscire dal nostro impianto filosofico. Ma i suoi nobili intenti non possono lasciare indifferenti.
Rebic – FEDERICO PIZZAROTTI
Esce dalle polemiche trionfante e riabilitato. Nel primo tempo si sbatte con autentico senso civico e recupera un sacco di palloni, ma è ancora frastornato e compie un errore di valutazione cruciale quando invece che cercare gloria per se stesso, si dimostra troppo zelante nei confronti della disciplina interna e cede l’iniziativa, pensando che annullarsi porti al bene della squadra. Nel secondo tempo, torna la carogna che amiamo e fa vincere tutti. C’è una specie di scomoda lezione in tutto questo, ma non siamo qui per parlare realmente di politica, preferiamo continuare a scrivere fesserie e siamo sicuri che lo preferiate anche voi.
BrahimDiaz – CHIARA APPENDINO
L’enfant prodige di famiglia altolocata, anzi Real, è tornato! E malgrado il lungo stop, entra in partita egregiamente: non tutti i suoi provvedimenti sono brillanti, ma nel complesso la sua amministrazione è più dinamica della precedente, e ce n’è bisogno.
Krunic – LUIGI DI MAIO
L’interdetto per antonomasia riesce a fare il massimo con quello che la natura gli ha dato; va persino a un passo dal gol dell’anno, ma se quel pallone entrasse l’universo potrebbe esplodere – quasi tiriamo un sospiro di sollievo quando Pau Lopez recupera.
Leao – ROCCO CASALINO
Sempre molle e un po’ arrogante, salvo sfoderare guizzi improvvisi come quello in area sul quale conclude inconcludente. Un po’ esasperante quando, nei minuti finali, ci sarebbe veramente bisogno di lui per tenere palla lontano dalla difesa – ma in lui come in Casalino ci dev’essere una specie di bizzarro compiacimento nel farsi insultare.
Meité – DINO GIARRUSSO
Dev’esserci qualcuno che ha deciso che deve giocare a tutti i costi, perché riceve incarichi di ogni tipo come se fosse capace di fare grandi cose – capacità che a oggi, non risultano a nessuno.
Castillejo – DANILO TONINELLI
Magari non utilissimo, però assolve due mansioni delicatissime per distrarre gli avversari: prendere legnate e suscitare ilarità. Qualcuno deve pur farlo – e a lui riesce benissimo.

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